Immatricolazione: cosa fare con le pratiche di un’auto estera

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E’ fondamentale immatricolare un’auto estera, poiché l’articolo 132 del Codice della Strada ne vieta la circolazione sul nostro territorio oltre i 12 mesi.

Inoltre, a partire da settembre del 2015, sono anche state introdotte nuove regole in merito proprio all’immatricolazione ed importazione di auto straniere in Italia. Ecco quindi tutte le informazioni utili per nazionalizzare una vettura estera e quali siano i costi effettivi da sostenere.

Come fare immatricolazione auto estera

Per poter importare ed immatricolare una vettura estera in Italia, bisogna sostenere determinati costi e seguire la procedura richiesta. Questa vale sia nel caso in cui si tratti di un’auto proveniente da un Paese membro dell’Unione Europea, sia che giunga da un Paese extra UE. Il regolamento vigente in materia è stato recentemente reso ancor più rigido. La prima cosa alla quale bisogna prestare attenzione è che l‘immatricolazione di una vettura straniera è d’obbligo per tutti i veicoli che circolano sul nostro territorio per più di dodici mesi A stabilire tutte le norme da seguire, vi è l’articolo 132 del Codice della Strada. Tutti coloro che, sebbene in possesso di residenza italiana, circolano con un’auto estera, devono necessariamente essere in possesso di tutta la documentazione attestante la regolarità della vettura stessa. In caso contrario, sarà, non solo multato, ma è previsto anche il ritiro della carta di circolazione.

Quanto costa immatricolare auto estera

 

Passiamo ora ai costi da sostenere nel caso in cui si decida di importare e immatricolare un’auto estera. Il totale da pagare in realtà non è altro che la somma di una serie di elementi di cui bisognerà tener conto. Prima spesa da sostenere, sarà quella relativa a tutti i tributi da versare ad ACI, si tratta di una somma che si aggira intorno ai 27 euro circa. A ciò si aggiunge poi l’imposta di bollo per effettuare l’iscrizione al PRA, si tratterà di altri circa 30 euro. Vi è poi l’imposta di bollo per DDT, altri 30 euro circa e gli stessi diritti da versare per DDT che saranno poco meno di dieci euro.

Va ad aggiungersi alla somma anche l’imposta provinciale di trascrizione, si stratta di circa 150 euro, cui si somma anche una maggiorazione percentuale relativa alla provincia di residenza dello stesso acquirente. Infine, il costo inerente il rilascio della targa dell’auto. Quest’ultimo varia anche in riferimento al tipo sia di targa, che del veicolo da immatricolare.

Tempi di attesa immatricolazione auto estera

 

Da valutare poi anche i tempi di attesa per l’espletamento delle varie pratiche burocratiche. Bisogna, anzitutto, precisare se si tratti di una vettura nuova o meno. In tal caso, sarà anche necessario presentare un documento d’identità in corso di validità da parte dell’acquirente, cui si allega anche l’atto di vendita con apposta firma del venditore, che dovrà essere autenticata presso un notaio, nonché redatto con apposita marca da bollo, la dichiarazione o certificato di conformità europeo che riporti l’omologazione italiana, in sostituzione, bisognerà presentare un certificato di conformità europeo con dichiarazione di immatricolazione da parte della Casa Costruttrice.

Nel caso in cui invece, si dovesse trattare di una vettura usata, in aggiunta ai documenti già indicati, sarà altresì necessario presentare la carta di circolazione estera e sua relativa copia. I tempi di attesa perché tutto ciò venga eseguito, al fine di ottenere l’immatricolazione dell’auto estera in questione, saranno di circa due settimane.

Conviene immatricolare auto estera

 

Una volta che siano state valutate tutte le procedure da seguire, nonché un calcolo di tutti gli obblighi economici da sostenere per immatricolare un’auto estera, bisognerà anche stabilire se il tutto sia conveniente o meno. Questa, chiaramente, sarà una valutazione finale del tutto personale. Per avere un’idea più o meno chiara della cifra grosso modo da sostenere, si potrebbe prendere, come esempio, una vettura estera che sia stata immatricolata all’interno dell’Unione Europea. Facciamo l’esempio di una vettura che possieda un motore da 53 Kw, che dovrà essere immatricolata presso un Ufficio della Motorizzazione Civile. Nel caso si tratti di una sede della capitale, va precisato che qui l’IPT sarà pari al 30%, per cui l’importo potrebbe essere di circa 300 euro o poco più, chiaramente, inteso al netto delle spese.

