Documenti per vendere l’auto all’estero

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La compravendita delle auto all’estero è una pratica che ingolosisce parecchi italiani, speranzosi di spuntare dei prezzi più alti o più bassi, a seconda che siano coloro che vendono o coloro che comprano. Vediamo quindi quali sono i documento per vendere l’auto all’estero. 

Vendere l’auto all’estero: è davvero così complicato?

Prendiamo però il caso di colui – italiano – che vuole vendere la propria auto in un paese straniero. Pertanto, per il 99 per cento dei casi dovrà relazionarsi con compratore straniero, il quale dovrà poi portare l’auto nel suo Paese. Fino a qualche tempo fa, è bene ricordarlo, la pratica non prevedeva nulla di difficile: fino a cinque anni fa – precisamente al 2014 – era tutto molto più semplice. A complicare le cose, ovviamente, la burocrazia. Ma non bisogna scoraggiarsi: se davvero si ha intenzione di vendere la propria vettura all’estero meglio seguire quanto andremo a delineare a breve. Il risultato è garantito.

Come funzionava

Dicevamo che, fino a “ieri”, vedere l’auto all’estero non era nulla di complesso, anzi. Era infatti sufficiente consegnare all’ACI il proprio libretto di circolazione, unitamente alla targa (naturalmente a entrambe) e al certificato di proprietà. Così facendo, si chiedeva in via contestuale la radiazione del veicolo dal Pubblico Registro Automobilistico – il PRA, per intenderci – per esportazione. A quel punto, era tutto finito: davvero tutto molto semplice.

Per assurdo – ma nemmeno troppo – è stata proprio questa facilità della pratica a fare in modo che la burocrazia si inasprisse. Il problema generato da una pratica così semplice, infatti, era diventato un escamotage per molti per non pagare la demolizione. In pratica, abbandonavano l’auto (in un casolare, in una villa sperduta, chissà dove) e poi, quando l’auto in questione rientrava tra quelle d’epoca, magari la immatricolavano nuovamente. In ogni caso, risparmiavano i soldi della demolizione, trasformando l’Italia in un cimitero di auto radiate a cielo aperto.

Come funziona oggi

Per evitare quanto sopra, da qualche anno, per vendere un’auto all’estero, occorre consegnare tutti i documenti di cui sopra – targhe, libretto di circolazione, certificato di proprietà – ma si deve anche aggiungere il documento di trasporto che certifichi che l’auto in questione sia davvero giunta a destinazione. E la destinazione, questa volta, non è un posto sperduto, ma un Paese appartenente all’Unione Europea.

E se si vuole vendere Extra UE? No problem: l’iter è praticamente lo stesso, ma oltre alla documentazione di cui sopra, occorre anche procurarsi la bolla doganale o, anche, la carta di circolazione estera, nel caso in cui la vettura sia già stata immatricolata nuovamente.

Ultima modifica: 29 ottobre 2019