Ecobonus auto 2019: tutto quello che devi sapere

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Rilanciare il mercato auto, rinnovare il parco mezzi in circolazione con forti sconti, immettere sulle strade e autostrade italiane veicoli sempre meno inquinanti, con un bassissimo impatto ambientale: ottime intenzioni ma è ancora presto per valutare gli effetti dell’ ecobonus sul mercato auto.

Ecobonus, ancora presto per gli effetti sul mercato

I dati di vendita del mese di aprile, che dovrebbero evidenziare il gradimento dei provvedimenti entrati in vigore a partire dal primo marzo, sono ancora irrilevanti per un giudizio completo, ma soprattutto non consentono neppure di annotare una tendenza.

Addirittura prendendo i valori assoluti si dovrebbe propendere per una certa schizofrenia dei consumatori. E così non è.

Di certo, se i dati raccolti dall’Associazione dei costruttori esteri attivi in Italia, l’Unrae, rilevano un lieve incremento delle vendite di auto dell’1,5 per cento ad aprile, rispetto allo stesso mese del 2018, è anche vero che il primo quadrimestre del 2019 si chiude con il segno meno al 4,6 per cento.

E’ decisamente un dato che non si concilierebbe con attivazione di strumenti che consentono di risparmiare fino a 6000 euro sul prezzo di listino di qualunque auto che rispetti certi parametri di emissioni e che rientri nei 50 mila euro.

E invece i dati risentono ancora degli ordinativi conclusi tra la fine del 2018 e gli inizi del 2019. Probabilmente un quadro più veritiero sull’impatto degli ecobonus si avrà entro l’estate prossima.

Del resto, anche la stretta correlazione ai livelli di emissione avrebbe dovuto far registrare un’impennata nelle vendite di auto ecologiche.

E così non è stato: c’è solo da registrare il sorpasso delle auto alimentate a benzina su quelle a gasolio, il 44,8 per cento contro il 40,5.

Ed è anche vero che cresce in modo esponenziale il numero di auto elettriche e ibride plug-in immatricolate ad aprile. Ben il 152 per cento per le ibride e addirittura il 356 per cento per le elettriche.

Un boom solo virtuale,perché considerando l’intero mercato, questi veicoli iper ecologici rappresentano soltanto l’1 per cento. E se nell’ultimo mese la quota è triplicata, ecco che possiamo rintracciare gli effetti dell’ecobonus entrato in vigore a marzo scorso.

Ma vediamo nel dettaglio come funzionano gli incentivi all’acquisto di nuove auto meno impattanti per i prossimi tre anni, così come stabilito nella legge di bilancio 2019.

Ecobonus, chi ne beneficia

Anzitutto i fondi disponibili per il 2019 ammontano a 60 milioni di euro, che saranno 70 per il 2020 e altrettanti per il 2021, mentre per i motoveicoli sono previsti soltanto 10 milioni di euro limitati al 2019.

C’è anche un particolare sul quale pochi si soffermano. Gli ecobonus non riguardano solo l’acquisto di veicoli nuovi, ma incentivano anche l’installazione di colonnine per la ricarica elettrica.

Diversamente dagli incentivi all’acquisto di vetture meno impattanti sull’ambiente, l’ecobonus per le infrastrutture è sotto forma di detrazione fiscale.

E’ prevista infatti una detrazione del 50 per cento, su una spesa complessiva di 3000 euro, per l’impianto di colonnine utili a ricaricare veicoli elettrici.

Anche in questo caso l’ecobonus parte da marzo 2019 e si esaurisce il 31 dicembre 2021. Tuttavia la detrazione fiscale viene ripartita su 10 annualità. In altre parole su una spesa di 3000 euro si ha diritto a una detrazione di 1500 euro, suddivisi su dieci anni, ovvero una detrazione massima sulle imposte di 150 euro all’anno.

Ed è un provvedimento che riguarda sia i soggetti Ires, sia i soggetti Irpef. E’ applicabile anche sulle spese condominiali. Ma veniamo agli sconti previsti per chi decide di acquistare o cambiare un’auto approfittando degli ecobonus.

Ecobonus, a quanto ammontano

Specifichiamo subito che si tratta di una procedura molto semplice, la cui attivazione è a totale carico del concessionario e che non riguarda i veicoli usati o anche a chilometri zero, ma ricomprende i veicoli in leasing o in noleggio lungo termine.

C’è invece una Ecotassa, l’opposto dell’ecobonus per chi acquista veicoli che superano i livelli di emissioni di CO2 consentiti. Si tratta di un sovrapprezzo, in genere per vetture di grossa cilindrata che superino i 160 grammi di CO2 per chilometro percorso.

Abbiamo già detto che gli ecobonus possono coprire la spesa per una vettura nuova il cui prezzo di listino non superi i 50 mila euro, al netto dell’Iva.

E nella categoria rientrano davvero molte auto e veicoli che rispettano i parametri di emissioni di CO2 fissati nel decreto. L’erogazione del contributo non avviene in maniera diretta verso l’acquirente, anche attraverso una detrazione fiscale.

Discende infatti da un credito d’imposta che lo Stato concede alle case costruttrici in base alle prenotazioni di nuovi veicoli. La casa produttrice trasferisce lo sconto al venditore che può applicare dunque la riduzione sul prezzo di listino.

Ecobonus, quali vetture acquistare

Le auto interessate dal provvedimento devono rientrare nella categoria M1, devono essere di nuova immatricolazione e avere emissioni di CO2 inferiori ai 70 grammi per chilometro percorso.

Il contributo può arrivare a 6000 euro ma è necessario che con l’acquisto si proceda anche alla rottamazione di un veicolo considerato inquinante, ovvero di classe Euro 1, 2, 3 e 4, mentre il veicolo nuovo non deve superare i 20 grammi di CO2 per chilometro percorso.

In questa categoria le auto ricomprese sono soprattutto elettriche o ibride plug-in. Nel caso in cui non si disponga di un veicolo da rottamare, il beneficio è di 4000 euro.

L’ecobonus si riduce drasticamente nel caso si scelga un veicolo dalle emissioni comprese tra i 20 e i 70 grammi per chilometro percorso. Nel caso si consegni contestualmente all’acquisto del nuovo, un veicolo inquinante da rottamare, lo sconto non supera i 2500 euro, che si riducono a 1500 euro quando non c’è rottamazione.

In ogni caso è necessario che il veicolo di nuova immatricolazione e la vettura da rottamare abbiano il medesimo intestatario, altrimenti il beneficio non scatta. L’ecobonus deve essere dunque prenotato attraverso il sito web messo a punto dal ministero per lo Sviluppo Economico.

E’ una procedura che devono adottare i rivenditori, rispettando i tempi previsti. Non bisogna temere i tempi lunghi per le consegne, perché non incidono sull’erogazione dell’ecobonus, in quanto questo viene “congelato” di fatto dall’apertura della pratica.

E’ possibile, tuttavia, che essendo le risorse limitate a 60 milioni di euro, negli ultimi mesi del 2019 i fondi potrebbero esaurirsi, ma le proiezioni dei dati di vendita delle auto per il 2019, al netto di stravolgimenti improvvisi, non prevedono un andamento positivo.

Ultima modifica: 6 maggio 2019