Incidenti in Formula 1: i peggiori del circuito

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Quando si parla di incidenti in Formula 1, il pensiero corre sicuramente ai piloti più celebri e forse più sfortunati della storia. Uno su tutti Ayrton Senna.

E infatti dopo quella tragica domenica del 1994 a Imola, devono passare ben 20 anni, prima di registrare un altro terribile e fatale incidente sulle piste della Formula 1. E’ il giovane e promettente pilato francese Jules Bianchi a perdere la vita dopo nove mesi di lenta e inesorabile agonia.

Come non pensare a uno dei momenti più drammatici della Formula 1, che vede protagonista Niki Lauda. Le immagini del suo incidente, del collega Arturo Merzario che si lanciò nelle fiamme per salvare il campione ferrarista.

Sono immagini indelebili nel cuore di chi segue questo sport con passione. E c’è da ammettere che il brivido della partenza è tutto in quei secondi che sparano il rosso dei semafori dalla prima curva di qualunque circuito. E’ sicuramente il momento più delicato della gara e tutto può succedere, e molto è successo in quel frangente così breve ma così lungo nel cuore di uno spettatore.

C’è chi deve recuperare posizioni, chi vuole spingersi al massimo per lasciarsi la bagarre alle spalle prima possibile, chi vuole scavalcare persino il compagno di squadra: gli incidenti spettacolari, quando i motori spingono al massimo e gli spazi sono strettissimi, sono la grande eventualità contro la quale nessun pilota vorrebbe infrangersi.

Incidenti in Formula 1, 44 i piloti morti

Le statistiche dicono che 44 piloti hanno perso la vita negli incidenti in Formula 1. La maggior parte, ben 32 sono morti in gara.

Stati Uniti, Gran Bretagna e Italia hanno pagato, in termini di vite umane, il tributo più grande, negli incidenti in Formula 1, rispettivamente con undici, dieci e sette piloti deceduti dal 1950 ad oggi.

Una lunga scia di sangue che ha visto cadere anche commissari di gara, spettatori e tecnici di scuderia. Eppure la Formula 1 resta uno sport sicuro, con un indice di mortalità pari a 0,032096 su 997 gran premi disputati fino alla stagione 2018.

Il primo a perdere la vita in Formula 1, sebbene durante un test drive, fu il britannico Cameron Earl. Aveva 29 anni il 18 giugno 1952, quando si ribaltò con la sua monoposto sul circuito di Nuneaton.

Nell’incidente si procurò una frattura cranica che si rivelò letale. Gli anni 50, anni dell’avvio della Formula 1, sono i più nefasti.

I sistemi di sicurezza sia sulle piste, sia sulle auto sono ancora di là da venire. Solo abilità e prontezza sono le uniche possibilità di salvezza per i piloti, che spingono l’acceleratore su trappole mortali. Sedici piloti perderanno la vita in quegli anni.

Incidenti in Formula 1, il triste destino di Jochen Rindt

 

Migliorano le statistiche degli anni 60, quando a morire saranno in undici. Dieci negli anni 70, quando su addirittura assegnato un titolo mondiale postumo all’austriaco Jochen Rindt.

Aveva 28 anni e correva per la Lotus. Un pilota aggressivo, con uno stile di guida che riservava sempre grandi emozioni. Si schiantò sul circuito di Monza il 5 settembre 1970 durante le qualifiche contro un guard raill. I soccorritori lo trovarono ancora vivo, con il torace fracassato dall’impatto con il volante, e gli arti inferiori quasi tranciati. Spirò dopo un tentativo di rianimarlo dall’arresto cardiaco.

Aveva, fino a quel momento, il miglior punteggio in classifica generale e nessuno riuscì a superarlo. Gli anni 70 segnano anche una svolta nelle misure di sicurezza per salvaguardare la vita dei piloti.

Ed è un altro incidente spettacolare, avvenuto nel 1973 a segnare il passo. La vittima è il francese ventinovenne François Cévert, il 6 ottobre 1973. Il pilota della Tyrrell sul circuito di Watkins Glen lancia la sua monoposto a 200 orari fino alle veloci “Esse”. Invece di curvare però l’auto si schianta contro le barriere metalliche e rimbalza su quelle opposte. L’auto si spezza in due e Cévert, straziato, resta intrappolato nei rottami.

La Tyrrell decide di ritirare le altre due monoposto in gara. E’ da allora che comincia, soprattutto tra i piloti, a crescere l’esigenza di misure di sicurezza in Formula 1.

Incidenti in Formula 1, la svolta degli anni 80

Negli anni 80 si avvertono i primi risultati. I morti sono “solo” quattro. Negli anni 90 due e uno nel 2014. Ma torniamo agli anni 70, e precisamente al 1976, a Nürburgring, in Germania. La pioggia è incessante e la pista è sporca di detriti.

Niki Lauda colpisce un detrito a bordo pista e finisce contro una parete rocciosa. La Ferrari di Lauda prende fuoco e il pilota nell’impatto ha perso il casco.

Le fiamme avvolgono Lauda che per le esalazioni perde i sensi. Solo da svenuto Merzario riesce a slacciare la cintura e a estrarre il pilota dall’abitacolo ormai avvolto dalle fiamme.

Ha ustioni alle mani, al volto e lesioni interne. Ma è vivo e dopo appena 42 giorni tornò in pista. Passa un anno e un altro incidente spettacolare segna al storia della Formula 1.

Tocca al britannico Tom Pryce, che in Sudafrica non riesce a evitare un commissario di gara che stava intervenendo assieme a un altro collega su una vettura che aveva preso fuoco. Pryce investe in pieno il commissario che reggeva un estintore, che vola e colpisce il casco di Pryce. Il pilota muore all’istante per il trauma.

Incidenti in Formula 1, la fine di Ayrton Senna

Arriviamo al 1994 e alla tragica fine di Ayrton Senna. Il campione è il pilota più amato del momento. E’ vincente, è bello, è carismatico e corre, corre velocissimo.

Al Gran Premio di San Marino perde il controllo della sua Williams nella curva del Tamburello. Un braccetto della sospensione penetra nel casco provocando una frattura cranica e un’emorragia inarrestabile.

Senna è ancora vivo quando arriva all’ospedale di Bologna e lotta per qualche ora, prima di cedere al terribile destino.

Ma tra gli incidenti in Formula 1, quello con il bilancio più tragico resta quello in cui perse la vita nel 1961 Wolfgang Von Trips il 10 settembre, sul circuito di Monza.

Il pilota tedesco della Ferrari urta prima la Lotus di Jim Clark e poi si schianta a tutta velocità contro le reti di protezione dove erano assiepati numerosi spettatori. Von Trips morì all’istante, e conlui altre 15 persone tra gli spettatori. Fu il primo incidente mortale trasmesso in diretta tv.

Ultima modifica: 25 marzo 2019