Come diventare un meccanico della MotoGP

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Il contesto è da favola: chi arriva a diventare un meccanico di MotoGP, di fatto si trovare a vivere in un mondo unico, fatto di tanta, tanta emozione, di complicità, di sfida, di posti belli da visitare, di persone uniche da incontrare, basti pensare ai vip che girano attorno al mondo della MotoGP. Quasi un mondo surreale per alcuni aspetti, perché è in effetti difficile compiere l’equazione “lavoro uguale divertimento”, “lavoro uguale passione” e, anche, “lavoro uguale notorietà”.

Ecco perché quello di entrare in MotoGP è il sogno di tantissimi ragazzi: non tutti vogliono fare i piloti ed essere i nuovi Valentino Rossi di domani, a parecchi basterebbe solo poter mettere le mani su quei bolidi capaci di suscitare tanta emozione, tanta adrenalina, tanto fanatismo nel senso buono del termine. Ma, diciamolo fin subito onde evitare di creare false aspettative, entrare in MotoGP, anche se “solo” da meccanico, non un impresa da niente, anzi.

Non è per nulla semplice, perché occorre studiare tantissimo e distinguersi tra la massa, occorre non mollare, occorre crederci fino in fondo, a quando il traguardo sembra lontano anni-luce. Eppure qualcuno ce la fa, grazie a una costanza infinita e grazie, talvolta, a un colpo di fortuna.

Ma non è tutto. Perché oltre a dover studiare e a dover essere dei veri e propri talenti della meccanica, occorre anche avere voglia di viaggiare tantissimo, sempre. Quest’ultimo aspetto, che di primo acchito potrebbe sembrare la ciliegina sulla torta, in realtà non è banale. Nelle prossime righe vi spieghiamo perché.

Studiare, studiare e…studiare

La velocità, la competizione, l’adrenalina: sono questi i denominatori che accomunano tutti coloro che vorrebbero lavorare nel magico e incredibile mondo della MotoGP. Ma per entrare in questo mondo, non occorre sapere andare in moto e aver voglia di rompere il muro del suono…Non basta nemmeno saper mettere le mani su motori, gomme e forcelle…

Per entrare in questo mondo, soprattutto se si vuole entrare da meccanici, occorre avere tutte le carte in regola per mostrare e dimostrare che si hanno competenze altamente specialistiche. Anche perché, non sono tutti uguali i meccanici che girano intorno alle due ruote da gara: ci sono i meccanici – tipicamente ne numero di tre -, vi è un capo meccanico, ossia colui che ordina il team, ci son gli ingeneri, ossia coloro che progettano, inventano, innovano.

Sono figure strategiche per il successo (e per la sicurezza) del pilota, sono elementi essenziali dentro e fuori dai box, figure per cui il tempo libero – soprattutto nei week end, è di fatto precluso. La tensione, intorno alla moto e al pilota è sempre altissima, non si può e non si deve sbagliare. Ecco perché occorre una preparazione infinita, da manuale.

La tensione è altissima

Ma la preparazione non basta. Occorre infatti avere sempre nervi saldi, il personale meccanico che gira intorno alla moto deve essere sempre pronto ad affrontare qualsiasi difficoltà, soprattutto durante la gara, certo, ma anche durante le prove, ufficiali e non.

E poi occorre avere una notevole capacità di analisi: le velocità a cui si compiono i circuiti sono elevatissime, ma il personale – meccanici in primis – deve essere in grado di cogliere qualsiasi sfumatura, qualsiasi dettaglio, anche quando piove, quando fa caldo, quando c’è “bagarre”.

Si sommi poi la capacità di saper comunicare, tempestivamente, con tutti. E comunicare non vuol dire solo parlare (in inglese!) con gli altri membri del team, ma vuol dire essere in grado di cogliere il senso di ogni istante. Anche quando nessuno parla.

Attenzione poi: per essere il meccanico perfetto, non bisogna avere paura: non si dimentichi che, purtroppo, può capitare che anche il team di meccanici sia coinvolto in tremendi incidenti. Occorre sangue freddo, sempre.

Conoscere la moto nel dettaglio

Chi pensa di poter entrare in un team di MotoGP, per prima cosa deve chiedersi: conosco la motocicletta (da gara, da competizione, non lo scooter o il motorino!) in ogni suo singolo dettaglio? So che cosa significa avere a che fare con la meccanica e con l’elettronica, entrambe sofisticatissime su questi mezzi? Ho padronanza circa la dinamica, l’aerodinamica, la strumentazione tecnologica? Certamente, per aver padronanza di queste materie, non occorre solo essere degli appassionati di due ruote, ma occorre aver studiato materie specifiche.

Occorre conoscere la teoria, la pratica e ancora di più: le università di ingegneria meccanica spesso non bastano, occorso corsi di studio, master, approfondimenti specifici. E occorre anche fare molta attenzione nel percorso di formazione che si va a intraprendere: diffidare dai corsi non ufficiali, occorre che ci sia tanta, tanta serietà anche da parte di chi eroga il corso.

Non si dimentichi, infatti, che quello della MotoGP è un settore in cui girano parecchi soldi, in cui c’è tanta competizione: verificare sempre con chi si ha a che fare, prima di esborsare somme per corsi che non serviranno a entrare nel magico mondo del team racing. Detto questo, come esordito fin dall’inizio, analizziamo lo stile di vita che occorre avere per diventare parte integrante e operativa del team che gira intorno alla moto e al pilota di MotoGP.

Qualche sacrificio

Lo sanno bene i telespettatori di MotoGP, ma lo sanno ancora meglio i piloti e tutti coloro che sono al loro seguito: le gare, le competizioni, si tengono nei circuiti di ogni parte del mondo.

Il che è bellissimo – perché viaggiare è sempre un’esperienza unica, un accrescimento personale e professionale – ma per viaggiare sempre, continuamente, oltretutto con orari e ritmi serrati, è faticoso.

Significa lasciare affetti, amici, tempo libero, hobby e quanto altro di interesse personale a casa. Sicuramente può valerne la pena, ma bisogna saperlo prima.

Ultima modifica: 19 aprile 2019