Differenza tra cavalli e cilindrata auto

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Cavalli vapore, cilindrata, cavalli fiscali, potenza. Per chi non è pratico di motori queste definizioni possono apparire quasi come dei sinonimi. Non lo sono, chiaramente. Ma hanno tutte un denominatore comune proprio nel motore. Oltre alla diversa natura nominale e teorica, è importante conoscere queste nozioni anche per le ricadute pratiche che esse hanno nella vita quotidiana di proprietari di automobili. Il pagamento della tassa di possesso ad esempio, ma anche la stipula e il rinnovo del contratto assicurativo e la compravendita del mezzo. Vediamo quindi in poche e semplici battute qual è la differenza sostanziale tra cavalli e cilindrata di un’auto.

Dal cavallo al rombo dei motori: come misurare la potenza

Tra le caratteristiche tecniche di un motore ve ne sono alcune fondamentali. Partiamo dalla coda, ovvero da ciò che un propulsore è in grado di esprimere su strada: la potenza. Questo ordine di grandezza è espresso con una unità di misura riconosciuta nel mondo come chilowatt. Ma tale sistema è entrato in vigore solo in epoca contemporanea. Anticamente si faceva ricorso al parallelismo con ciò che offriva direttamente la natura. E cosa di più immediato se non la forza sprigionata da un cavallo per quantificare la potenza?

Si parla pertanto di cavallo vapore per indicare convenzionalmente la quota base di energia erogata modulabile su scala. Nel tempo poi si è palesata l’esigenza di individuare una grandezza utilizzabile universalmente sulla base del Sistema internazionale.

A tal fine si è optato per il chilowatt, vale a dire un multiplo del watt che a sua volta nel sistema metrico internazionale è la misura pari a un joule al secondo. Un chilowatt vale mille watt. Un indicatore che ha sostituito di fatto il cavallo vapore che ha a lungo consentito di attribuire una grandezza misurabile alla potenza meccanica. Per la conversione si è stabilito di far corrispondere un cavallo vapore a 735,499 watt, e dunque 0,735499 chilowatt. E’ questo il “numerino” finale che interessa gli automobilisti quando devono indicare le prestazioni potenziali massime del proprio veicolo. Lo si trova sulla carta di circolazione all’interno dell’apposito campo contrassegnato dalla sigla P.2.

Il significato del volume

Esiste però un’ulteriore unità di misura non meno importante e utilizzata nel campo dei motori. Non a caso anche i meno avvezzi alla meccanica hanno sentito parlare di cilindrata. Difficile però che siano in grado anche di darne rapidamente una definizione. In sintesi si tratta della grandezza, ovvero della capacità di un propulsore espressa in centimetri cubici. Capacità di accogliere al proprio interno i volumi d’aria impiegati durante un ciclo di lavorazione da una macchina, nel caso utilizzi il sistema ad aspirazione.

Nei mezzi a funzionamento alternativo esso indica il volume che intercorre tra i punti morti inferiore e superiore dei pistoni ed ha stretta correlazione anche con i quantitativi di carburante impiegati. La cilindrata dunque non misura puntualmente le capacità prestazionali di un motore. Ma è evidente che al crescere del volume aumenta verosimilmente anche la potenzialità dello stesso.

Ultima modifica: 18 giugno 2020