Furto su strada: nuove modalità, dai motorini alle macchine

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Le statistiche ci dicono che, malgrado la percezione generale, i reati diminuiscono e tra questi calano anche i furti. Ciò non significa, però, che il numero dei ladri in circolazione sia insignificante. Per quanto riguarda il furto legato alla circolazione su strada, due casi sono i furti del motorino e i furti delle e nelle automobili. I professionisti affinano le loro tecniche senza posa, sicché tra guardie e ladri c’è una rincorsa infinita a chi è più intelligente, furbo e creativo dell’altro.

Vediamo alcuni consigli e alcune tecniche che riguardano queste tipologie di furti.

Il furto del motorino

Per quanto concerne in particolare il furto del motorino, è ovvio che in genere non si tratta di un atto criminale imprevedibile. Di solito, infatti, è consigliabile adottare alcune contromisure, basate sul semplice buon senso:

  • Di notte bisognerebbe lasciare il motorino in una zona ben illuminata o comunque frequentata da persone;
  • Evitare di lasciare il motorino in piena vista senza alcun sistema di antifurto, come, ad esempio, una catena;
  • Un’altra accortezza da adottare, sempre che ce ne sia la possibilità, è quella lasciare il motorino in un garage o comunque in un’area protetta e sottoposta a sorveglianza.

Il furto all’interno delle automobili

Per quanto riguarda il furto all’interno delle automobili, i ladri sviluppano sempre dei meccanismi ingegnosi. Qui indichiamo alcune delle tecniche che i malviventi hanno sviluppato negli ultimi tempi per fare razzia dentro agli abitacoli.

Se la macchina dispone di un sistema di apertura/chiusura “keyless” (che funziona, cioè, senza chiave, tramite una tessera elettronica che avvicinata alla macchina blocca e sblocca le portiere), i ladri possono introdursi nell’auto semplicemente adoperando un dispositivo che amplifica il raggio d’azione di questa “chiave” elettronica. In altri termini, “imitano” il funzionamento della card, aprono la macchina, mettono in moto il motore e la portano via, oppure mirano semplicemente a rubare gli oggetti all’interno dell’auto, se la vettura in sé non è di loro interesse.

Un altra modalità che i ladri adottano per introdursi nell’auto è quella in cui viene adoperato il “jammer”, un apparecchio elettronico capace di interferire col segnale del telecomando della chiusura centralizzata. Il guidatore crede di avere chiuso a chiave, ma in realtà la macchina rimane aperta e i ladri possono avere libero accesso alla vettura.

Un’altra tecnica di intrusione che coinvolge gli apparecchi elettronici dell’auto è quella dell’interrogazione della centralina. Si tratta di una procedura abbastanza sofisticata che implica l’uso di un computer portatile su cui si fa “girare” un programma, capace di accedere alla centralina e ricavare il codice della chiave.

Naturalmente, può anche succedere che ci si imbatta in un ladro “vecchia scuola”, per niente tecnologico. In questo caso la “tecnica” è più immediata: si rompe un finestrino e il gioco è fatto.

Ultima modifica: 31 luglio 2019