Dieci curiosità sul grande pilota Alberto Ascari

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L’automobilismo non sarebbe tale senza i piloti. Persone che hanno sacrificato la vita sui tanti circuiti internazionali. Molti i nomi importanti che hanno fatto della Scuderia della Ferrari una vera e propria leggenda. Non solo Enzo Ferrari, fondatore del Cavallino Rampante ma anche piloti come ad esempio Michael Schumacher, Michele Alboreto, Jean Alesi, Fernando Alonso, Niki Lauda e Alberto Ascari.

Quest’ultimo è l’unico pilota italiano a essersi aggiudicato per due volte il titolo Mondiale F1 e sempre con la stessa scuderia, la Ferrari. Il pilota italiano Alberto Ascari (1918-1955) è stato un figlio d’arte, infatti, suo padre Antonio fu negli Anni ’20 un pilota automobilistico. E sarà legato a lui anche nella morte. Andiamo a conoscere meglio questo straordinario pilota.

Curiosità su Alberto Ascari

In principio fu la motocicletta

Non si appassionò subito alle quattro ruote, infatti, prima di approdare al Circuito della F1 si dedicò alla carriera da motociclista. Il suo esordio nelle due ruote è stato a una gara di durata: La 24 Ore attraverso l’Alta Italia nel 1936 in sella a una Sertum (Casa motociclistica italiana dal 1932 al 1952). La stoffa da campione era cucita addosso e le prime vittori e non tardarono ad arrivare. La prima nel circuito del Lario. Nel 1937 acquista una Gilera 500 cc con cui vince 8 titoli poi il passaggio, l’anno successivo alla scuderia Bianchi.

La chiamata da Enzo Ferrari 

L’ombra del padre pilota automobilista fece ritardare il suo ingresso nella F1 ma a Enzo Ferrari non si può di certo dire di ‘No’. Nel 1940 fu lo stesso Ferrari a chiamarlo come pilota per la sua Auto Avio Costruzioni (nome ottenuto dopo il divorzio Ferrari-Casa del Portello).

Le Mille Miglia la prima gara ufficiale da pilota

La prima competizione cui prese parte come pilota fu la prestigiosa Mille Miglia del 1940. L’automobile, fornita da Enzo Ferrari, era una 815 con 8 cilindri di soli 1500 cc di cilindrata. Un vero gioiellino a quattro ruote che sfortunatamente lo tradì durante la competizione che stava conducendo in prima posizione.

La Seconda Guerra Mondiale e il sodalizio con Luigi Villoresi

Durante il Secondo Conflitto Mondiale obbligò a mettere in pausa la sua carriera di pilota. Nella sua officina milanese si dedicò insieme al suo socio e amico Luigi Villoresi al business dei trasporti. E fu lo stesso Villoresi a convincerlo (una volta terminata la guerra) a riprendere il discoro delle gare automobilistiche procurandogli un contratto con la Maserati.

Il Circuito di Modena e la sua prima vittoria

Una volta ripreso a gareggiare, arrivano anche le vittorie come quella presso il Circuito di Modena nel 1947. Vittoria conquistata sotto l’occhio vigile di Enzo Ferrari, sempre più compiaciuto e interessato da questo giovane pilota milanese.

Il ritorno in Rosso Ferrari

Nel 1949 il padrone della Ferrari annuncia di aver ingaggiato come pilota Alberto Ascari. E al Gran Premio di Bari conquisterà (davanti ad altre vetture Ferrari) una stupefacente vittoria. In quello stesso anno poi debutterà, sempre con la Ferrari, nella neonata F1. Una nuova categoria, nata per dare più impulso e competizione al mondo delle corse a quattro ruote.

Il debutto in F1 con la Scuderia Ferrari

La prima in F1 (circuito Silverstone) andò nulla per il ritiro della Ferrari ma la seconda (GP di Monaco) Alberto Ascari riuscì a conquistare un secondo posto, dietro il pilota argentino dell’Alfa Romeo Juan Manuel Frangio. Possiamo dire che il primo Campionato F1 (1950) non andò molto bene per Ascari anche a causa dei tanti problemi meccanici alla monoposto ma nonostante tutto si aggiudicò il 5° posto nella classifica generale piloti (11 punti).

1952: il primo titolo mondiale F1

Il 1952 fu per Alberto Ascari l’anno della sua consacrazione come pilota della Ferrari. In quello stesso anno, ricevette anche il premio come migliore atleta italiano 1951. La prima gara del circuito non la disputò mentre a Indianapolis dovette ritirarsi per un problema alla ruota. A questo punto nessuno avrebbe puntato sulla sua vittoria, invece, le 6 gare successive le vinse tutte, laureandosi così Campione del Mondo con 53.5 punti nella classifica generale piloti.

1953: Il secondo titolo Mondiale F1

Il pilota Alberto Ascari ripete l’impresa l’anno successivo, aggiudicandosi per la seconda volta il Titolo Mondiale F1. In questa edizione, il pilota milanese si aggiudicò 5 Gran Premi (Argentina, Olanda, Belgio, Regno Unito e Svizzera) purtroppo l’unico ritiro della stagione al Gran Premio d’Italia. E il secondo titolo consecutivo vinto con la Scuderia Ferrari.

La maledizione del giorno 26

Superstizioso e scaramantico causa la drammatica scomparsa del padre Antonio, avvenuta il 26 luglio del 1925 a Monthlèry (Francia) per un incidente automobilistico all’età di 36 anni. Una tragedia che segnò a fondo Alberto a tal punto da evitare di mettersi in auto il giorno 26. Un consiglio che non seguì nel giugno del 1955, quando in visita presso l’autodromo di Monza, decise di provare la Ferrari dl suo amico e pilota Eugenio Castellatti. Indossava il casco del suo amico e abiti civili. Nei primi due giri del circuito, la Ferrari di Ascari procede bene, aumentando di poco la velocità poi il botto e la tragedia inspiegabile. Alla curva del Vialone (Oggi Variante Ascari) la monoposto di Alberto Ascari senza nessuna ragione sbanda e va in testa coda per poi capovolgersi per ben due volte. Il giovane pilota milanese è sbalzato con violenza fuori dalla Ferrari.

Il colpo con l’asfalto è terribile. Ma il peggio arrivò dopo. La monoposto lo schiaccia orribilmente. I soccorsi giunti sul luogo dell’incidenti sono veloci. Ascari è trasportato urgentemente in ospedale, dove morirà tre giorni dopo quel maledetto incidente automobilistico alla stessa età del padre. Sull’asfalto si potevano notare i segni di una frenata. Frenata ancora avvolta dal mistero. Forse la causa potrebbe essere ricercata in un improvviso malore del pilota che istintivamente ha frenato bruscamente, innescando la tragedia o forse il destino. La maledizione del giorno 26, tanto temuta dal pilota Alberto Ascari aveva colpito ancora una volta, portandosi via uno dei migliori piloti italiani di F1.

Ultima modifica: 16 luglio 2019