Formula 1: la storia, i principali circuiti e Gran Premi

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La Formula 1 è la massima categoria di gare per vetture monoposto su circuito. In questo articolo parliamo della sua storia e dei principali Gran Premi.

Deve il suo nome, “formula”, all’elenco delle regole previste sia per i piloti che per i costruttori. Oggi le regole per tutte le competizioni sono definite dalla Federazione Internazionale dell’Automobile (FIA). Il suo primo nome è stato Formula A ed è nata nel 1948. È fortemente regolamentata sotto ogni aspetto tecnico. L’obiettivo è quello di salvaguardare la correttezza delle gare, garantire la spettacolarità e al tempo stesso la sicurezza dei piloti.

Formula 1: gli albori

Le gare antenate dell’attuale Formula 1 risalgono addirittura alla fine dell’Ottocento. Col tempo presero il nome di Formula Grand Prixfino a quando nel ’46 nacque la Formula A che ammetteva due tipi di motori: i supercompressi da 1,5 litri e gli aspirati da 4,5. Quello di Torino fu il primo disputato secondo questo regolamento e si tenne nel parco del Valentino. Vinse Achille Varzi alla guida di un’Alfa Romeo 158. Appena due giorni dopo, sulla stessa pista, il mondo si accorse del talento di Tazio Nuvolari alla guida di un’auto a motore posteriore turbocompresso, disegnata da Ferdinand Porsche.

Nel 1949 s’intravide qualcosa di molto simile al mondiale come lo conosciamo oggi, all’epoca con appena sette gran premi validi per l’assegnazione del titolo. All’inizio non si riuscì ogni anno a organizzare le corse in un campionato. Ma per il loro rilievo internazionale le gare vennero dette Gran Premi. Si svolgevano a livello europeo, anche se si appropriarono da subito dell’aggettivo “mondiale”.  L’Italia era protagonista con i piloti Nino Farina e Alberto Ascari e con le Alfa Romeo e la Ferrari. La particolare di quel decennio fu la posizione anteriore dei motori.

La carriera di Shumacher

Michael Schumacher è nato in Germania nel ’69. A tutt’oggi detiene il record assoluto di vittorie nei gran premi. Vittima di un terribile incidente sciistico durante un fuoripista nel 2013, ha riportato diffusi danni cerebrali dai quali non si è ancora ripreso. Fin da molto giovane partecipa alle gare di kart sino a diventare pilota di Formula 3 nazionale, quando nel ’90 conquista il titolo. Un anno dopo, quello del Belgio è il suo primo Gran Premio in Formula 1 nel 1991. Corre per il team Jordan, ma già nella stagione successiva approda alla Benetton. È ormai chiaro a tutti che Shumi è un vero talento, un vincente. Nel 1994, in seguito alla tragica morte di Ayrton Senna, il tedesco non ha più rivali alla sua altezza. A soli 25 anni, Michael è finalmente campione del mondo. L’impresa gli riesce anche l’anno successivo.

Nel 1996 Michael passa alla Cavalle Rampante che non vince un mondiale piloti dal lontano 1979. I primi anni in Ferrari non sono facili. Occorre aspettare il nuovo millennio per vedere le vittorie tanto attese. Schumacher vince per cinque stagioni consecutive dal 2000 al 2004 compresi. Grazie a lui, la casa di Maranello raggiunge l’apice delle vittorie e nel 2006  annuncia il ritiro dalla corse anche per dedicarsi soprattutto alla famiglia, la moglie Corinna e suoi due figli.

In realtà non è facile per lui chiudere con la Formula 1. Nel 2009, richiamato d’urgenza a sostituire il pilota titolare Felipe Massa, rimasto ferito, non riesce a proseguire a causa di un dolore al collo. L’anno successivo firma addirittura un contratto con la scuderia Mercedes GP Petronas. La carriera da pilota si conclude per la seconda e ultima volta nel 2012 dopo due stagioni senza risultati di rilievo.

Principali Circuiti

Sono 71 i circuiti che hanno ospitato un Gran Premio nel corso della storia. Oggi la Formula 1 è davvero mondiale e la stagione 2017, per esempio, è iniziata in Australia a Melbourne e terminerà ad Abu Dhabi, toccando tutti e cinque i continenti. I circuiti coinvolti oltre a quelli già citati sono: Shanghai, Bahrain, Sochi, Barcelona, Monte Carlo, Montreal, Baku, Spielberg, Silverstone, Budapest, Spa, Monza, Singapore, Sepang, Suzuka, Austin, Città del Messico, San Paolo.

