Motori a idrogeno: costi e applicazioni

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Occorreranno sicuramente ancora diversi anni per vedere in Italia molte auto a idrogeno. Se è vero che in alcuni paesi questa sperimentazione è molto avanti, bisogna anche sottolineare che in Italia il via libera ai motori a idrogeno è arrivato solo all’inizio di quest’anno quando il carburante più economico e presente in natura è stato inserito tra i propellenti alternatici. Questo ha sbloccato le cose ma certo non ci ha fatto fare il salto decisivo.

Motori a idrogeno, quanto costa

Tutto passa dal mercato e dunque dai costi e dai benefici che l’utente finale avrà nel decidere di acquistare un’auto a idrogeno: in questo momento il gap è ancora troppo grande. Le auto a benzina, gasolio (ammesso e non concesso che tra qualche anno possano essere destinate a scomparire) ed elettriche sono ancora molto più economiche. In Italia non esiste una rete di distribuzione di idrogeno: occorreranno almeno venti anni per crearne una se consideriamo la fatica con cui si è creata quella per i mezzi elettrici che molte zone del nostro paese è ancora estremamente frammentaria e disorganizzata.

In Italia a oggi le auto a idrogeno sono disponibili: ma solo di importazione. Il che significa costi ancora più alti. Una Toyota Mirai, che al momento nel mondo è quella più diffusa (seimila esemplari prodotti in tre anni) in Germania costa intorno ai 78mila euro. Ad Amsterdam, Rotterdam e l’Aja da un paio di mesi si vedono i primi taxi a idrogeno: un’applicazione estremamente pratica e intelligente voluta dall’amministrazione nazionale. Fondi per le municipalità e i tassisti che volessero entrare a far parte della sperimentazione: la Toyota ha fornito 35 Mirai nuove di zecca allestendo presso i parcheggi e i depositi le colonnine per il rifornimento.

Motori a idrogeno in Italia

Pensare che tutto questo possa essere possibile anche in Italia è ottimistico, sicuramente prematuro. In questo momento è già molto che da quest’anno guidare un’auto a idrogeno sia possibile e che questi veicoli possano essere acquistati, immatricolati e assicurati. Da quanto risulta dai dai ufficiali c’è una sola auto a idrogeno in circolazione in Italia – è una Hyundai immatricolata della società che gestisce l’Autostrada del Brennero – ma ci sono stati quattro ordini di Mirai anche per il nostro paese.

Se, come si dice, un ciclo produttivo complesso come la produzione di un’auto con propellente alternativo occorrono non meno di venti anni, in Italia per l’idrogeno forse servirà un periodo ancora più lungo. E parecchie risorse governative. Per non parlare della rete dei rifornimenti e del know how di meccanici e manutentori.

Ultima modifica: 18 novembre 2019