Incentivi di rottamazione: cosa sono e come funzionano

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La filosofia alla base di un provvedimento che preveda incentivi di rottamazione è sempre la stessa: si prova a rinnovare il parco auto. E le ragioni sono diverse.

Incentivi di rottamazione, a cosa servono

Un parco auto rinnovato oggi corrisponde a minori emissioni di anidride carbonica, di polveri sottili nei cieli delle città, sempre meno capaci di accogliere grandi flussi veicolari.

Ma un parco mezzi rinnovato significa anche maggiore sicurezza sulle strade. Le statistiche parlano chiare: il maggior numero di incidenti stradali è causato da inefficienze dei veicoli, oltre che dalla distrazione degli automobilisti.

Le nuove auto sono poi dotate di maggiori sistemi di sicurezza attiva e passiva. Tradotto in termini economici: meno incidenti significano soprattutto una spesa sociale minore.

Di qui la scelta dei governi di attivare ciclicamente delle forme di incentivi di rottamazione che agevolino chi possiede un veicolo piuttosto datato a sceglierne uno nuovo, che sia più sicuro, che sia anche meno inquinante.

L’aspetto per così dire “green” è però decisamente più recente, delle altre ragioni sottese a una campagna di rottamazione. Tra le ragioni che spingono il legislatore ad attivare strumenti di attrazione, anche una politica economica e industriale.

Non sono rari i periodi in cui per rilanciare il mercato dell’auto, sono stati adottati incentivi di rottamazione. E’ accaduto soprattutto tra la fine degli anni 90 e gli inizi degli anni 2000.

Incentivi di rottamazione, in vigore da marzo

Gli ultimi incentivi di rottamazione sono stati attivati a partire dal 1 marzo scorso, grazie alla legge finanziaria approvata il 31 dicembre scorso e ai decreti attuativi che hanno disciplinato meglio la materia.

Anche le risorse stanziate sono consistenti e copriranno un arco temporale piuttosto ampio. Si va infatti dal 1 marzo 2019 al 31 dicembre 2021.

Diversamente da altre occasioni però, gli incentivi di rottamazione adottati adesso hanno dei paletti ben precisi per essere erogati. una volta bastava infatti consegnare una vecchia vettura, comprarne una nuova e ottenere così il bonus sull’acquisto sotto forma di sconto.

La sostanza non è cambiata, ma si sono aggiunte regole un po’ più stringenti, che rispondono più che all’esigenza di rilanciare il mercato dell’auto o a rendere più efficiente il parco auto in circolazione sulle strade italiane, tende a rendere più vivibili i centri urbani, con minori emissioni inquinanti.

L’Italia infatti è sotto procedura di infrazione europea; paga una multa salta all’Unione Europea per i continui sforamenti dei livelli di PM10, dovuti sicuramente a tanti fattori, ma anche ai centri cittadini intasati da auto e veicoli in genere, vecchi, alimentati a gasolio, e molto inquinanti.

Il governo ha previsto come incentivi di rottamazione una sorta di bonus malus per cercare di orientare l’acquirente verso veicoli meno impattanti. Stando ai dati di aprile sulle nuove immatricolazioni diffusi dall’Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri è ancora troppo presto per valutare l’impatto degli incentivi di rottamazione sul mercato delle auto.

Soltanto i veicoli elettrici e ibridi plug in hanno visto un’impennata nelle vendite, triplicando il numero delle immatricolazioni rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, pur rappresentando una quota minima nel mercato complessivo.

C’è una ragione, secondo gli analisti, e questa sì che è legata agli incentivi entrati in vigore dal 1 marzo scorso. Le auto elettriche e ibride plug in hanno dei prezzi di listino decisamente superiori a quelle alimentate a benzina, a gasolio o anche a metano e gpl.

Poter beneficiare di uno sconto che arriva a 6000 euro in caso di rottamazione, amplia la platea di possibili acquirenti per questo tipo di veicoli.

Incentivi di rottamazione, quando scattano

Entriamo così nello specifico del meccanismo che regola gli incentivi di rottamazione. Sono indissolubilmente legati ai cosiddetti ecobonus per l’acquisto di veicolo non impattanti sull’ambiente.

Non è infatti possibile ottenere lo sconto più forte sull’acquisto di un veicolo nuovo, se non si ha una vettura da rottamare. E ci sono caratteristiche precise per definire i veicoli da sostituire con uno nuovo.

Devono necessariamente appartenere alle categorie Euro 0, 1, 2, 3 e anche 4. Ma non è tutto. Esistono infatti due classi di sconto per chi decide di rottamare il veicolo inquinante.

Gli incentivi di rottamazione ammontano infatti a 2500 e a 6000 euro. Nel primo caso la rottamazione diventa estremamente conveniente se si decide di acquistare un veicolo che abbia un livello di emissione compreso tra i 70 e i 20 grammi di CO2 per chilometro percorso.

Lo sconto è superiore nel caso in cui il veicolo prescelto non superi i 20 grammi di CO2 per chilometro percorso. E in questa fascia rientrano a pieno titolo proprio i veicoli elettrici o ibridi plug in.

La legge sugli incentivi di rottamazione non prevede sconti e agevolazioni per le vetture che superino i 70 grammi di emissioni di CO2 per chilometro percorso, anzi.

Quando si scelgono auto, soprattutto quelle di grossa cilindrata e alimentate a gasolio, che superano questi livelli non c’è rottamazione che tenga, si paga una ecotassa.

Incentivi di rottamazione, i requisiti necessari

C’è anche un altro parametro da tenere in considerazione per accedere agli incentivi. Bisogna che la vettura scelta rientri in un prezzo di 50 mila euro netto, 61 mila con l’Iva.

E’ necessario anche che l’intestatario del veicolo da rottamare sia lo stesso che acquista l’auto nuova e la consegna della vettura da rottamare deve essere contestuale all’acquisto, con la documentazione di proprietà in regola.

Non ci sono oneri o adempimenti per l’acquirente. Tutto è a carico del concessionario che si adopererà per portare a buon fine la pratica per ottenere gli incentivi di rottamazione.

L’ultima notazione riguarda alcune case automobilistiche che hanno deciso in proprio di avviare una campagna di rottamazione. In questo caso, stando agli spot, non ci sarebbero vincoli sulle emissioni per accedere agli sconti, né esistono requisiti rigidi sulla proprietà dell’auto da rottamare.

E’ sufficiente che il proprietario della vecchia auto sia d’accordo a consegnare il mezzo per consentire a qualcun altro di acquistarne uno nuovo. Ma si tratte di incentivi di rottamazione limitati al mese di maggio, non di certo sostenuti da ingenti risorse come capita per gli incentivi statali.

Ultima modifica: 9 maggio 2019