Il Gran Premio di Russia si disputa all’autodromo di Sochi, località turistica sul Mar Nero. Il complesso risale ai Giochi Olimpici Invernali del 2014 e comprende addirittura due circuiti. È una delle piste più veloci ed è il più lungo dopo Spa-Francorchamps e Silverstone. Il Gran Premio di Spagna si disputa invece a circa 30 chilometri da Barcellona. A causa della sua posizione molto vicina al mare, il circuito è soggetto a forti raffiche di vento. Moltissimi gli incidenti, anche mortali, che hanno funestato la storia della Formula 1.

Il circuito italiano di Imola fu teatro del terribile incidente in cui perse la vita il grande Ayrton Senna. Il pilota brasiliano, che in quegli anni era appena passato alla Williams, al settimo giro uscì di pista ad altissima velocità alla curva cosiddetta del Tamburello. A cedere fu il piantone dello sterzo. Senna frenò, ma la vettura era ormai ingovernabile e non poté  evitare il muro. L’impatto fu tremendo, coinvolgendo la parte anteriore destra della monoposto, e fu reso ancora più letale da un gradino d’asfalto coperto d’erba all’ingresso della via di fuga, che fece sobbalzare la vettura facendole conservare la velocità.

La tomba di Senna presenta l’incisione “Niente mi può separare dall’amore di Dio”. Il puntone della sospensione anteriore destra che si era spezzato penetrò nella visiera del casco del pilota, dal bordo superiore. Ciò causò lo sfondamento della regione temporale destra e provocò gravissime e fatali lesioni.

In seguito il pilota brasiliano perse oltre 3 litri di sangue e, dopo i primi soccorsi a bordo pista prestatigli dall’équipe medica guidata dal medico della FIA Sid Watkins, fu deciso di trasportarlo via elicottero all’Ospedale Maggiore di Bologna. Qui il pilota venne ricoverato nel reparto di rianimazione, dove si accertò che il danno più rilevante era il trauma cranico provocato proprio dal puntone della sospensione. Ogni sforzo per salvargli la vita fu vano e Senna spirò alle 18:40, all’età di 34 anni, senza aver mai ripreso conoscenza. Poche ore dopo, la magistratura italiana ordinò l’autopsia sul corpo del campione, nel quale non furono riscontrati altri danni fisici di particolare gravità. Ciò è spiegabile col fatto che l’angolo d’impatto, di soli 22º, aveva permesso una progressiva dissipazione dell’energia cinetica, prima contro il muretto e quindi nella sabbia.

Analoghi incidenti ad alta velocità nello stesso punto, come quello di Nelson Piquet nel 1987, quello di Gerhard Berger nel 1989 o quello di Michele Alboreto nel 1991, si erano risolti senza particolari traumi da decelerazione al pilota. In Brasile furono proclamati tre giorni di lutto nazionale, mentre a seguito delle indagini sulla morte del brasiliano il circuito di Imola fu posto sotto sequestro. Molte migliorie sono state successivamente apportate a livello tecnico, dopo che in un primo momento la Federazione aveva varato un piano d’emergenza per il prosieguo della stagione.

Rimpatriata la salma di Senna, questa venne inumata nel cimitero di Morumbi, nella città natale di San Paolo il 5 maggio 1994. Sedici fra amici, rivali ed ex piloti lo accompagnarono al luogo della sepoltura.

Il 26 aprile 1997 fu eretto un monumento in memoria del pilota all’interno della curva del Tamburello, pressappoco nel punto in cui Ayrton ebbe l’incidente mortale. La statua, alta circa due metri, è un corpo bronzeo che poggia su un prezioso basamento di marmo grigio e pesa quasi 380 chili. Commissionata dal Comune di Imola, proprietario dell’autodromo, e dalla Sagis, la società che all’epoca aveva in gestione l’impianto, l’opera è stata realizzata dallo scultore Stefano Pierotti di Pietrasanta.

I principali Gran Premi

Il numero dei gran premi può variare. Solo quelli d’Italia e di Gran Bretagna si sono sempre disputati seppure in sede diverse: Monza e Imola e Silverstone, Aintree e Brands Hatch. Col passare del tempo, con l’obiettivo di aumentare il numero di paesi ospitanti, si è passati a un campionato da 9 gare alle 19 o 20 degli ultimi anni. Negli ultimi anni, il circuito di Silverstone è la sede del Gran Premio di Gran Bretagna. Si tratta di una corsa che affonda le sue radice nella storia della Formula 1: qui sono nate molte leggende della Formula 1, qui si tenne il primo GP del primo campionato mondiale del 1950.

L’autodromo di Monza, invece, è sede del Gran Premio d’Italia. La pista risale al 1922 ed è una delle delle più antiche. Costruita a questo scopo, essa è di fatto il circuito della Ferrari.

Ogni anno migliaia di appassionati, curiosi e tifosi rendono il Gran Premio di Monza uno dei più attesi e spettacolari della stagione.

Ultima modifica: 26 settembre 2017