Coyote: funziona ancora? È sempre il migliore?

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Per diversi anni Coyote è stato senza dubbio lo strumento migliore per evitare multe indesiderate e posti di blocco. Nato una ventina di anni fa grazie a un’applicazione che aggiornava in tempo reale tutti gli strumenti di controllo per la velocità e il traffico sulla rete stradale e autostradale, Coyote, nel corso degli anni, si è dovuto adeguare a quella che è stata la vera rivoluzione di questo genere di applicazione: il social.

Il vero nemico di Coyote

Nato insieme ai navigatori storici, Coyote puntava su un concetto molto semplice. Un apparecchio collegato alla rete GSM, e dunque costantemente informato e aggiornato in tempo reale su quelli che potevano essere incidenti, cantieri, code, tutor e anche autovelox mobili montati a sorpresa dalle forze dell’ordine. Quello che gli inventori dell’applicazione non sospettavano fu che l’idea era talmente buona che sarebbe stata presa d’assalto dagli stessi automobilisti che sono stati capaci di renderla addirittura ancora migliore e più economica.

Coyote, di fatto, esiste ancora e fornisce un servizio capillare ed eccellente: ma a pagamento. La società ha creato tutta una serie di nuovi prodotti e di software alcuni dei quali si interfacciano con lo smartphone mentre altri possono essere installati all’interno dell’abitacolo con un piccolo monitor o direttamente sulla piattaforma infotainment del veicolo. L’applicazione risulta essere sicuramente un grandissimo strumento non solo in Italia ma anche all’estero per chi vuole evitare multe indesiderate e inutili code.

La concorrenza è social

Ma, di fatto, ormai esistono decine di applicazioni regolamentate secondo il flusso delle informazioni socia. Sono notizie che arrivano direttamente dagli utenti che si trovano sulla strada. Notizie autorevoli e quasi sempre del tutto economiche. Se non a costo zero. E il caso di Waze, applicazione nata alcuni anni fa, da alcuni sviluppatori che stavano lavorando alla mappatura di strade in Israele e Stati Uniti. L’esperimento fu un tale successo che durò soltanto pochi mesi. Non appena il colosso Google si accorse che questa era una vera e propria killer application In grado di uccidere il meccanismo dei navigatori, la acquistò e la fece propria. Era il 2013.

Il timore era che Google, acquistando Waze, volesse eliminarla, Lo scopo sarebbe stato quello di implementare con la sua tecnologia le proprie mappe destinate sempre di più ad un uso automobilistico. In realtà le cose non sono andate così. E tutto sommato della cosa possono essere contenti anche alla Coyote. Come molte altre aziende dello stesso settore, infatti, ha mantenuto la propria identità. Ma anche un proprio che rischiava di scomparire in un batter d’occhio.

In questo momento i dati ufficiali della stessa Coyote parlano di circa 5 milioni software attivi in Europa, non pochi. I dati ufficiali di Waze, invece sono incerti. L’applicazione non è attiva ovunque e in alcuni paesi, addirittura, è considerata fuori legge. Tuttavia i dati che si conoscono sono semplicemente strabilianti. Attiva in 185 paesi questa applicazione, che resta per il momento del tutto gratuita, è alimentata ogni dalle informazioni di oltre 420mila utenti che volontariamente, ogni giorno, segnalano cantieri, autovelox, semafori che non funzionano, buche. Solo negli Stati Uniti l’applicazione ha 30 milioni di utenti. In Europa sono poco più di un terzo, nel mondo superano i 130 milioni.

Ultima modifica: 20 agosto 2020