Moto da enduro: cosa sono e come funzionano

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Nascono per soddisfare appassionati del cross ma che non rinunciano alla guida su strada. Le moto da enduro, pur avendo il loro segmento di gara, non si incontrano di rado nel traffico cittadino. E rispetto alle cugine che “mangiano” soprattutto polvere, possono permetterselo.

Dal cross alle moto da enduro

In fondo la vera differenza tra le moto da cross e le enduro sta tutta nell’adattamento alle regole imposte dal Codice della Strada. Hanno i fari, le frecce, una marmitta che rispetta i limiti di emissioni, una targa e pneumatici omologati, oltre a disporre di documenti di circolazione e a pagare il bollo come tassa di possesso. Con il tempo si sono anche adeguate allo stile urbano, per quanto attiene alle esigenze pratiche di chi guida.

Queste moto non hanno alcuna carenatura ma dispongono di parafanghi e fianchetti laterali che fanno da protezione al telaio. Tutta qui la carrozzeria, che comprende anche la cassa filtro e convogliatori di aria per i radiatori. Estreme nella loro “nudità”, sono le preferite non solo da chi si concede giri su terreni “estremi”, ma anche da chi, muovendosi in città, si trova a fare i conti con buche e asfalto deteriorato.

La versatilità delle moto da enduro sui terreni accidentati è dettata da una struttura capace di assorbire le irregolarità e di comportarsi adeguatamente su fondi insidiosi per il bagnato o il fango. La sospensione anteriore gioca un ruolo fondamentale. Detta anche forcella spesso è protetta da copristeli di gomma, per evitare che detriti e sporco ne compromettano la funzionalità.

L’importanza della forcella

Nei modelli più recenti si usa la forcella rovesciata, protetta da un materiale plastico molto sottile. Anche la sospensione posteriore ha un’ottima resistenza ai terreni accidentati e negli ultimi anni è stata sostituita da un mono ammortizzatore, che può avere o no leveraggi progressivi. Rispetto alle cross, le moto da enduro possono avere un numero di rapporti maggiore nel cambio.

Cambiano anche gli pneumatici, che devono essere omologati per enduro, con i tasselli centrali che non devono superare in altezza i 13 millimetri, almeno nel posteriore. Più libera la scelta dello pneumatico anteriore, che può essere anche da cross.

Le enduro di grossa cilindrata possono arrivare anche a 140 chilogrammi di peso. Non hanno alcuna pretesa aerodinamica, e forse per questo le moto da enduro piacciono a chi non le usa per lunghi viaggi, ma preferisce divertirsi su strada o nei circuiti. Di certo non sono consigliate per il turismo.

Ultima modifica: 3 dicembre 2018