Formula uno, tipologie e info da sapere sui pneumatici

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Sono ormai lontani i tempi in cui ogni scuderia di Formula Uno aveva la libertà di poter scegliere la propria casa di fornitura per i pneumatici: gli ingegneri valutavano marchi, tipologie di mescole e resistenza all’attrito e molto spesso i pneumatici facevano la differenza. Ma da tempo la FIA ha concordato con la Pirelli la fornitura esclusiva e contingentata per tutte le scuderie: ogni auto ha a disposizione la stessa tipologia e lo stesso numero di gomme. Si tratta di una scelta dettata da motivi di opportunità economiche ma anche per rendere tutto quanto più equilibrato.

Le gomme Pirelli per la Formula 1, colori e numeri

Nel 2019 la Pirelli mette a disposizione cinque pneumatici slick, ovvero lisci, i più adatti su percorsi asciutti: le cinque tipologie cambiano a seconda della mescola che è stata predisposta per resistere ancora di più al surriscaldamento. Il colore bianco indica una mescola dura, quella gialla una mescola media, quella rossa una mescola soft: la sigla da C1 (C sta per Compund) a C5 indica via via una mescola da dura a una sempre più soft.

Le scuderie possono fare le scelte che vogliono tra prove e gran premio, possono montare e smontare le gomme come preferiscono ma non possono contare su un maggior numero di gomme o su una scelta più ampia di quella che è standard per tutti i partecipanti. Si tratta di strategia, intuizione e a volte anche un po’ di fortuna.

Le verdi, Intermediate Green, sono le gomme vengono utilizzate quando si esce da una wet race o ci sono ancora forti zone di umido o di bagnato in pista. La loro scolpitura è in grado di drenare ben 30 litri di acqua al secondo a 300 km/h e comunque non sono gomme da bagnato, non totalmente per lo meno.

Le Full Wet (riconoscibili dalla banda blu) sono invece pneumatici studiati appositamente per gare dove l’acqua copre tutta la pista soprattutto se la pioggia continua a cadere e allaga parte dell’asfalto: la capacità drenante è di 85 litri al secondo di acqua, ben venti in più rispetto alla stessa tipologia di gomma progettata e montata tre anni fa.

Il linguaggio delle gomme da corsa: termini tecnici

Spesso i commentatori e i tecnici utilizzano termini tecnici che vale la pena comprendere: il blistering è una degenerazione della gomma quando si surriscalda in modo eccessivo e si formano dei veri e propri buchi, delle vesciche, che rischiano di compromettere la stabilità della vettura e di portare fino all’esplosione del pneumatico.

Quando il battistrada della gomma si distacca dal pneumatico si parla di ‘dechap’. È un incidente non così raro e anche piuttosto pericoloso: il pneumatico, corroso dalle vibrazioni e dall’attrito si logora sui lati e finisce per degenerarsi e staccarsi. Il graining è invece il termine con cui si misura l’affaticamento dei pneumatici: l’abrasione della gomma è persistente, uniforme e progressiva fino a mostrare la corda del pneumatico spesso.

A fine gara sono molte le auto che arrivano galleggiando letteralmente sull’anima del pneumatico stesso per una questione di pochissimi millimetri. Il termine che forse tutti conoscono è grip, al punto che ormai si usa anche nella vita comune: avere grip significa avere aderenza, essere stabile, essere padroni della situazione. Una macchina senza grip, per quanto potente, non sarà mai affidabile.

Ultima modifica: 15 maggio 2019