Graham Hill: chi era e perchè è diventato famoso

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Graham Hill è stato un pilota automobilistico molto versatile, conosciuto per i suoi record mondiali e diventato famoso per essere stato l’unico pilota ad aver vinto la Triple Crown ovvero il Mondiale di F1, la 24 ore di Le Mans e la 500 miglia di Indianapolis. Il campione è morto in un incidente aereo che ha segnato la vita del figlio Damon Hill, anche lui campione del mondo nel 1996. Graham e Damon insieme sono la prima coppia di padre e figlio con un titolo iridato in F1.

Di seguito si ripercorreranno in breve la vita ed i successi di Graham Hill.

Graham Hill: curiosità e carriera

Graham Hill riguardo alla sua luminosa carriera sportiva nel mondo dell’automobilismo amava definirsi un artista. Per l’esattezza, la sua citazione preferita era: “Sono un artista, la pista è la mia tela, la macchina il mio pennello”. Nato a Hapstead in Gran Bretagna il 15 febbraio 1929, da ragazzino Hill, che aveva ereditato la determinazione materna e il senso dell’umorismo paterno, suonava la batteria in una band di boy scout, iniziando contemporaneamente anche un periodo di apprendistato come meccanico.

Già allora spericolato, a causa di un incidente in moto nel quale andò a sbattere contro un’auto, rimase con la gamba sinistra più corta della destra. Nel 1952 Graham Hill entrò nel London Rowing Club, un anno dopo in Marina e come segno di protesta iniziò a farsi crescere i baffi, che poi rimasero come simbolo della sua immagine e del suo charme. Dopo l’incontro con Colin Chapman iniziò a lavorare nel team della Lotus inizialmente con un impiego part-time ma poi con un posto da pilota nel 1958.

Per due anni non fece grandi progressi e passò alla BRM, che però in quel periodo non navigava in buone acque. Grazie al suo ingresso, comunque, la squadra ebbe un rinnovamento e nel 1962 trionfò in Olanda, Germania, Italia e Sudafrica: quattro sigilli che valsero il primo titolo mondiale. A questo punto Graham Hill iniziò ad essere famosissimo e amatissimo anche dalle donne che ricambiava generosamente facendo soffrire la moglie Bette, la madre di Damon. All’interno della famiglia Hill, come scriverà poi anche il figlio Damon nella sua autobiografia, ruotava tutto intorno a al padre Graham e tutto gli era permesso e perdonato. In questo periodo di fama e riconoscimenti, il pilota comprò anche un aereo privato.

Nel 1968 Hill tornò alla Lotus. Solo il suo carisma era capace di tenere in piedi il team in Spagna dopo la morte di Chapman: era la premessa al secondo titolo. Nel 1969 vinse a Montecarlo per la quinta volta: un record, ma a fine anno ebbe un altro grave incidente a Watkins Glen. Scivolò con la sua auto andando a finire in testa coda, rientrò in pista con le cinture non allacciate ma una gomma esplose e la Lotus finì contro le barriere causandogli la frattura di entrambe le gambe. Dopo questo rovinoso incidente non sarà più veloce come prima.

Un incidente misterioso

Nel 1972 Graham Hill vinse la 24 ore di Le Mans, contemporaneamente fondò la sua scuderia di F1: la Embassy Hill Racing, con risultati però poco gratificanti. Il 29 novembre del 1975 Graham Hill tornando a casa col suo aereo dal circuito di Paul Ricard, in Francia, ebbe un incidente. Il suo Piper Aztec precipitò sul campo da golf di Arkley, molto probabilmente a causa della scarsa visibilità dovuta alla nebbia.

Graham Hill aveva però dimenticato di rinnovare la registrazione dell’aereo e l’assicurazione per poter pilotare di notte e in condizioni atmosferiche pericolose, quindi di fatto non era assicurato.  Per risarcire i danni causati dalla caduta dell’aereo, la casa della famiglia Hill: una villa con piscina e 30 ettari di terra, venne messa all’asta e la famiglia dovete trasferirsi a St. Albans in un appartamento in stile. Graham Hill è riuscito comunque ad entrare nella leggenda, essendo stato finora l’unico pilota al mondo ad aver vinto cinque edizioni del Gran Premio di Monaco (1963, 1964, 1965, 1968 e 1969), il Campionato del Mondo di Formula 1 nel 1962 e nel 1968, la 500 Miglia di Indianapolis nel 1966 e la 24 Ore di Le Mans nel 1972.

Gli inizi e le vittorie del figlio Damon 

Dopo l’incidente aereo del padre, Damon iniziò a correre in bicicletta: era stato proprio papà Graham a regalargli la prima bici, a 12 anni. Diventò campione a Brands Hatch nel 1984 ma l’anno successivo con l’aiuto di George Harrison, amico del padre che investì sulla sua carriera, passò alle quattro ruote. Debuttò con la Brabham nel 1992, ma si qualificò solo due volte in otto gare e Frank Williams lo fece entrare in scuderia come terzo pilota.

Per la Williams, percorse quasi 30 mila chilometri in due anni e aiutò a formare il pilota più promettente del team, secondo Claire Williams, poiché contribuì al titolo mondiale di Mansel. Nel 1996 Schumacher passò alla Ferrari, Il Mondiale era un duello interno alla Williams fra i due figli d’arte Hill e Villeneuve. Damon vinse otto gare e festeggiò, con 19 punti di vantaggio sul compagno di squadra: un vero e proprio trionfo per lui.  La Williams però lo mandò via e lo rimpiazzò prontamente con Frentzen. La moglie Georgie rilasciò delle dichiarazioni in sua vece: “Damon ha dimostrato di avere più integrità e dignità nel mignolo di quanta molti ne hanno in tutto il corpo”.

Ci saranno poi per Damon gli anni difficili alla Arrows e successivamente della Jordan, il ritiro avverrà a Suzuka, nell’ultima gara del 1999. “Volevo andarmene. Sentivo che mi sarebbe successo quel che era accaduto a mio padre, che c’era un incidente ad aspettarmi dietro l’angolo. Pensavo che sarei morto di lì a poco. Volevo un’altra identità, o forse volevo indietro la mia, quella vera”. Damon Graham Devereux Hill oggi non gareggia più ma nella sua carriera ha vinto 22 Gran Premi di Formula 1, è stato Campione del Mondo nel 1996 con la Williams-Renault. Ha portato avanti così la tradizione di famiglia, rivelando le doti trasmessegli dal padre Graham.

Ultima modifica: 10 febbraio 2021