Motore ibrido 5: cose che dovresti sapere

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Pubblicità, riviste specializzate, servizi televisivi: le auto ibride sono ovunque. Le nuove frontiere dei motori occupano sempre più insistentemente il dibattito anche tra i non addetti ai lavori. Spesso però la mole di informazioni circolante non è proporzionale alla esattezza e alla accuratezza. È opportuno mettere a fuoco bene le diverse tipologie produttive che si stanno complessivamente imponendo sul mercato in virtù dei grandi benefici ambientali e ai minori costi di gestione. I prezzi di listino più alti dei modelli tradizionali rappresentano al momento ancora un deterrente ma in prospettiva la forbice si ridurrà. Vediamo in particolare cosa significa acquistare una vettura con motore ibrido.

Motore 100 per 100 ibrido o ricarica per strada

C’è ibrido e ibrido. Come accade per le versioni tradizionali anche nel segmento “green” dell’automobile si assiste a una settorializzazione con specifiche caratteristiche. Mentre c’è ancora una vasta platea di utenti che fatica a distinguere tra un veicolo a motore ibrido da uno elettrico, la gamma produttiva propone varianti con peculiarità significative.

Ibrido al 100 per 100 o “full hybrid”: vengono definite così le versioni che propongono propulsori in grado di procedere con la sola spinta del motore elettrico. Chiaramente la tipologia ibrida presuppone la possibilità dello “switch”, ovvero di passare alla propulsione a combustibile in ogni momento. Le vetture full hybrid consentono però all’occorrenza di non attingere al motore alimentato a carburante grazie alla batteria caricata esclusivamente con il recupero di energia in rilascio.

La differente autonomia dei singoli modelli dipende evidentemente dalla potenza dell’accumulatore, ma prima o poi tutti i veicoli 100 per 100 ibrido devono alzare bandiera bianca e tornare ai box o passare al tradizionale. C’è però una possibilità alternativa per proseguire il percorso in elettrico senza ritorni alla base. Le auto ibride “plug-in” possono contare su un alimentatore elettrico più potente. La percorrenza è estesa inoltre dalla possibilità di ricaricare il mezzo con una semplice presa elettrica o a una colonnina pubblica in tempi contenuti.

Un motore amico delle Ztl

Un incubo per molti automobilisti, specie nelle grandi città. Le zone a traffico limitato (Ztl) sono ormai una costante dei nuclei urbani, anche nei centri meno popolosi. E probabilmente in pochi sanno che la motorizzazione “green” costituisce in molti frangenti un lasciapassare prezioso. Come nel caso dei motori “Mild hybrid” o ibrido minimo. Essi utilizzano il propulsore elettrico solo in alcune fasi, come la messa in moto e la marcia a velocità più bassa. Sotto il profilo ecologico evidentemente non si tratta della scelta ottimale avendo fasce di emissione tradizionali superiori alla media dei motori elettrici. La prerogativa di poter accedere alle zone con limitazioni fa però di questa versione una opzione funzionale per quanti vivono in contesti caratterizzati da blocchi del traffico.

auto ibride

 

Costi bassi ma occhio al prezzo

L’acquisto di una vettura elettrica e ibrida in particolare consente di abbattere nel tempo i costi di gestione. Ma non bisogna trascurare un aspetto che al momento costituisce ancora una peculiarità poco allettante. Portarsi a casa una vettura ibrida vuol dire dover mettere in preventivo un esborso solitamente non inferiore ai 20.000 euro. Purtuttavia sul mercato esistono modelli più friendly anche sul piano economico. Veicoli dal look accattivante, persino dei mini suv da meno di quattro metri di lunghezza che permettono di ospitare a bordo dignitosamente anche quattro persone.

I motori ibridi in taluni casi garantiscono anche buone performance e un certo brio con punte di potenza fino ai 90 cavalli degne delle motorizzazioni tradizionali. Non a caso sono in commercio anche versioni con trazione integrale. Al capitolo costi va inoltre inserita la voce manutenzione. Le auto ibride rappresentano anche da questo punto di vista un investimento vantaggioso. Tenere in efficienza questo tipo di vetture è del tutto paragonabile con quanto è necessario fare per le versioni classiche. Si tratta più che altro di avere sempre ben presente la parte cruciale della vettura, il comparto elettrico che si estende dal motore alla centralina, senza trascurare chiaramente l’elettronica interna del veicolo. Materia per tecnici in gamba ma niente che non possa essere affrontato da un bravo esperto in elettronica.

Gli incentivi fiscali: un’occasione da non farsi scappare

Restando nel campo del pragmatismo va considerata l’incidenza non trascurabile degli incentivi fiscali sul prezzo d’acquisto. I governi europei hanno previsto misure finalizzate al rinnovamento del parco auto circolante. Bonus non simbolici ma molto concreti: sussidi fino a 6.000 euro in caso di rottamazione o di 4.000 euro senza dismissione del vecchio veicolo a fronte dell’acquisto di un’auto nuova con valori di emissioni compresi tra 0 a 20 grammi di biossido di carbonio per chilometro.

Previsto anche un ecobonus da 2.500 euro in caso di rottamazione e di 1.500 euro su tutte per l’acquisto di una vettura nuova con valori da 21 a 70 grammi di biossido di carbonio per ogni chilometro percorso. Le più recenti disposizioni normative hanno confermato gli incentivi ambientali sia sull’acquisto delle auto 100 per 100 elettriche che per le ibride e le plug-in.

La ricarica delle auto ibride

E’ uno dei punti di domanda principali per chi sta pensando all’acquisto di un’auto elettrica ibrida: come si ricarica? La risposta varia in funzione delle differenti tipologie costruttive. Nei modelli plug-in una presa elettrica consente di caricare la batteria tramite la rete di casa o le colonnine dei parcheggi e delle aree dedicate. Negli altri modelli di auto ibride la batteria collegata al propulsore elettrico si ricarica in tutte le fasi di accelerazione e in quelle di decelerazione e frenata.

Non è richiesto dunque alcun intervento del guidatore e la vettura provvede autonomamente a trasformare in energia elettrica l’energia cinetica che altrimenti andrebbe persa sotto forma di calore in fase di frenata, o di attrito in fase di decelerazione. La ricarica si innesta anche ogniqualvolta l’energia generata dal motore termico alimenta quello elettrico qualora il livello di carica scenda al di sotto di una certa soglia. In genere le batterie per auto elettriche ibride sono garantite per cinque anni e, attraverso dei controlli annuali, la loro garanzia può essere prorogata di altri 60 mesi.

 

Ultima modifica: 20 ottobre 2020