Che differenza c’è tra proiettori e fari?

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Per gli automobilisti meno avvezzi alle cose tecniche non c’è nessuna distinzione tra proiettori e fari e le luci dell’auto sono semplicemente le luci dell’auto. Basta questo, senza troppi distinguo. Evidentemente le cose non stanno esattamente così in quanto esistono molte tipologie di sistemi illuminanti per veicoli a seconda della funzionalità, della tecnologia adoperata e del principio di funzionamento.

Proiettori e fari: le differenze

In sintesi, possiamo dire che i fanali sono quelli che abitualmente chiamiamo “luci dell’auto“. Essi servono principalmente a segnalare la propria presenza sulla strada, e per rendere visibile al conducente la sede stradale. Le luci di posizione, di stazionamento, di emergenza e le altre montate dai veicoli hanno tale funzione.

Ma se, invece che una generica luminosità, il dispositivo emette un fascio di luce ben direzionato verso una porzione precisa della sede stradale, allora si può parlare di proiettori. Questi ultimi non possono mai essere semplici corpi illuminanti ma devono avere la caratteristica di evidenziare in maniera puntuale il bersaglio.

Anche i fari vanno oltre i generici fanali, emettono molta più luce di una luce segnalatrice della semplice posizione, come nel caso ad esempio degli abbaglianti, ma non possono essere definiti proiettori perché non illuminano un preciso campo visivo. I fanali possono essere alimentati da luci a incandescenza, allo xeno, led, laser. Il laser si presta particolarmente ad essere impiegato nei fari fendinebbia, offre una luce monocromatica.

Cosa dice la legge

Le normative precisano quali dispositivi devono essere presenti per consentire la circolazione pubblica. Nella maggior parte degli Stati vengono considerate obbligatorie le luci di posizione (di colore bianco o giallo anteriormente, rosso posteriormente e arancione lateralmente), il faro anabbagliante di colore bianco o giallo, il faro di profondità, ai più noto come abbaglianti (solitamente di colore bianco).

Altrettanto obbligatorio l’impiego della luce di frenata (stop), un fanale posteriore di colore rosso, più luminoso delle luci di posizione ma molto meno dei proiettori. E ancora, la luce di retromarcia, dispositivo che serve a illuminare la porzione di strada posteriore al veicolo in caso di guida in retromarcia e a segnalare ad altri veicoli che si sta per procedere in retromarcia. Generalmente di colore bianco.

Ovviamente non può non essere presente l’indicatore luminoso di direzione a luci intermittenti, in altri termini la freccia, presente in posizione frontale e posteriore. Inevitabile avere in funzione anche la luce della targa che viene accesa con le luci di posizione.

L‘illuminazione dei fanali può essere “simmetrica”, sistema nel quale il fascio luminoso è uguale su entrambi i lati, “asimmetrica” oggi molto utilizzata per alternare la luminosità a seconda delle necessità, e “adattativa”, con il fascio luminoso che modifica dinamicamente la luminosità in base ai veicoli presenti sulla strada.

Ultima modifica: 17 gennaio 2022