Gli itinerari più suggestivi da percorrere in pullmino

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Antesignano spartano e sicuramente più affascinante del camper, il pulmino – oggi verrebbe definito multiwagon – è un mezzo straordinario per organizzare le proprie vacanze. I primi, i classici Volkswagen che fecero epoca tra anni ’50 e ’60, hanno portato intere generazioni di giovani sulle riviere, oltre i valichi, ai festival musicali e culturali di mezzo mondo.

Una delle immagini simbolo di un pulmino è proprio quella di un vecchio Volkswagen al festival di Woodstock del quale quest’anno ricorre il cinquantenario: fuori dal van cinque ragazzi in costume sono sdraiati sull’erba in attesa di andare ad ascoltare The Who e Jefferson Airplane: è il 16 agosto del 1969 e i campeggiatori si godono la loro quattro giorni di pace, amore e musica sotto una pioggia battente, incuranti del fango. Sullo sfondo il glorioso VW con il simbolo della pace dipinto in nero sulla fiancata. Molto presto, promesso, ci occuperemo anche delle destinazioni fuori dal nostro paese soprattutto se coincidono con eventi particolari che meritano di essere visti in compagnia di amici. Ma intanto ecco alcuni suggerimenti assolutamente italiani e adatti per tutte le tasche, anche per chi vuole guidare poco.

Traiettorie liguri tra levante e ponente, baie e vallate arroccate

La Liguria sembra nata per essere visitata lentamente, lungo la statale, da un lato all’altro o meglio, come dice la gente di riviera, da levante e ponente. Ma la regione dell’arcobaleno, chiamata così perché la sua forma ricorda proprio quella di un arco, non è così semplice come si potrebbe immaginare. Per esempio: le Cinque Terre si possono visitare con un pullmino? No, lo sconsigliamo: per la verità non consigliamo nemmeno uno scooter perché la strada è davvero minima e tortuosissima. Meglio il treno: in compenso ci sono almeno due destinazioni da non perdere.

A Levante consigliamo di scendere da Portovenere a Lerici: non sono molti chilometri e bisogna per forza passare da La Spezia che in fondo resta una città con una forte vocazione industriale, ma il contrasto tra questi ambienti così diversi è proprio una delle peculiarità più straordinarie di un territorio che è stato molto amato e che per questo è stato definito il Golfo dei Poeti. Lo battezzò così l’autore della “Cena delle Beffe”, Sam Benelli che scrisse gran parte della sua commedia più nota seduto su una terrazza di una meravigliosa villa a San Terenzo. Da qui è passato Byron, come lui si fermò a lungo anche Goethe, la controversa pittrice e scrittrice George Sand passò a Portovenere diverse stagioni, ma il primo in assoluto che ne scrisse fu niente meno che Dante. Da levante a ponente e passiamo ad altre personalità letterarie: Ernst Hemingway che amava sorseggiare i suoi cocktail davanti al corso, quello dove oggi sorge il famoso Muretto.

A pochi metri c’è il delizioso budello, un centro storico lungo e interamente pedonale che è il cuore pulsante della città. Perché il pullmino? Perché il bello della riviera di ponente è la sua varietà: si esce dall’autostrada ad Albenga e si prosegue verso Sanremo: si attraversa un lungo e delizioso tratti di costa davanti all’Isola Gattinara, ci si gode la dolce vita di Alassio per poi magari scendere verso San Bartolomeo Cervo, località straordinaria e ancora preservata dai grandi interessi turistici.

Ma anche Laigueglia, Andora e – andando oltre Imperia – Arma sono piazze splendide per parcheggiare, assaltare il primo angolo di spiaggia libera e godersi il mare in modo semplice. Da lì all’Appennino Ligure, e dunque a un ambiente completamente diverso, il passo è breve. Sulle alture alle spalle di Albenga c’è la selvaggia Valle Arroscia con Borghetto e Aquila che sono arroccate su due montagne che si fronteggiano e che sembrano le torri di un castello naturale. Arrivando fino a Bordighera è splendido poter salire fino a Dolceacqua e ad Apricale che conservano un borgo antico delizioso e curato nei minimi dettagli. Località che sono famose per avere ospitato rassegne di musica e teatro di altissimo livello all’aperto: perché una scenografia più bella di quella che ha lasciato la storia non c’è…

Dalle acque del Parco del Lago Trasimento alle anse tortuose del Tevere umbro

L’Umbria è bella tutta, tutta quanta, senza esclusioni e senza incertezze: ma in compagnia vale la pena evitare per un’istante la città e tuffarsi per esempio nel Lago Trasimeno: rispetto ad altri laghi decisamente più conosciuti, in particolare al nord, come Garda, Lago di Como e Lago Maggiore, il Trasimeno offre scorci spettacolari e molto selvaggi: la realizzazione del parco naturale sulla sponda occidentale del lago, se possibile, ha ulteriormente sottolineato la bellezza di un luogo che per anni è stato punto di riferimento per il riposo e la riflessione. Lo è ancora.

Il lungolago che da Baldaccia scende a Torricella, San Feliciano, San Savino e poi diventa poco più di una strada sterrata fino al parco merita di essere visto tutto, a 360°, con qualche escursione suggestiva dal punto di vista gastronomico Monte Sperello e Monte Melino sulla provinciale 319 per tagliare e puntare verso la E45 lasciandosi Perugia a nord e arrivare in un paese che si chiama Torgiano. Siamo a due passi dalle anse più strette e colorate del Tevere: è un paradiso per gli appassionati di vino che qui viene prodotto ancora secondo concetti che hanno molto dell’artigianale e poco dell’industriale. A pochi chilometri da Torgiano c’è Rosciano: non è molto conosciuto e per questo lo consigliamo… È un antichissimo castello – oggi proprietà privata che viene utilizzata soprattutto per matrimoni, ma si può visitare – che ha radici che affondano al 1200.

Vedere queste pietre ordinatamente incolonnate fa davvero pensare ai bardi, alle feste di corte e a quanto questa terra fosse affascinante proprio per la sua capacità di generare cultura e attirare grandi personaggi. Da qui a Perugia, se proprio si vuole andare incontro alla civiltà, il passo è breve, non più di una trentina di chilometri. Ma se si vuole restare per conto proprio, con gli amici, parcheggiando il mezzo per godersi un’escursione lontano dai soliti tracciati fin troppo noti, questo è il posto giusto.

Ultima modifica: 2 agosto 2019