Come funzionano colonnine elettriche

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Le colonnine elettriche, installate in tutta Italia da vari gestori, consentono di ricaricare automobili, motociclette e biciclette elettriche. Possono essere di vari tipi e ricaricare il nostro veicolo in varie modalità: in questa guida vi elenchiamo tutte le loro funzionalità.

Le colonnine elettriche per veicoli elettrici, definite anche come stazioni di ricarica, non sono niente altro che dei distributori di energia elettrica attraverso i quali è possibile ricaricare un veicolo elettrico, sia esso un’automobile, una motocicletta o una bicicletta. Le colonnine elettriche sono realizzate dai costruttori nelle forme più variegate: possono essere ‘a parete‘, ‘a colonna‘, ‘a palo‘ oppure portatili. Si utilizzano, attualmente, con una card ricarica. Al momento, le colonnine elettriche possono essere divise in due categorie: per il settore privato e semi-pubblico e per il settore pubblico.

Colonnine elettriche, le differenze

 

Quelle per il settore privato e semi-pubblico comprendono tutte quelle allacciate alla rete locale, vale a dire direttamente al contatore del fornitore di energia. In genere, queste colonnine sono precablate e, una volta che il tecnico le ha connesse alla rete elettrica, sono subito pronte all’uso. Vengono impiegate, di norma, nelle abitazioni unifamiliari o plurifamiliari, nei negozi, presso i centri commerciali, negli hotel e nei ristoranti, ma anche negli autosaloni con officina, all’interno dei parcheggi aziendali ed infine nelle banche e nelle assicurazioni. Quelle per il settore pubblico, al contrario, sono installate dai fornitori di energia e dai gestori di rete, e vengono impiegate, di regola, presso i parcheggi pubblici nei pressi degli aeroporti, presso le stazioni ferroviarie e sulle strade pubbliche.

Colonnine elettriche, le modalità di ricarica

 

La normativa IEC (Commissione Elettronica Internazionale) 61851-1 regola le quattro modalità di ricarica consentite per le colonnine elettriche. La ricarica lenta (dalle 6 alle 8 ore) a 16 Ampere, a corrente alternata, è consentita esclusivamente in ambiente domestico privato: basta utilizzare una semplice presa di quelle che abbiamo a casa, o industriale, fino a 32 Ampere. Poi c’è la medesima modalità di ricarica consentita però in ambiente domestico e pubblico: sul cavo di alimentazione del veicolo elettrico vi è un dispositivo, il Control Box con sistema di sicurezza PWM (modulazione di larghezza di impulso, n.d.r.), che garantisce, per l’appunto, la sicurezza dell’operazione di ricarica. Quindi, esiste la modalità di ricarica lenta (6-8 ore) a 16 Ampere o mediamente rapida (dai 30 minuti ad un’ora) a 63 Ampere, 400 Volt, sempre con sistema PWM, consentita in ambiente domestico e pubblico ma che deve necessariamente avvenire con un sistema di alimentazione apposito e connettori specifici. Infine, la quarta modalità, quella ultrarapida (dai 5 ai 10 minuti), a corrente continua fino a 200 Ampere, 400 Volt, ammessa esclusivamente in ambiente pubblico. Il caricabatterie, in questo caso, è esterno al veicolo.

Ultima modifica: 23 agosto 2017