Moto e dichiarazione dei redditi: tutte le informazioni pratiche

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E’ sicuramente uno di quegli impegni annuali di cui si farebbe volentieri a meno, ma guai a passare la mano per una volta: le conseguenze per chi non presenta la dichiarazione dei redditi sono decisamente più spiacevoli dell’incombenza stessa. E per chi possiede una moto e per la prima volta si trova a doverla inserire nella dichiarazione dei redditi i quesiti sono almeno due.

  • Bisogna comunicarne il possesso al fisco;
  • E’ possibile ottenere qualche detrazione per le spese.

C’è anche da considerare come comportarsi con il redditometro 2018 e verificare se la nostra due ruote faccia lievitare il nostro reddito.

Dichiarazione dei redditi a prova di contestazioni

Le leggende metropolitane in giro sono parecchie, ma diventa un po’ difficile immaginare di essere inseguiti dalla Guardia di Finanza se si ha un tenore di vita adeguato ai redditi dichiarati e la moto entra a far parte della nostra vita come un surplus perfettamente compatibile con le nostre entrate. In ogni caso, il suggerimento più valido resta rivolgersi a un commercialista che saprà non soltanto indicare la procedura più corretta per non incappare nelle maglie strette dei controlli fiscali e soprattutto per essere tranquilli che la scelta di acquistare una moto non ci abbia portato alla rovina.

Partiamo dal redditometro, considerando però che la normativa, con il nuovo decreto “Dignità” potrebbe apportare delle modifiche sostanziali allo strumento di verifica per come lo conosciamo adesso. E’ addirittura previsto che vada definitivamente in pensione, cedendo il passo a strumenti più efficaci di controllo incrociato. Per ora atteniamoci alle disposizioni che conosciamo e la risposta al quesito più impellente è “sì”. Il possesso di una motocicletta, come di altri mezzi di trasporto (auto, scooter, caravan, camper e ovviamente barche) vanno comunicati all’Agenzia della Entrate.

Redditometro, le cose da sapere

Anche la moto rientra tra le cento voci contemplate nel redditometro che possono incrementare il nostro reddito minimo presunto. Non indicare nel redditometro il possesso di una moto, potrebbe contribuire a incrementare una differenza tra il reddito presunto e reddito reale. Se tale differenza supera il 20 per cento anche per una sola annualità è molto probabile che scatti un accertamento fiscale, con possibili sanzioni e l’applicazione di interessi. La segnalazione va fatta anche se la moto è stata presa a lungo noleggio o in leasing e soprattutto se è stata acquistata e intestata ai figli che rientrano nella dichiarazione dei redditi.

Ci sarebbe poi l’aspetto positivo nelle questioni fiscali, legato al sistema delle detrazioni. Le notizie in questo senso però non sono confortanti. Fino al 2012 era infatti possibile ottenere la detrazione di una quota della polizza RC auto per la parte destinata al Servizio Sanitario Nazionale in caso di spese mediche per eventuali incidenti. Nella tanto contestata riforma Fornero, ossia nella legge n. 92 del 2012 sono state infatti abolite le detrazioni fiscali relative a quelle quota di RC auto. La legge è entrata in vigore nel 2013 e prevede un’unica possibilità di detrazione. E’ infatti possibile ottener e lo sgravio solo nel caso in cui al Servizio Sanitario Nazionale sia destinata una cifra superiore ai 40 euro. Si tratta di una condizione, in verità, molto rara.

Le polizze anti infortunio possono essere detratte

C’è tuttavia una scappatoia, per ottenere qualche vantaggio fiscale nel possesso di una moto. Bisogna però valutare il rapporto costi benefici, poiché la detrazione è riservata alle polizze anti infortuni e scatta entro la soglia dei 630 euro. Oltre non sono previsti vantaggi. C’è infine un capitolo che riguarda le persone con disabilità che acquistino veicoli o motoveicoli in serie, poi adattati per rispondere alle necessità di mobilità. Potrebbe sembrare una forzatura, ma anche una motocicletta può essere intestata a una persona disabile, perché appunto la dichiarazione di invalidità si può ottenere per diverse patologie. E per far luce sui tanti aspetti che riguardano la dichiarazione dei redditi, l’Agenzia delle Entrate ha emesso una circolare, la numero 7/E del 27 aprile 2018.

Tra le spese elencate che consentono di ottenere delle deduzioni fiscali, detrazioni d’imposta e crediti d’imposta ci sono anche quelle relative all’acquisto di veicoli. In particolare si tratta di motoveicoli appunto adattati per chi ha delle ridotte capacità motorie; di motoveicoli non modificati per persone con disabilità psichiche o motorie che percepiscano l’indennità di accompagnamento. L’agevolazione prevista viene concessa sotto forma di rimborso del 19 per cento della spesa totale sostenuta. Spetta ogni 4 anni, termine che decade se avviene la cancellazione del veicolo dal PRA per distruzione o rottamazione.

In caso di furto, senza ritrovamento, l’agevolazione può essere richiesta nuovamente, ma sottraendo dalla spesa il rimborso ottenuto dall’assicurazione contro il furto e incendio. C’è una limite alla spesa che si può sostenere per l’acquisto ed è di 18mila euro circa. In base a questo ammontare è possibile calcolare la detrazione del 19 per cento, che può anche essere ripartita su quattro anni fiscali, ma deve essere sempre riferita a un solo mezzo. C’è un’altra misura interessante, ma solo per chi possiede l’invalidità civile e riguarda le detrazioni per spese di manutenzione straordinaria. Non possono essere concesse agevolazioni solo per le spese di manutenzione ordinaria o il costo del carburante.

Le agevolazioni per gli invalidi

E’ importante sottolineare che queste agevolazioni sono concesse solo all’invalido o a chi ne ha il mantenimento. E rientrano nella dichiarazione dei redditi di un familiare i soggetti con un reddito non superiore ai 2850 euro annui, che non derivino da pensioni o assegni e indennità previste per gli invalidi civili.

E’ dunque una materia estremamente complessa, per la quale meglio farsi assistere da un commercialista o da un Caf. In ogni caso le scappatoie sono davvero poche ed è difficile pensare che il nuovo redditometro possa stravolgere le attuali condizioni previste dal legislatore. Bisognerà comunque attendere la conversione in legge del Decreto Dignità per poter valutare le nuove condizioni imposte dal fisco, che non saranno sicuramente migliorative. E’ possibile comunque prevedere che non saranno intaccate da modifiche le condizioni previste appunto per i disabili.

Ultima modifica: 11 ottobre 2018