Disco orario auto, serve ancora?

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Fino a qualche anno fa non era uno strumento obbligatorio ma paradossalmente risultava indispensabile su qualsiasi auto: il disco orario è nato intorno agli anni ’70 nei grandi centri urbani e si è esteso in tutti i comuni italiani. La necessità era quella di regolamentare il parcheggio all’interno delle aree urbane e il disco orario fu il primo strumento di controllo. In pratica all’interno di determinate aree di parcheggio la sosta risultava consentita ma per non oltre un’ora (a volte due) dall’inizio della sosta.

Disco orario, a cosa serve?

Il funzionamento era davvero molto elementare. Supponiamo che un’auto arrivasse al parcheggio zona oraria alle 9 del mattino. Il conducente del veicolo esponeva il disco orario in corrispondenza dell’ora di arrivo, e dunque con il nove evidenziato nel riquadro. Questo significava che entro le 10 avrebbe dovuto spostare l’auto. C’erano poi gli arrotondamenti: i primi dischi orari evidenziavano solo le ore fisse, i modelli successivi scandivano anche mezz’ore e quarti d’ora. La cosa divertente è che chi parcheggiava poteva arrotondare alla mezz’ora o al quarto d’ora successivo: per cui se la macchina arrivava alle 9.10 e non alle 9.00 posizionava il disco orario alle 9.30 e aveva quasi un’ora e mezza di sosta. Qualcuno ogni tanto esagerava.

C’era anche chi faceva la corsa al disco orario per riposizionarlo allo scadere di ogni ora: cosa in teoria non consentita ma difficilmente dimostrabile se non dalla diretta presenza di qualche agente della polizia municipale: accadeva spesso con i negozianti che per pochi secondi scappavano dall’attività per spingere avanti il proprio disco orario: un’operazione che doveva essere ripetuta più volte.

Dal disco orario ai parchimetri elettronici 

Le cose sono cambiate con l’avvento dei parchimetri che, nelle zone a sosta oraria consentita, obbligano l’automobilista a pagare un prezzo orario che deve essere confermato da un ticket posizionato in evidenza all’interno della vettura. Così come il disco orario faceva fede e consentiva la multa se la sosta eccedeva quando indicato dal disco, il ticket viene controllato scrupolosamente dagli addetti alla sosta che sono aumentati esponenzialmente in tutte le città.

Tutto questo ha reso il disco orario uno strumento un po’ vintage: e se anni fa le compagnie assicurative lo omaggiavano ai nuovi clienti, anche nell’adesivo che doveva conservare il talloncino della quietanza e il bollo, oggi chi lo ha conservato lo usa raramente, magari in qualche comune più piccolo dove le aree di parcheggio sono abbondanti e le soste possono anche essere tollerate.

Ultima modifica: 18 novembre 2019