Fiat 500: la storia di un’automobile iconica

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L’Italia era in pieno boom economico quando la Fiat diede alla luce la Fiat 500. Che, per essere precisi, si chiamava Nuova 500, perché andava distinta da un modello già noto, la Topolino. Se si vuole riconoscere un merito alla 500 della Fiat, di sicuro si può affermare, senza timore di essere smentiti, che di sicuro è l’auto che, più di tutte le altre, ha contribuito alla cosiddetta motorizzazione di massa italiana. La Fiat 500 è la prima utilitaria della storia, per dirla come lo si direbbe oggi, si tratta della prima citycar.

La Nuova 500 è uscita dalle linee di produzione di Fiat per molto tempo, quasi vent’anni. Dal 1957 al 1975 è infatti stata in grado di conquistare un numero di automobilisti europei molto vicino ai 3,9 milioni. Alcuni di essi erano alle prime armi, tutti hanno dovuto imparare a fare la cosiddetta doppietta, oggi inimmaginabile per i più. Si tratta infatti di un cambio marcia senza sincronizzatore, quasi preistoria se la si guarda con gli occhi di oggi. Naturalmente la 500 non è andata in pensione nel 1975: vediamo qual è nel dettaglio la storia di quello che possiamo definire un pezzo di storia del nostro paese e del settore automobilistico.

All’inizio degli anni 90, il ritorno della Fiat 500 

È precisamente il 1991 quando la 500 – rinominata però Cinquecento – ricompare sul mercato automobilistico. Il nuovo modello, identificato con lo stesso nome, seppur espresso in lettere e non in numero, non ha però nulla a che fare con il modello originale. In ogni caso, complici le dimensioni, la storia che aveva alle spalle, la voglia di retrò, raccoglie il consenso del pubblico, segnando un discreto successo. Il successo dura quel che dura, alla 500 viene affiancata la 600: un’altra utilitaria che ha ben poco in comune con l’omonima degli anni addietro, ma che comunque segna anch’essa il suo successo. Alcuni esemplari, sebbene siano oramai datati, si possono ancora vedere nelle strade italiane.

Per la 500, però, non è ancora segnata la fine della storia. Un terzo round avrà infatti inizio nel 2007. quando viene nuovamente affidata ai numeri. Il nuovo modello, però, a differenza dell’ultimo predecessore, è più coerente con la capostipite. Forse non si può parlare di family feeling, ma di sicuro la nuova cinquecento ha uno stile questa volta davvero un po’ retrò.

fiat 500

Il formato extralarge 

La nuova 500 riscontra subito i favori del pubblico. Piace l’idea di auto di un’altra epoca – siamo oramai entrati e ben avviati nel nuovo millennio – tanto che, successivamente, viene declinata in nuovi “formati”, dalla taglia forte. La nuova 500 sconfina infatti in territori fino ad allora inesplorati per delle utilitarie: diventa una monovolume con la versione 500L, e poi diventa una crossover con la versione 500X. Una formula, quella dello sconfinamento, che ha dato decisamente i suoi frutti: a conti fatti, la 500 vanta una produzione complessiva che si avvicina di molto ai 6 milioni di esemplari.

Ma quali sono stati i fattori di successo di tutti i modelli della 500, dal primo del 1957, agli ultimi? Di sicuro della Nuova 500, quindi di quella che oggi è a tutti gli effetti un’auto d’epoca, gli elementi che sono passato alla storia sono la carrozzeria autoportante, il motore bicilindrico e posteriore, con una cilindrata di 479 cc. Molti ne ricordano anche il prezzo iconico: con 490mila Lire (siamo nell’epoca del vecchio conio) si portava a casa l’auto dei propri sogni.

Fiat 500: versione sportiva e station wagon 

Nel 1958 arriva la 500 versione Sport. Per acquistarla bisogna aggiungere 70 mila lire al prezzo di partenza: con 560mila Lire si porta a casa un’auto con un motore dalla cilindrata accresciuta a 499,5 cc. Il tetto del nuovo modello è rigido, all’esterno una fascia rossa percorre le fiancate. Nel 1960 la famiglia della 500 Fiat si allarga: entrano in scena la 500D e la Giardiniera, che costano rispettivamente 450 e 565mila Lire. La prima ha lo stesso motore della versione Sport, ma con meno cavalli: 17,5 contro i 21,5 della versione sportiva. La seconda è invece una sorta di mini-station wagon: in molti ricorderanno il portellone incernierato sul lato sinistro, il tetto apribile in tela e lo spazio per i passeggeri.

Il passo, rispetto alla versione classica, è infatti più lungo di 10 cm. Qualche anno dopo, precisamente nel 1965, debutta la 500F: viene venduta al solito prezzo popolare, questa volta pari a 475 mila lire. L’abitacolo è decisamente meno spartano di quello delle precedenti, il motore conta 18 cv. I fanali hanno dimensioni più grandi, sulla carrozzeria si trovano cromature. I sedili sono finalmente imbottiti e rivestiti con materiali dal disegn più accattivante. È il 72 quando la 500 esce dai listini. Il resto della storia lo abbiamo già ricordato, senza però sottolineare abbastanza il ruolo rivoluzionario che questa vettura ha avuto nel panorama del settore automobilistico italiano e non solo. Difficile trovare qualcuno che non la riconosca a prima vista.

Ultima modifica: 10 marzo 2021