leclerc pilota di formula 1: la carriera

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La madre ricorda che il primo impatto di Charles Leclerc con i bolidi di Formula Uno fu quando aveva appena quattro anni e il papà, anche lui pilota di discreto successo, lo portò in pista a guardare il mitico Gran Premio di Montecarlo. Con i primi guadagni Hervé Leclerc scelse proprio di vivere con la famiglia nel principato di Monaco e anche se non poteva permettersi il villone e i superyacht dei suoi colleghi piloti della massima categoria se la cavava alla grande. Hervé era un eccellente pilota di Formula 3 che lavorò moltissimo sia come test driver per le scuderie che come collaudatore per le grandi case automobilistiche. Il figlio Charles di fatto si rivela un predestinato: adora le macchine, non fa che guardare i bolidi che gli sfrecciano davanti e probabilmente sogna già di seguire le orme del papà su una monoposto.

La passione per le corse di Charles Leclerc comincia presto

Charles comincia, come tutti i piloti, giovanissimo, già a undici anni, a correre con i gokart: ha talento e carattere ed è un pilota estremamente spregiudicato e aggressivo. In casa con il papà guarda le videocassette delle gare d’epoca e si innamora di Gilles Villeneuve che non aveva visto mai avuto la possibilità di vedere correre dal vivo. Dal terrazzo di casa sua si gode una meravigliosa vista tra il Mirabeau e il Tabaccaio: la domenica il papà lo porta in pista e gli fa conoscere alcuni dei suoi miti passeggiando sulla pit lane e nei pressi del box. Nel 2004, quando ha solo sette anni, Charles si è già stancato di guardare: convince il padre, ma soprattutto la madre – che non ne era per niente contenta – che vuole correre e non vuole più aspettare.

Dunque con un piccolo sponsor e l’aiuto economico del papà si iscrive al suo primo campionato gokart: è il 2005. Charles dimostra di avere quel talento e quella cattiveria che il papà gli riconosce fin da subito. Fa il suo esordio nel campionato francese PACA e lo vince immediatamente bissando poi nel 2006 e replicando nel 2008. Nel frattempo comincia a passare a mezzi più veloci e competitivi; nel 2009 – a dodici anni – è campione cadetto francese e poi passa alla KF3, quella che ha lanciato moltissimi campioni di F1 conquistando prima la Junior Monaco Kart Cup quindi la coppa del mondo CIK-FIA KF3. I trofei arrivano in serie: l’Academy CIK-FIA, il Master dell’ERDF Junior Kart e prima di salire ancora di categoria e accedere alla KF2 dove viene preso sotto l’ala protettiva di Jean Todt che con il figlio Nicolas ha creato un’agenzia che tutela i grandi piloti e individua le grandi promesse. E Leclerc indubbiamente lo è.

Soldi ben spesi: gli sponsor credono in Charles che continua a vincere

I soldi spesi dal papà cominciano ben presto a dimostrarsi un ottimo investimento. Dopo aver vinto tutto il possibile Leclerc nel 2013 dimostra di non aver più nulla da imparare nel mondo dei kart e comincia ad allenarsi per monoposto ben più qualificanti. Chiude l’europeo con un sesto posto e un secondo posto mondiale dietro a Max Verstappen, anche lui destinato a fare grandi cose con la Formula Uno. Poi ottiene la sua prima monoposto firmando per la scuderia britannica Fortec e prendendo parte alla sua prima stagione in Formula Renault 2.0: due le vittorie, una Monza e una nell’ultima tappa del campionato a Jerez, in Spagna, oltre a cinque piazzamenti gli valgono il secondo posto assoluto alle spalle di Nick De Vries. È un risultato eccellente per un esordiente tanto più che arriva alle spalle di un pilota già consolidato e su un mezzo come la finlandese Koiranen sicuramente più competitivo: De Vries, al termine di quella stagione conquisterà ben nove vittorie su quattordici prove. Come a dire che Leclerc è riuscito a qualificarsi al primo posto tra auto e piloti normali.

Nicholas Todt decide di mettere ancora più in vista il giovane Leclerce che non ha ancora compiuto diciotto anni e gli fa fare un test come pilota ospite all’Eurocup di Formula Renault 2.0: “Ci sono piloti più smaliziati e più esperti, approfittane per fare esperienza e se le cose non vanno come ti aspetti non sentirti bocciato” gli dice Jean Todt prima dell’esordio. Leclerc non ha alcuna intenzione di fare esperienza, vuole correre, andare veloce e possibilmente divertirsi: viene iscritto a sei gare e ottiene tre podi tra i quali due secondi posti prima al Nurburgring e poi all’Hungaroring.

Dopo una sola stagione di Formula Renault, e dunque con relativamente poca esperienza di campionati monoposto, il 2015 diventa l’anno della grande scommessa. Da una parte c’è la possibilità di poter partecipare a un’altra stagione di Formula Renault magari con la prospettiva di vincere il campionato; dall’altra quella di fare un ambizioso passo avanti saltando addirittura in Formula 3. Charles chiede consiglio al padre che gli dice semplicemente di seguire il suo istinto e le sue sensazioni. Arrivano gli sponsor e i Todt convincono il giovanissimo pilota ad accettare una macchina nella scuderia olandese Van Amersfoort. Leclerce si presenta a Silverston ottenendo una pole e una vittoria. Poi arriva un’altra vittoria a Hockenheim e numerosi piazzamenti di rilievo segnalandosi in assoluto come il più brillante tra i piloti esordienti. Un terzo successo a Spa, in Belgio, lo proietta al comando della classifica del campionato ma un brutto incidente a Zandvoort danneggia in modo molto serio il suo telaio, cosa che comprometterà le sue ultime prove lasciandogli in dote un comunque brillante quarto posto.

Una stagione come quella in Formula 3 non poteva passare inosservata: ancora una volta si crea la scelta se proseguire con una seconda stagione di consolidamento in Formula 3 o fare un ulteriore passo avanti. Ovviamente Leclerec, d’accordo con i Todt e con i dirigenti della Ferrari Driver Academy decide di alzare ulteriormente l’asticella e misurarsi con il campionato di Formula 2: il risultato è trionfale, sette pole position consecutive nei suoi primi sette Gran Premi, cinque vittorie e poi anche se i risultati fino all’ultimo gran premio non saranno altrettanto brillanti, sarà tanto abbastanza per vincere il campionato il un bel testa a testa con Nick De Vries. Il finale della stagione è da incorniciare: in gara 2 parte dalle retrovie superando tutti e chiudendo al primo posto per incorniciare la sua settima vittoria stagionale eguagliando così il record di vittorie in una stagione di Stoffel Vandoorne. Un anno d’oro ma sotto molti aspetti anche tragico perché nel bel mezzo della stagione, mentre si apprestava a correre in Azerbaijan, Charles perse il padre scomparso prematuramente a soli 54 anni. Il resto è storia recente: Leclerc firma per Ferrari, più giovane pilota della storia della rossa di sempre con i suoi 21 anni e 152 giorni.

Ultima modifica: 24 giugno 2019