Qualunque costo dovrà essere rapportato alla potenza del veicolo che si intende immatricolare e anche alle sue dimensioni. Nel caso in cui il veicolo abbia una potenza superiore a quella indicata come esempio, si dovrà considerare IPT decisamente maggiorata, così come lo stesso costo complessivo di immatricolazione. Da non dimenticare poi il tasto dolente delle eventuali sanzioni pecuniarie per tutti coloro che dovessero essere sorpresi a circolare con targa straniera, su territorio italiano, per un periodo che vada oltre i dodici mesi consentiti per legge. Si tratterebbe di una sanzione che va da un minimo di 84, sino ad un massimo di circa 300 euro, nonché ritiro della carta di circolazione.

Documenti per l’importazione e l’immatricolazione auto estera

 

Per quanto riguarda, invece, la procedura da seguire e la documentazione da esibire per effettuare tutti i passaggi burocratici necessari per immatricolare un’auto estera, vi sono due procedure distinte che si possono seguire. Infatti, è possibile sia rivolgersi presso una Motorizzazione Civile, oppure presso uno Sportello Telematico dell’Automobilista (STA). Entrambe le procedure sono consentite per legge. Presso la Motorizzazione Civile, il veicolo sarà poi iscritto al Pubblico Registro Automobilistico (PRA), in alternativa, se ci si rivolge presso uno STA saranno effettuate tutte le pratiche necessarie.

Si può scegliere se seguire una procedura oppure l’altra, sia che si tratti di una vettura nuova, che di una usato. L’unica differenza sussiste nel caso in cui nons i tratti di un’auto di origine UE, ma che giunga da un Paese extra-UE, in tal caso, non sarà possibile immatricolarla presso lo Sportello Telematico dell’Automobilista.

Per eseguire l’immatricolazione presso la motorizzazione civile, si dovrà anzitutto, verificare l’idoneità del veicolo, mediante un esame di tutta la documentazione relativa alle sue caratteristiche tecniche, nonché gli adempimenti relativi all’IVA. Una volta che sia stata superata con esito favorevole la prima valutazione, sarà la stessa motorizzazione a rilasciare la carta di circolazione. Segue poi l’iscrizione al PRA, che avviene generalmente entro 60 giorni dalla consegna della carta di circolazione. Per eseguire tale iscrizione sarà necessario possedere il certificato di conformità europeo, con relativa omologazione italiana, oppure accompagnato da una dichiarazione di immatricolazione da parte della casa costruttrice.

Si aggiunge poi una dichiarazione di proprietà con apposta firma autenticata, nel caso in cui l’intestatario del veicolo sia lo stesso proprietario all’estero, oppure l’atto di vendita con firma presso un notaio, nel caso in cui l’intestatario del veicolo non sia lo stesso proprietario estero. A ciò si allega anche una copia del documento d’identità dell’acquirente, il suo certificato di residenza, oppure una dichiarazione sostitutiva se la residenza non fosse riportata sul documento, un modello NP2D compilato in tutte le sue parti, una copia della carta di circolazione. Nel caso in cui, l’acquirente fosse una persona giuridica, bisogna anche allegare il certificato della camera di commercio in bollo, oppure una dichiarazione sostitutiva del legale rappresentante della società. Tutti i documenti dovranno essere redatti in lingua italiana, a meno che non vi siano accordi bilaterali tra i Paesi coinvolti.

Nel caso in cui, il Paese di produzione del veicolo appartenesse all’area del mercato europeo, è possibile rivolgersi presso lo Sportello Telematico dell’Automobilista per eseguire l’immatricolazione. In tal caso, i documenti necessari saranno la copia di un documento d’identità, la carta di circolazione estera, se si tratta di un’auto usata, la dichiarazione sostitutiva di certificazione di residenza, il modello NP2C, nel caso in cui la richiesta di iscrizione al PRA sia avvenuta per parte dell’acquirente, oppure se avviene l’atto di vendita, con apposta firma del notaio, il certificato di conformità europeo con omologazione italiana, domanda su apposito modello firmata dall’acquirente, nel caso sia una persona giuridica, la dichiarazione sostitutiva del legale rappresentante.

Ultima modifica: 30 novembre 2017