Come funziona un dragster

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La definizione di Dragster è in costante e continua evoluzione: di fatto però c’è un dato che più di ogni altro definisce questo genere di mezzi potentissimi, quasi esplosivi. Ed è l’accelerazione: i dragster nascono per raggiungere la massima velocità nel minimo spazio e nel tempo più basso. Non devono sterzare, non devono tenere la strada, non è richiesta capacità di guida al volante.

Dragster, che cosa sono

Le gare si basano su un tempo di reazione incredibile e sulla capacità di dare tutta la trazione possibile a motori di potenza inaudita. Le gare di dragster non sono popolarissime in Italia, ma in Germania, Inghilterra e Stati Uniti sì, così come in Giappone e Australia: esistono campionato riconosciuti dalla FIA, la federazione internazionale dell’automobilismo sportivo, e una piccola industria molto attiva anche se di fatto questi mezzi non servono né a promuovere veicoli al grande pubblico né molto spesso a introiti pubblicitari.

La nicchia dei dragster è piccola, ma molto consolidata e incredibilmente appassionata. Trattandosi di mezzi fuoriserie esistono poche regole: due auto vengono spinte su un rettilineo che di solito è lungo un quarto di miglio (poco più di 400 metri) e al segnale verde scattano verso il traguardo. La prima che lo taglia ha vinto. I motori sono bestioni sovralimentati che arrivano anche ai 12mila cc e consumano fino a 80-90 litri di carburante, non la semplice benzina ma una miscela arricchita con nitrometano.

Dragster, a cosa fare attenzione

Il propulsore, nato per lavorare lo stretto necessario al massimo della sua potenza, ha due sole valvole: niente cambio, la trazione è diretta, niente freni (guai a frenare di fronte a una potenza che porta a 160 km/h in meno di un secondo), la frizione è multidisco-multistrato e di fatto si consuma in una gara soltanto. Quasi tutti i motori più performanti dopo ogni singola gara devono essere riassemblati con tutte le parti consumabili, in particolare olio e guarnizioni, da rimontare ex novo.

L’accelerazione porta le auto fino a quasi 500 km/h e a una spinta di 5G che spesso causa danni seri alla vista, alla pressione e alla schiena dei piloti. Gli incidenti, anche mortali, sono purtroppo frequenti: a volte i motori esplodono letteralmente in partenza, altre prendono fuoco, altre ancora le ruote anteriori non reggono la potenza e si impennano provocando drammatici ribaltamenti di una carrozzeria leggerissima e quasi inconsistente. L’unico modo di frenare un dragster lanciato è il caratteristico paracadute che a poco a poco rallenta la corsa prima che il mezzo venga recuperato e trainato ai box per una nuova messa a punto.

Ultima modifica: 11 novembre 2019