Max Biaggi: chi è il pilota MotoGP e per chi ha corso

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Max Biaggi, romano, classe 1971, è stato uno dei più grandi campioni del motociclismo sportivo contemporaneo. Per ben 4 volte è stato campione del mondo nella classe 250 ed è assolutamente straordinario il fatto che sia riuscito a raggiungere un tale traguardo, vincendo sia con macchine progettate e sviluppate per la pista, in sostanza prototipi, che con macchine derivate dalla produzione di serie, che generalmente offrono prestazioni vicine ma non paragonabili a quelle dei prototipi.

Max Biaggi, gli albori

C’è da dire che il giovanissimo Massimiliano era più attratto dal calcio che dai motori. Il colpo di fulmine con le due ruote per lui scatta relativamente tardi, a diciassette anni, quando gli viene regalata una mini-moto.

Dato che ormai aveva in mano una due ruote, tanto valeva mettersi alla prova. Il giovane Max lo fa partecipando a gare professionistiche nella classe 125 e dimostra subito il suo straordinario talento di pilota. Siamo nel 1989, Biaggi ha raggiunto la maggiore età. L’anno dopo – Max guida la moto da solo due anni – il giovane centauro fa suo il campionato nazionale nella categoria Sport Production, in cui corrono motociclette derivate dalla produzione di serie.

È probabilmente da queste primissime esperienze con le derivate che gli viene la straordinaria capacità di sfruttare la moto di cui darà prova negli anni più maturi.

La carriera in Aprilia

L’exploit nella Sport Production lo fa notare dall’Aprilia, i cui dirigenti sono convinti che il ragazzo abbia parecchia stoffa. Di qui l’ingaggio da parte della casa di Noale e poi l’esordio nella classe 250. Inutile dire che a Noale hanno visto giusto, tant’è che già nel 1991 Max è campione continentale nella categoria, nonché terzo classificato nel campionato tricolore.

La sua prima partecipazione al mondiale 250 è del 1991: arriva ventisettesimo, ma va sottolineato che partecipa solo a quattro corse. L’anno dopo il pilota romano fa decisamente meglio, dato che con il team Iberna Motoracing Aprilia arriva quinto nella classifica generale e vince anche il Gran Premio del Sudafrica.

Il passaggio a Honda, con ripensamento

Nel campionato dell’anno dopo Max Biaggi passa alla Honda e si piazza quarto. In quella stagione vince il Gran Premio della Catalogna.

Nel 1994 lo ritroviamo in sella all’Aprilia. Comincia in quella stagione il suo dominio nella classe 250. Tra ’94 e ’97 vince quattro campionati del mondo di seguito. Nel ’94 mette in mostra buone performance, ma anche errori clamorosi, come quando si elimina da solo da un paio di corse cadendo mentre è al comando. Ciononostante Max fa suo il mondiale con ventidue punti di vantaggio sul secondo classificato Tadayuki Okada. Quello è anche il primo mondiale conquistato dall’Aprilia.

Va molto meglio nel ’95, l’anno in cui arriva primo con 83 punti di vantaggio sul secondo. Non solo vince il mondiale, ma anche otto Gran Premi: Malesia, Germania, Italia, Olanda, Gran Bretagna, Repubblica ceca, Argentina e Catalogna.  Anno davvero mirabilis, quello, per Max Biaggi, dato che manca il podio solo una volta, nel Gran Premio del Giappone.

1996, un’ottima annata per Biaggi

La stagione seguente prende avvio come meglio non si potrebbe. Per il centauro romano sono cinque vittorie nelle prime sei gare: qualcuno spergiura che il campionato sia già deciso. Ma alla fine non sarà affatto una passeggiata. Un po’ per sfortuna, un po’ per la grinta e la determinazione dei suoi avversari, va a finire che quel mondiale si decide all’ultimissima gara. Con una prestazione a dir poco superba, Max Biaggi se lo aggiudica con solo sei punti di distacco dal secondo. E non solo vince il mondiale, ma mette anche in bacheca la vittoria in ben nove gare, tra le quali Jerez de la Frontera, Mugello, Donington Park e Eastern Creek.

1997

Nel 1997 Max Biaggi si ripresenta all’appuntamento col campionato del mondo, ma stavolta lo fa in sella a una Honda, team Kanemoto. In quella stagione vince cinque corse, ma è costretto a lottare fino alla fine col coltello tra i denti per portarsi a casa il suo quarto titolo mondiale, conquistato con soli due punti di vantaggio sul compagno di squadra Waldmann.

Dopo quest’ultimo successo, Biaggi decide di passare alla Cinquecento. Del resto, nella 250 aveva fatto tutto quello che era possibile e anche di più: basti pensare che Max Biaggi è l’unico pilota nella storia della 250, finora, ad aver vinto quattro campionati del mondo di seguito e in sella a due moto diverse. Non solo, ha anche messo in fila il maggior numero di podi e anche di pole position. Insomma, in quella categoria non aveva più niente da dimostrare.

1998

Nella 500 l’esordio è strepitoso (vince in Giappone), ma nel complesso i risultati non sono paragonabili a quelli raggiunti nella 250. Che non sarebbe stata una passeggiata, lo si vide al Gran Premio di Catalogna del 20 settembre del 1998. In quell’occasione Max Biaggi mise anche in mostra un lato del suo carattere che forse non lo ha molto aiutato nella sua carriera sportiva. Per una caduta tra il francese Bayle (Yamaha) e lo spagnolo Crivillé (Honda) fu esposta la bandiera gialla, che significa divieto di sorpasso.

Né Biaggi né Alex Barros, che in quel momento si stavano contendendo il primo posto, se ne dettero per intesi e questo costò loro la punizione dello “stop and go”: ci si deve portare ai box e lì fermare la moto per dieci secondi. Barros esegue e finisce settimo, Biaggi fa finta di non aver sentito e viene squalificato. Tra l’altro quella corsa fu poi vinta da Mick Doohan, che era il diretto avversario di Max Biaggi nel mondiale.

Max Biaggi alla Yamaha

Forse anche per questo exploit i rapporti tra la Honda e Biaggi si deteriorano, cosicché nel 1999 il romano passa alla Yamaha. In quell’anno e in quello dopo i risultati non sono eccezionali: quarto nel ’99, terzo nel 2000 (dietro a Kenny Roberts junior a un Valentino Rossi al debutto).

Molto meglio il 2001, ma sfortunatamente per Biaggi quello è l’anno in cui Valentino Rossi vince il suo primo titolo mondiale. Tra i due sono subito scintille. Fin dalla prima gara i due fanno a sportellate e una gomitata di Biaggi butta fuori pista il pilota di Tavullia, poco dopo Rossi risponde mostrando il dito medio al pilota romano. La stagione finisce con il “Dottore” primo con 106 punti su Max.

Dalla classe 500 alla MotoGP

Quello è anche l’ultimo anno della classe 500, che nel 2002 verrà sostituita dalla Moto GP.

Nel 2002, all’esordio in Moto GP, Biaggi ottiene otto podi e arriva secondo a 140 punti da Vale. Nel 2003 lo vediamo di nuovo alla Honda, ma in un team non ufficiale: finisce terzo. Idem nel 2004. Nel 2005 riesce a passare a una Honda ufficiale, ma quella è la sua peggiore stagione in Moto GP: va sul podio quattro volte e non vince nessuna gara.

Il finale di carriera però è in bellezza: passato alla Superbike, Max Biaggi riesce infatti a conquistare il mondiale di quella classe nel 2010 e nel 2012.

Ultima modifica: 2 settembre 2019