Motore elettrico autotrazione: cosa sapere

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Complice l’ecobonus recentemente introdotto, le auto elettriche hanno registrato un’impennata nelle immatricolazioni del primo mese del 2019. Le vendite sono cresciute perché il costo iniziale elevato non rappresenta più un deterrente così forte per l’acquisto.

Motore elettrico autotrazione: conviene davvero?

Se è vero che la spesa iniziale, grazie a un incentivo statale che può arrivare fino a 6000 euro se si dispone di un veicolo da rottamare, è sensibilmente ridotta, ci sono altri fattori che possono rappresentare un motivo valido per sconsigliarne la scelta.

Un’auto con motore elettrico autotrazione non è pensata per chi percorre molti chilometri all’anno e si trova ad affrontare lunghi tragitti in zone non servite da colonnine di ricarica. Infatti per quanto la ricerca sulla funzionalità delle batterie abbia compiuto passi in avanti notevoli in termini di durata, di riduzione del peso e dei tempi di ricarica, la rete di rifornimento è ancora poco diffusa su tutto il territorio nazionale.

Per un viaggio di lunga durata è infatti sempre opportuno pianificare nel dettaglio tutto il tragitto per evitare di finire senza ricarica. Per quanto evolute e per quanto in continua evoluzione le batterie non riescono a fornire un’autonomia di guida superiore ai 400 chilometri.

Limite che può anche ridursi in base allo stile di guida dell’automobilista. Una guida più “sportiva” fatta di continue accelerazioni può comportare infatti un dispendio di energia superiore a chi utilizza il motore elettrico autotrazione in maniera più equilibrata.

Batteria: cuore pulsante del motore elettrico autotrazione

Si capisce chiaramente dunque che il pacco batterie rappresenta il cuore pulsante di un motore elettrico autotrazione. Questo è infatti trasforma grazie a un inverter l’energia elettrica in energia meccanica.

Il vantaggio è in un azzeramento o quasi dei tempi di ripresa, della partenza, a differenza di un motore a combustione. Anche il costo chilometro si riduce sensibilmente, tanto da consentire di ammortizzare l’investimento iniziale per l’acquisto di un’auto elettrica già nei primi tre anni di vita.

Per un modello di auto medio-piccolo un chilometro percorso, in relazione al “carburante” consumato, può arrivare a costare all’incirca 4 centesimi. Quasi un terzo del costo chilometro di un’auto medio-piccola alimentata a gasolio. La spesa maggiore si concentra sulle batterie.

Anche queste hanno un fine vita e la sostituzione, con relativo smaltimento, può superare anche i 2000 euro. Ma la buona notizia è che le case costruttrici stanno progettando batterie che riescano a sopravvivere all’auto stessa.

Ultima modifica: 7 febbraio 2019