Gpl e diesel: cosa conviene

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Sono trascorsi poco meno di due anni dallo scandalo Dieselgate, che mise a nudo come grandi e blasonate case automobilistiche manomettevano il software per la certificazione dei livelli di emissioni inquinanti.

E in due anni sono cambiate molte cose: la fiducia nel diesel ecofriendly è decisamente crollata, al punto che molte capitali europee si stanno attrezzando per mettere definitivamente al bando i veicoli a gasolio entro il 2020.

Non solo: già nelle ordinanze che molte città italiane di media grandezza adottano per contenere le emissioni o correre ai ripari quando si superano i giorni di sforamento consentiti, prevedono il blocco per i veicoli Euro 4 anche diesel. E’ ormai più che una tendenza, se anche case come Fca propendono per una dismissione in tempi brevi dei motori alimentati a gasolio.

E’ cominciata la lunga notte del Diesel?

Non è decisamente una buona stagione per il motore diesel, che per decenni si è imposto come la soluzione più affidabile per chi avesse molti chilometri da macinare e desiderasse affidarsi a un veicolo solido e performante.

Con il cambio di rotta, naturalmente, il prezzo di queste vetture, sia nuove sia usate, è decisamente crollato, arrivando a essere parificato a quello delle vetture a benzina. E questo potrebbe essere uno dei motivi, nel caso in cui si avesse intenzione di acquistare o cambiare la vettura in uso, per preferire, in termini di risparmio economico, un motore diesel.

A una condizione: che non debba essere l’auto da trascinarsi fino a rottamazione. Può essere sicuramente un veicolo da lavoro, può soddisfare le esigenze di mobilità in lunghi tragitti, a deve necessariamente fermarsi quando, tra non molto, le limitazioni alla circolazione di queste vetture subiranno una stretta decisiva. Nel frattempo i vantaggi sono notevoli.

Quanto dura un motore diesel

I motori diesel hanno una vita media più lunga dei motori alimentati a Gpl. Richiedono una minore manutenzione e hanno consumi medi decisamente più bassi delle versioni benzina e assicurano grandi prestazioni in special modo nei lunghi tragitti.

Resta il costo carburante, che è sicuramente superiore, talvolta più del doppio, rispetto al Gpl, ma assicura certamente una maggiore autonomia. E, particolare di non poco conto, non ha limitazioni nel parcheggio in luoghi chiusi. Il raffronto con un veicolo a Gpl sicuramente può partire dai costi di gestione, che non riguardano soltanto il carburante.

Anche la manutenzione ordinaria, come il cambio olio e filtri, rappresenta una voce di spesa importante. Qualunque veicolo alimentato a Gpl, in realtà ha l’accensione e l’avvio a benzina. E’ necessario quindi verificare anche l’alimentazione a benzina.

Gpl, attenti ai costi di manutenzione

Rispetto a un motore Diesel che richiede il cambio olio e filtri mediamente tra i 15mila e i 20mila chilometri, per il Gpl la manutenzione ordinaria arriva ogni 20mila chilometri, mentre alla soglia dei 30mila è indispensabile controllare il gioco delle punterie.

Prima dei 90mila chilometri un veicolo alimentato a Gpl deve superare una verifica generale dell’impianto con tanto di collaudo da certificare. E se questi veicoli vengono utilizzati soprattutto da chi percorre annualmente molti chilometri, è chiaro che la tappa delle verifiche ordinarie e programmate è più ravvicinata.

Accanto a questi appuntamenti scadenzati, c’è la spesa per il carburante, che prevede oltre al Gpl anche la benzina. Il serbatoio di quest’ultima non deve rimanere mai a secco: il rischio è di compromettere la centralina elettronica che controlla l’avviamento. I serbatoi Gpl in genere consentono un rifornimento per un’autonomia di marcia che non supera i 300 chilometri. Se siete orientati su questo tipo di veicolo perché affrontate spesso lunghi viaggi, sarà necessario programmare bene le tappe, poiché le colonnine di rifornimento non sono poi così diffuse.

Sulla rete autostradale la vita è più semplice, ma se il percorso prevede tratti di strade statali, le cose si complicano notevolmente. Viene però in soccorso la tecnologia con app frequentemente aggiornate sulla presenza lungo il tragitto di stazioni di rifornimento adeguate. Con un veicolo a Gpl, dimenticate però le prestazioni anche un po’ grintose di un motore diesel di nuova generazione. Sono veicoli più lenti e meno potenti di sicuro. C’è poi il capitolo ingombro e sicurezza.

Tutte le auto alimentate anche a Gpl prevedono un impianto sistemato nel bagagliaio posteriore, in genere occupano lo spazio del ruotino, con la doverosa rinuncia a una ruota in caso di foratura. E con la naturale rinuncia a uno spazio importante per il trasporto di bagagli. C’è però il vantaggio che la normativa sul contenimento delle emissioni inquinanti in atmosfera, non tocca questo tipo di veicoli.

Il blocco della circolazione per le vetture inquinanti non riguarderà chi possiede un’auto alimentata a Gpl. Si potrà girare liberamente per i centri urbani, ma per il parcheggio è bene ricordare che nessun garage accetterà auto simili, per ragioni evidenti di sicurezza. E dovendo parcheggiare all’aperto, soprattutto in estate, sarà bene ricordare di non riempire mai al massimo il serbatoio di Gpl. E’ notorio che il gas, in presenza di alte temperature, tende a espandersi, con il rischio di esplosioni.

Quanto si spende per il carburante

Quanto alla spesa per il carburante, un veicolo ad alimentazione combinata benzina-Gpl spenderà mediamente due terzi di un veicolo alimentato a gasolio. C’è però da considerare che il costo del Gpl negli ultimi anni è aumentato, anche in considerazione della maggiore domanda. E con la tendenziale scomparsa del diesel non è detto che il costo del Gpl si mantenga a lungo al di sotto di un euro a litro.

Quelli sulla spesa per il carburante sono quindi calcoli estremamente approssimativi, che risentono dell’altalena dei prezzi. Il motore combinato resta sicuramente più conveniente, almeno in questo momento. Stabilire una convenienza assoluta tra questi tipi di veicoli è molto difficile, proprio se si prendono in considerazione questi parametri. E’ sempre più opportuno valutare con attenzione le esigenze contingenti su un periodo ben determinato, sui chilometri da percorrere annualmente e sulla vita media che la vettura dovrà avere.

Ultima modifica: 5 novembre 2018