I danni della salsedine sulle moto

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Chi vive nelle città di mare o nella lunghissima zona costiera che caratterizza il nostro paese sa bene che uno dei grandi rischi per la carrozzeria delle nostre auto e moto è rappresentato dalla salsedine. L’aria ricca di sale e di iodio che tanto fa bene alla salute ai polmoni, soprattutto quando non è carica di agenti inquinanti, e anche uno dei nemici più aggressivi in assoluto della carrozzeria delle nostre auto e delle parti cromate delle moto. Ma c’è sempre un modo con il quale ci si può difendere.

La caratteristica della salsedine

Una delle principali caratteristiche della salsedine è proprio la sua grande aggressività. Lo sanno bene le persone che hanno una barca e che con la salsedine cercano di agire quotidianamente, giorno per giorno, pulendo tutte le parti cromate del proprio natante proprio per evitare che il sale attecchisca e finisca per danneggiare in modo serio la parte non immersa dell’imbarcazione.

Il sale è un agente estremamente aggressivo che può danneggiare in modo molto serio, a volte addirittura irreparabile, cromature e carrozzeria ma anche le parti elettriche del motore. Un danno particolarmente ingente se stiamo parlando di una moto che, per tradizione, ha varie parti cromate e un motore, scoperto, che diventa facile preda dell’aria di mare.

Esaminare bene il mezzo

Per notare i danni della salsedine basta una rapida occhiata e il semplice passaggio di un polpastrello sulle cromature o sulla verniciatura. Se notiamo delle piccole increspature, dei punti in cui la vernice è più opaca o dove la cromatura non ha più la sua brillantezza naturale, vuol dire che la salsedine ha già cominciato a fare danni. Se non interveniamo, molto presto, quella piccola increspatura potrebbe diventare ruggine capace di danneggiare in modo molto serio telaio e carrozzeria.

Pensare di lavare tutti i giorni la moto non è sicuramente la soluzione più pratica. Sarebbe una gran perdita di tempo, oltre a un costo non indifferente. Ma, d’altra parte, non c’è altro modo per preservare il nostro mezzo dei danni della salsedine. L’unico sistema è quello più antico del mondo: l’olio di gomito. Oltre a una gran quantità di acqua fredda.

Acqua fredda e sapone neutro

Meglio utilizzare l’acqua fredda rispetto a quella calda, se non addirittura caldissima, che viene utilizzata in molti autolavaggi automatici. Se proprio non si vuole lavare tutti i giorni la moto dopo che la sia usata e se, soprattutto, il nostro mezzo rimane per strada, vittima non solo della salsedine ma anche della pioggia che ormai, è assodato, è un altro agente fortemente inquinante e corrosivo, è opportuno programmare almeno un paio di generosi lavaggi ogni mese. Se si può, con un minimo di attrezzatura, è opportuno usare una lancia ad alta pressione alimentata con sapone neutro e acqua fredda. È più che sufficiente un getto d’acqua costante e continua sulla nostra moto per togliere qualsiasi residuo di sale e salsedine e fare in modo che non si depositi in modo pericoloso sulla struttura del mezzo. Altrettanta cura dovrà essere utilizzata poi nell’asciugare la moto. Meglio farlo a mano, con un panno pulito, evitando che sulla carrozzeria e sul motore rimangano delle tracce di umido se poi esponiamo la moto al sole.

Preferire i prodotti naturali

In commercio, tuttavia, esistono numerosi prodotti – alcuni dei quali un po’ costosi per la verità – che arrivano proprio dalla tradizione della marineria e della nautica da diporto. Alcuni di questi principi sono stati applicati anche al mondo delle due ruote con un certo successo: sono spray, cere, solventi naturali che riescono ad attaccare lo strato di salsedine che si deposita sulla nostra moto sciogliendolo e consentendo al primo risciacquo di portarlo via con un semplice getto d’acqua.

Il problema è che nonostante queste attenzioni, dopo pochi giorni, la salsedine torna a fare i soli danni. Di qui la necessità di essere sempre molto costanti e continui nei lavaggi in modo particolare d’inverno quando il freddo rende La carica corrosiva della salsedine ancora più importante.

Il sale d’inverno

Chi non vive nelle città di mare non pensi di essere a riparo da questo genere di problema. Il sale esiste anche in montagna e, nella vita invernale di tutti i giorni, nelle grandi città. Da novembre a marzo, infatti, soprattutto nelle città più fredde, tutte le strade sono coperte da cristalli di sale che vengono depositati a quintali per evitare che la pioggia o la brina gelino sul manto stradale creando delle pericolosissime lastre di ghiaccio. I vapori di questo sale industriale gettato sulle nostre strade non genera altro che salsedine che, sollevata dalle ruote degli altri mezzi, si deposita ai bordi delle strade e sulle macchine parcheggiate continuando il suo lavoro di corrosione per settimane, mesi, finché non si interviene.

Anche in questo caso i consigli non cambiano: mare o montagna, paesi o città. Le buone abitudini devono essere sempre le stesse: cura, tempo, acqua e pulizia. In questo modo, lavando accuratamente la nostra due ruote con semplice acqua fredda, una spugna e del sapone neutro saremo sicuramente sicuri di proteggere motore, parti elettriche carrozzeria e cromature della nostra moto da qualsiasi corrosione. La salsedine, purtroppo, quando si accumula diventa estremamente solida e difficile da rimuovere. Occorrono pochi prodotti specifici, meglio se naturali, un po’ di tempo e un po’ di è un bel po’ di fatica.

 

Ultima modifica: 8 settembre 2020