Moto da speedway, a tutta velocità e senza freni

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Lo speedway, molto amato in Canada, negli Stati Uniti, in Inghilterra e nel nord Europa, in particolare in Svezia dove esiste un vero e proprio campionato professionistico di grande rilievo, è una delle discipline più estreme che riguardano le due ruote. Anzi… si tratta di una cosa talmente particolare e specifica che probabilmente ha ragione chi sostiene che lo speedway non abbia niente a che fare con le moto. Vediamo quindi cosa sono le moto da speedway.

Perché la moto da speedway non è una vera e propria moto

Una moto da speedway ha alcune particolarità che la rendono unica: non ha freni e ha una sola marcia. Un’altra particolarità è che lo speedway si guida solo e soltanto spingendo la ruota posteriore verso l’esterno della pista tenendo il manubrio quasi immobile a cercare infinitesimali traiettorie per trovare il sorpasso ed evitare le frequenti collisioni con gli avversari.

In pratica lo speedway corre sempre in senso antiorario lungo una pista ovale la cui lunghezza può andare dai 200 ai 450 metri: il rider appoggia il piede destro sul ‘peg’ (il poggiapiede) e punta lo stivale sinistro nel terreno, uno stivale rinforzato da punta e tacco d’acciaio che diventa a sua volta una sorta di sterzo, un ‘remo’ con il quale puntare a terra e cercare strada. Le moto sono leggerissime ma per regola non possono pesare meno di 77 kg (il peso di un rider qui può davvero fare la differenza). Il motore è un quattro tempi di non più di 500cc con un solo carburatore. Un motore semplicissimo che funziona non a benzina ma ad alcol, metanolo per la precisione.

Quattro giri sul filo di curve frenetiche a non meno di 98 km/h

Come detto, una sola marcia: la partenza è il momento più importante. Ogni corsa di solito vede in pista quattro rider, due di una squadra e due della squadra avversaria. Il vincente conquisterà tre punti, il secondo due, il terzo uno e il quarto torna ai box a secco. Una squadra che si garantisce i primi due posti mette a referto cinque punti, se una squadra non taglia il traguardo con i suoi piloti per cadute, incidenti o guasti meccanici (molto frequenti), si annota uno zero.

Le norme prevedono che il manubrio rispetti il minimo ingombro e che le moto siano costruite secondo ‘standard tradizionali’. Niente carbonio e niente titanio. Ogni moto dietro deve essere equipaggiata con un dirt protector, una sorta di parafango estensibile che evita che gli schizzi di terra finiscano sul volto del pilota che segue. Le gare sono molto spettacolari: quattro giri esplosivi per ogni singola manche, basta un errore di piazzamento o di strategia e si torna senza punti. Si corre su diverse tipologie di pista: dipende dalla location. Terra battuta, molto frequentemente; ma anche sabbia o ghiaccio.

Ultima modifica: 13 novembre 2019