Minibus elettrico, via ai primi test

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Fino a pochi anni fa sembrava fantascienza. Spostarsi su un mezzo interamente alimentato ad energia elettrica, senza alcuna emissione di sostanze inquinanti. Quando si sono cominciate a vedere le prime e-mobile, in pochi, avrebbero scommesso sulla vicenda: auto elettriche ovunque. Ma anche case produttrici che non possono fare a meno di inserire versioni ibride, plug-in o cento per cento elettriche. Non vale solo per le auto: anche il minibus elettrico bus può fare a meno dei combustibili fossili.

Minibus elettrico: il primo test a Firenze

Tra le prime sperimentazioni operative, in Italia, si segnala senz’altro quello di poco meno di un anno fa a Firenze. Tra il 21 febbraio e il 2 marzo scorsi,  un bus elettrico di tipo eCitaro della lunghezza di 12 metri realizzato da Mercedes, ha attraversato lo splendido capoluogo toscano.

Grande la sorpresa tra i cittadini fiorentini, che il pullman sul quale stavano viaggiando, in apparenza esattamente identico a quelli presi di solito, era in realtà un mezzo alimentato a energia elettrica. Un esperimento che ha dato risultati più che soddisfacenti, come testimoniato del resto empiricamente proprio dalla sorpresa dei viaggiatori.

Durante i test non si sono registrati problemi di tipo tecnico, né particolari rallentamenti. Il traffico dei centri urbani, del resto, è il contesto giusto per mettere in campo mezzi che non fanno delle prestazioni di punta. Tuttavia, affidabilità e sostenibilità sono i propri punti di forza.

L’iniziativa si è svolta in collaborazione tra la cosa produttrici tedesca e il gruppo Ferrovie dello Stato, attraverso la propria partecipata Busitalia.

L’esperimento di Merano: senza conducente

Se un bus elettrico, ancorché mini, suscita ancora qualche espressione di meraviglia, cosa dire se un mezzo circola, senza conducente? Più o meno, come accaduto a Merano dove tra il 9 e il 25 novembre. Si è celebrato il battesimo italiano dei bus elettrici senza conducente.

Il primo viaggio sulle strade della località altoatesina ha visto partecipare i 15 viaggiatori pionieri. Una iniziativa varata dalla Province autonome di Trento e Bolzano, con l’obiettivo di allinearsi alle migliori pratiche europee, in materia di mobilità sostenibile.

E, non a caso, l’operazione denominata Mentor è stata finanziata con 1,5 milioni nell’ambito del programma comunitario di cooperazione Italia – Svizzera.Sotto il profilo tecnologico, l’apparecchio, si mostra all’avanguardia con moderna sensoristica e il sistema GPS di navigazione satellitare.

La prima fase sperimentale ha dovuto osservare i comprensibilmente rigidi paletti europei. Tuttavia, con velocità massima bloccata a 25 chilometri orari. Fugati i timori di possibili incidenti, la sperimentazione ha dato esito favorevole. Esito con un margine di errore che si commenta da solo, un centimetro.

Ultima modifica: 11 febbraio 2020