Guida alla lettura delle sigle degli pneumatici

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Le sigle degli pneumatici non sono vecchi geroglifici all’apparenza indecifrabili. Oggi è semplice capire il significato di lettere e numeri riportati, ed internet è un valido alleato. Proprio per questo andremo ad analizzarli in questa piccola guida.

Sigle posizionate sugli pneumatici

Le sigle e i simboli, solitamente, vengono riportati sulla zona laterale, la cosiddetta “spalla”. Tutti gli pneumatici realizzati negli ultimi anni, sono contrassegnati dalla lettera “R”, significante “Radiali”, e non sono altro che pneumatici con una struttura di cavi realizzata a mo’ di raggio, a differenza della struttura simmetrica del battistrada dello pneumatico. Assieme a questa lettera ha iniziato a diffondersi la sigla “ECE”, abbreviazione di quella che stava ad indicare la “Commissione Economica per l’Europa delle Nazioni Unite”. La sigla serve a dimostrare che lo pneumatico sia conforme alle normative messe in vigore da questa Commissione europea. Un’altra sigla da non sottovalutare affatto è la “TWI”, che sta ad indicare proprio la posizione dei rilevatori di logoramento, stanziati sul battistrada. Automaticamente, questi sensori riportano un avviso sul quadro, di fronte al guidatore, in caso di urti e problemi allo pneumatico.

Sia il nome del produttore che il nome stesso dello pneumatico sono indicati, a lettere cubitali, sempre nella zona laterale; mentre il modello dello pneumatico a volte può essere riportato in un insieme di lettere e numeri, ma questo non deve spaventare! Ad esempio, potreste trovare “Madza 1.5 SKYACTIV-G 100”. Due codici prettamente numerici, separati da una barra, stanno ad indicare la larghezza e l’altezza della gomma e spesso sono anticipati da alcune lettere, come “P” che indica quegli pneumatici rivolti solo al trasporto di passeggeri, oppure “ST”, pneumatici rivolti a rimorchi particolari.

Importante è anche l’ “Indice di carico”, riportato con un codice alfanumerico, utile a comprendere quanti kg può sostenere lo pneumatico e il valore non deve mai essere inferiore a quello riportato sul libretto di circolazione. L’indice di carico è seguito, poi, dai “codici di velocità”, che stanno proprio ad indicare il massimo della velocità ottimale a cui gli pneumatici riescono ad arrivare e a resistere. Dal 2012 è stata varata una legge secondo cui gli pneumatici debbano essere provvisti di una propria etichetta, e in esse sono riportati dati in merito al consumo dello pneumatico, alla sua aderenza, ai diversi tipi di terreno e in diverse condizioni climatiche, ed anche al rumore, più o meno soft, emesso durante l’andatura.

Come vedete, è molto semplice decifrare e comprendere le sigle sugli pneumatici.

Ultima modifica: 12 settembre 2018