L’altro Marquez: Alex campione 2019 di Moto2

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Tutti parlano di Marc Marquez, otto titoli mondiali conquistati dal suo esordio, nel 2008  a oggi. Ben 82 vittorie, 90 pole e 72 giri veloci in 205 gran premi. Candidato fin da oggi a 27 anni, a essere considerato uno dei piloti più grandi di sempre. La sfida ai record di Valentino Rossi è già lanciata. Sarà difficile anche per lui poter puntare al primato di Giacomo Agostini che ha coronato una carriera incredibile con ben 15 titoli, otto in 500 e sette in 350… Ma quando correva Ago c’era la possibilità di gareggiare contemporaneamente in tutte le categorie. Cosa oggi impossibile.

Il fratellino è un gigante

Pochi invece hanno parlato fino a ieri di suo fratello Alex, quello che in Spagna hanno definito “l’altro Marquez”. Condannato a vestire i panni di predestinato con il fratello fuoriclasse che conquistava successi a mani basse, Alex è stato abile e intelligente. Occhi sulla strada, orecchie grandi e bocca piccola. Fin dall’inizio Alex non ha voluto in alcun modo subire il paragone del fratello: ha detto che Marc era un pilota inarrivabile, il migliore del mondo – forse il migliore di sempre – e che da lui avrebbe avuto solo da imparare. E da quel momento ha cominciato a fare quello che sapeva cercando di migliorare a ogni gara.

Il fratello minore è maggiore nel fisico: Marc è 1.69 e leggerissimo, un fisico fatto di muscoli e nervi, Alex è più di 1.80 e fin da ragazzino combatte con il cibo. Ha sempre fatto sport ma scegliendo la motocicletta è stato costretto a mettere un fisico da pallavolista al servizio del bolide. E dunque tantissimo allenamento aerobico per bruciare e mantenersi tonico a fronte di un fisico che ha un metabolismo non facile.

Dieta e palestra per vincere

Marc ci sorride: “Lo so bene che se bevo una birra con gli amici o mi mangio un bel piatto di pasta poi lo sconto in pista e non posso permettermelo. Non so rinunciare alla pasta con gli amici ma lavoro duro, ogni chilo che tengo fuori dalla tuta è mezzo cavallo in più per la mia moto”.  Ogni giorno Marc lavora in palestra, dalle sei alle otto ore. Bicicletta, corsa e tantissime camminate: “L’ideale per tenere alto il metabolismo, lo consiglio a chiunque. E poi è vero che questo fisico mi svantaggia da una parte sotto l’aspetto del peso e della dinamica, ma è anche vero che spesso mi ha salvato quando mi sono ritrovato per terra”.

Marc è un ragazzo d’oro, per anni ha gareggiato con il contratto appeso davanti al naso sempre in bilico, sotto la costante minaccia che gli sponsor lo volessero solo perché era il fratello di Marc. Poi però è arrivato il primo mondiale, nel 2014 in Moto3 in sella ad una Honda NSF250R, e lo scorso anno ecco anche il secondo, in Moto2 con la Kalex. Ora lo aspetta la classe regina dopo una lunga gavetta: “Non critico la diffidenza dell’ambiente, è normale che chiunque da me si aspetti la stessa qualità che vede in Marc… ma anche se siamo fratelli e in molte cose caratterialmente siamo profondamente simili, la verità è che abbiamo uno stile di guida differente e ognuno di noi ha dovuto trovare il suo”.

Ultima modifica: 1 febbraio 2020