Guida in stato di ebbrezza: i limiti da non superare

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Guidare in stato di ebbrezza è uno dei comportamenti più pericolosi, un autentico attentato alla sicurezza propria, dei passeggeri trasportati e degli altri utenti della strada. È sanzionato pesantemente dalla legge, non a caso, e può portare alla interdizione perpetua dell’abilitazione alla guida. Eppure ogni anno si verificano ancora innumerevoli casi un po’ ovunque. Stiamo parlando della guida in stato di ebbrezza, che recentemente è stata inserita anche tra le fattispecie aggravanti di reato che possono portare alla condanna per omicidio stradale. Prima di mettersi al volante è consigliabile evitare completamente di ingerire sostanze alcoliche, specialmente se non si è abituati. Ma la legge ammette un minimo di tolleranza. Vediamo dunque quando si parla di guida in stato di ebbrezza e quali sono i limiti di legge da non superare.

Cosa dice la legge sulla guida in stato di ebbrezza

La materia è disciplinata dal Codice della strada agli articoli 186 e 186bis. La norma fissa tre soglie di tasso alcolemico, ovvero la quantità di alcol rinvenuta nel sangue, con quattro possibili status: tasso fino a 0,5 grammi di alcol per litro di sangue; da 0,5 a 0,8 grammi per litro; da 0,8 grammi – litro a 1,5; oltre 1,5 grammi per litro.

Nelle prime due fasce, la violazione della norma è punita con una sanzione amministrativa, ed eventualmente una o più sanzioni accessorie. Nelle altre due invece si tratta di un reato giudicato da un tribunale in composizione monocratica, che può portare anche all’arresto. Il Codice considera inoltre alcune variabili che influiscono sulla gradazione del caso: la categoria di conducente (conducente professionale, minore di 21 anni, neopatentato); tipo di veicolo guidato (ciclomotori e motocicli o altri veicoli); conseguenze degli incidenti provocati.

Primo step dunque è la quantificazione del livello di ebbrezza, misurato come detto nel rapporto volumetrico tra alcol e massa sanguigna (tasso alcolemico). Gli organi di polizia sono dotati di apposita apparecchiatura per il controllo, il celeberrimo palloncino o alcol test. Nei locali pubblici devono essere presenti per legge dispositivi analoghi grazie ai quali il conducente può misurare il tasso di alcol nel sangue prima di mettersi al volante.

I limiti da non superare

I limiti da non superare dunque sono la risultante di una griglia di condizioni frutto delle variabili appena ricordate. Nel primo quadrante rientrano i conducenti di veicoli trovati alla guida con un tasso fino a 0,5 grammi di alcol per litro di sangue. All’interno di tale range la legge punisce solo i conducenti “particolari”, ovvero gli autisti professionali, i minori di 21 anni, chi è titolare di una patente di guida da meno di 3 anni.

Tra gli 0,5 e gli 0,8 grammi, sono punibili anche i conducenti “ordinari”, ovvero la gran parte dei titolari di patente. La sanzione è di 532 euro, raddoppiata in caso d’incidente, più detrazione di 10 punti dalla patente. A partire da un tasso alcolemico superiore a 0,8 grammi / litro, scatta anche un’informativa all’autorità giudiziaria. A giudicare il reo sarà un giudice monocratico. Al posto della sanzione c’è un’ammenda, ed è previsto persino l’arresto. Oltre il grammo e mezzo di alcol, c’è la sospensione della patente da 12 a 24 mesi con revoca in caso d’incidente, il sequestro del veicolo, la confisca, oltre alle conseguenze sul piano penale.

Ultima modifica: 7 maggio 2022