Incentivi rottamazione auto: cosa c’è da sapere

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Al momento attuale, i tanto auspicati incentivi rottamazione auto non sono pervenuti (o quasi). Il Governo però, e soprattutto i ministeri maggiormente coinvolti nella questione – dunque quello delle Infrastrutture e dei Trasporti e quello dell’Ambiente – hanno fatto più volte intendere che allo studio ci sarebbe la valutazione di un meccanismo incentivante che possa contribuire a svecchiare il parco automobilistico attualmente circolante sulle strade italiane.

Ad oggi, però, sono due le certezze: l’Ecotassa per i veicoli (nuovi) che emettono in atmosfera una quantità di anidride carbonica superiore ai 160 g/km e l’Ecobonus per i veicoli che immettono in atmosfera una quantità di anidride carbonica inferiore a 70 g/km. Questo ultimo, di fatto, è un bonus riservato a coloro che vorranno acquistare un veicolo elettrico. Ma nulla ha a che fare con la rottamazione. Vediamo meglio nel dettaglio.

Incentivi rottamazione: informazioni utili

Più o meno con ritmi ciclici e, soprattutto, in funzione della disponibilità economica, i Governi hanno messo a punto un sistema incentivante per chi decide – al contempo – di rottamare la propria vecchia autovettura, acquistandone una nuova. Ci sono stati incentivi negli anni scorsi che qualche cosa di buono hanno fatto: comunque la si pensi, gli si deve dare atto di aver accresciuto la sicurezza delle automobili in circolazione. Sì, perché se è vero che tendenzialmente gli incentivi alla rottamazione sono ricondotti alla necessità di diminuire l’impatto ambientale che le autovetture hanno sull’ambiente (atmosfera in particolare), è altrettanto vero che auto nuova fa rima con maggiore sicurezza. Gli accorgimenti tecnologici di cui sono dotate le autovetture oggi (e non soltanto quelle di alta gamma) non sono infatti minimamente paragonabili agli accorgimenti tecnologici di cui erano dotate le automobili uscite di fabbrica 20 anni fa. E questo è un dato di fatto, difficilmente confutabile.

Detto questo, il tempo degli incentivi a pioggia sembra essere passato. Il Governo attuale ritiene più impellenti altre voci di spesa e pertanto al momento, fatta eccezione per l’Ecobonus di cui si dirà meglio in seguito, non sono stati stanziati incentivi per rottamare le vecchie auto. Ma sarà davvero una decisione definitiva, oppure ci saranno nuovi sviluppi in seguito?

Ecobonus: cosa sapere

Come si accennava, non è del tutto vero che non esistono misure incentivanti per coloro che decidono di acquistare auto di ultima generazione. Il Governo, infatti, con la manovra di fine anno, ha varato il cosiddetto Ecobonus, ossia il bonus che spetta a coloro che scelgono di acquistare un’autovettura particolarmente parsimoniosa in termini di emissioni di anidride carbonica nell’ambiente (il limite previsto è di 70 g/km). Ma a proposito dell’Ecobonus (di cui peraltro al momento non è stata resa nota la modalità di erogazione e/o di applicazione) ci sono due cose da sapere: la prima è che si tratta di un bonus che nulla ha a che fare con gli incentivi alla rottamazione a cui siamo stati abituati con gli altri Governi. La seconda riguarda la tipologia di autovetture che potranno beneficiare del suddetto bonus, segnatamente quelle elettriche (e non tutte).

Pertanto, la decisione di usufruire dell’Ecobonus messo a disposizione dal governo è subordinata a decisioni sicuramente più strategiche e impattanti sulla vita di tutti i giorni: considerando che, allo stato attuale, la pecca delle automobili elettriche resta quella dell’autonomia limitata, si è certi di poter affrontare una scelta così radicale? La risposta naturalmente è: dipende. Dipende dall’utilizzo che si fa della autovettura, dai chilometri che giornalmente vengono percorsi, dalla tipologia del tragitto che quotidianamente viene affrontato. Certo restano i vantaggi delle auto elettriche: il fatto di non essere inquinanti, non soltanto genera benefici alla collettività, ma anche al singolo proprietario, che si vedrà aperte senza indugi tutte le zone a traffico limitato a qualsiasi ora del giorno e della notte (anche perché, ricordiamolo, le auto elettriche sono silenziose). Ma, come si diceva, quello dell’auto elettrica non può essere un acquisto “di pancia”, sono troppi i fattori che vanno attentamente valutati (anche quello economico).

Qualche promessa

Tornando al tema principale, e cioè a quello degli incentivi alla rottamazione di automobili datate, va fatta almeno una specifica. Perché se è vero che al momento gli incentivi alla rottamazione non sono stati varati e non sono stati inseriti nella manovra, è altrettanto verto che i ministeri competenti – dunque infrastrutture e trasporti e ambiente – non hanno chiuso del tutto la questione.

Con alcune dichiarazioni, infatti, i ministri avrebbero fatto intendere che qualcosa in questo senso potrebbe forse arrivare. Ma non è noto il quando, il come e forse neppure il perché. Visto che, come si vedrà meglio a breve, in realtà il Governo ha aggiunto una tassa – la cui natura sarebbe ecologica – per le auto nuove (quindi Euro 6, quindi ancora fresche di fabbrica), che però immettono in atmosfera una quantità di anidride carbonica superiore ai 160 grammi al chilometro percorso. Le polemiche, inutile dirlo, non sono mancate.

La tassa che non piace

La tassa in questione è la cosiddetta Ecotassa (la quale sarà operativa dal 1 marzo 2019, fine al 31 dicembre 2021) la quale, a seconda dei modelli e delle emissioni di CO2 prodotte, ammonta a circa 1000€per i modelli ritenuti meno inquinanti, ma raggiunge i 2500€ per quelli maggiormente impattanti. Come si diceva, tale tassa è stata al centro di numerose polemiche perché la domanda che non trova risposta è la seguente: perché tassare le automobili nuove (dunque tecnologicamente più avanzate) e lasciare libera circolazione alle automobili vecchie e molto vecchie?

Per ora non si ha una risposta al quesito. Intanto si attendono maggiori dettagli da parte del Governo circa la modalità di applicazione di Ecotassa ed Ecobonus.

Ultima modifica: 8 gennaio 2019