Guidonia, la città costruita intorno a un museo dell’aviazione

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Come molte città nate nel ventennio del fascismo, è difficile conciliare la memoria storica del nostro paese con quello che è stato realizzato negli anni della dittatura. Basta fare una rapida ricerca e risalire alle origini di alcune città è persino troppo facile: Latina, Aprilia, Fertilia (così chiamata perché doveva essere il nuovo esempio colonico italiano, vicino ad un aeroporto) e ancora Littoria, Sabaudia e così via. Guidonia in questo senso è un esempio curioso e davvero poco conosciuto.

Guidonia, origine del nome

Guidonia si trova in provincia di Roma e prese questo nome nel 1937: originariamente si chiamava Montecelio. Ora li porta entrambi. Nessuno forse sa che per numero di abitanti è il terzo comune del Lazio dopo Roma e Latina. Fu proprio qui, nel cuore dell’Agro Romano, che il generale dell’Aeronautica Alessandro Guidoni aveva individuato il luogo ideale per creare un centro di eccellenza aeronautica italiana. Guidoni, scomparso tragicamente nel 1928 mentre testava personalmente un paracadute sperimentale, aveva iniziato la realizzazione del primo aeroporto militare di Montecelio creando tutta una serie di strutture assolutamente straordinarie che ora purtroppo sono abbandonate e in parte sovrastate dalla vegetazione.

Guidoni era un fiero sostenitore del fatto che l’Italia avesse bisogno di relativamente pochi aeroporti e di molti idroscali, perché la sua conformazione geografica la rendeva una portaerei appoggiata nel Mediterraneo e la stragrande maggioranza degli aerei avrebbero dovuto appoggiarsi sul mare e sui laghi. Montecelio in questo senso diventò un centro di sviluppo.

Capannoni all’avanguardia 

Guidoni volle la realizzazione di capannoni immensi, molto complessi, un autentico capolavoro idrodinamico: all’interno di questi capannoni l’acqua veniva spinta con forza verso gli “scarponi”, gli appoggi di ammaraggio degli idrovolanti che venivano disegnati, testati confrontati nel corso di innumerevoli test. A pochissima distanza sono nati gli hangar della scuola di volo militare, gli appartamenti, la mensa e tutto quello che avrebbe dovuto ricreare la grande eccellenza dell’aviazione italiana nel mito di Francesco Baracca e di Italo Balbo.

Guidoni, come Italo Balbo, ebbe alcune intuizioni geniali che poi si concretizzarono nel lavoro di altri. La sua scelta di Montecelio non era casuale anche per un altro motivo: tutta questa zona è ricchissima di forti correnti ascensionali. E da sempre il primo mezzo con cui un pilota deve misurarsi è l’aliante: il volo silenzioso. Ancora oggi sono decine, centinaia i voli che dalla pista di Guidonia si alzano per portare in quota alianti che grazie alle correnti di aria calda possono restare in aria per ore prima di tornare a terra in un volo senza alcun impatto ambientale e di grande emozione.

Come spesso accade il generale Alessandro Guidoni non riuscì a vedere concretizzarsi tutte le sue intuizioni e oggi i capannoni che per anni sono stati oggetto di studio da parte di numerose aziende americane restano abbandonati.

Ultima modifica: 30 settembre 2019