Come costruire uno scooter elettrico

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Traffico, inquinamento crescente, aumenti del prezzo del carburante, polizze assicurative sempre più costose, sono davvero numerosi i fattori negativi che rendono i mezzi tradizionali del trasporto privato una soluzione sempre meno efficiente e – ormai ne siamo coscienti – destinata a diventare semplicemente insostenibile nel futuro prossimo. D’altra parte i mezzi di trasporto pubblici difficilmente possono soddisfare le più diverse esigenze di spostamento dei singoli individui nel mondo di oggi, coi suoi ritmi forsennati.

Che fare, dunque? Ebbene, in questo articolo vi proponiamo una soluzione certamente non adatta a tutti, è vero, ma comunque decisamente interessante per i numerosi vantaggi che può offrire (dal rispetto dell’ambiente a quello del nostro portafoglio): lo scooter elettrico fai da te. Come costruirlo? Semplice, basta convertire una bici classica in una bici elettrica. Le possibilità a questo proposito sono diverse.

Bici elettrica: come fare

Il modo più veloce di trasformare una normalissima bici in uno scooter elettrico è utilizzare un kit apposito, piuttosto semplice, come quello commercializzato dalla Rool’in (prezzo compreso tra i 500 e i 700 euro), da integrare alla ruota. La facilità di installazione è sicuramente il punto di forza del kit Rool’in, sebbene richieda più tempo dei soli cinque minuti vantati dall’azienda sulla pagina del suo sito. In realtà, l’installazione può richiedere dai venti ai quaranta minuti circa, a seconda dell’abilità di bricolage di chi se ne fa carico. Si tratta in ogni caso di tempi molto ridotti rispetto a quelli necessari per montare altri kit disponibili sul mercato.

Esistono due varianti del kit Rool’in: quella connessa via bluetooth e quella via cavo. Nel complesso, la sola cosa che differenzia le due versioni è il modo in cui il sensore di velocità comunica con la ruota. Va detto che la versione bluetooth, se ha il merito di accentuare ulteriormente la facilità di installazione, pone però non pochi problemi all’atto pratico. Ricorrendo ad essa si è infatti costretti a collegarsi al proprio smartphone: tirare fuori il telefono, aprire l’applicazione Rool’in, selezionare la modalità di assistenza, sistemare il telefono, infine montare sulla bici. Tutto questo ogni volta che si vuole usarla.

In generale, il modello Rool’in non permette di rimuovere la batteria dalla ruota, il che significa che per ricaricarla è necessario ogni volta portare alla presa di alimentazione tutta la bici: non molto pratico per chi vive in appartamento. Bisogna comunque riconoscere che l’autonomia della batteria è appropriata alle esigenze quotidiane: con 9 ampere, è in grado di sostenere dai 30 ai 50 km senza bisogno di essere ricaricata.

Kit con motore su ruota

A metà strada tra l’ultra-semplicità della Rool’in e il livello di complessità dei kit su pedale, i kit su ruota (prezzi compresi tra i 350 e i 500 euro) rappresentano una buona alternativa per elettrificare la propria bici senza grandi difficoltà. L’installazione può richiedere dalle tre alle cinque ore, coinvolgendo diversi pezzi (una ruota con motore, dei freni, un innesco per accelerare,un piccolo schermo, un sensore di velocità) oltre che i numerosi cavi che vi corrispondono: tanti che possono fare un po’ paura all’inizio. È sufficiente però armarsi di pazienza, del tempo necessario e procedere gradualmente, un passo alla volta. Collegarli correttamente, infatti, non è così difficile come potrebbe sembrare: l’operazione è anzi resa più agevole dai costruttori di solito, poiché ciascun cavo è concepito in modo da incastrarsi solo con il pezzo corrispondente, per cui non si corre il rischio di sbagliare le combinazioni.

Tra i pezzi che compongono i kit non è però compresa la batteria. La cosa può stupire, ma va detto che si tratta di una precisa scelta dei produttori, che preferiscono lasciare al cliente la decisione di quale batteria acquistare, in modo da potere determinare interamente le caratteristiche dello scooter elettrico che andrà a costruire secondo le proprie esigenze (potenza, velocità, autonomia). I produttori di kit su ruota offrono inoltre ampia scelta quanto alle taglie, così da poterli adattare a quasi tutti i modelli di bici.

Kit con motore su pedale

Il kit con motore su pedale rappresenta la soluzione più complessa ma anche la migliore, tecnicamente parlando, per fabbricarsi uno scooter elettrico. Certamente è più difficile da installare: bisognerà infatti sostituire la pedaliera e assicurarsi che la nuova sia compatibile; quindi considerare la coppia del motore, il numero di rapporti del cambio, ecc.

Alla maggiore complessità di questo kit corrispondono inoltre prezzi più alti, che vanno dai 500 fino ai 1000 euro circa, secondo le caratteristiche del modello. La differenza rispetto ai kit su ruota è anche tecnica. Quando il motore è posto sulla pedaliera, infatti, il cambio di marcia influenza direttamente l’effetto del motore sulla rotazione della ruota. Quando si trova sulla ruota invece, poco importa quale sia la marcia inserita, il motore sprigiona sempre la stessa potenza. È evidente, dunque, che il kit su pedale sarà in grado di fornire prestazioni di gran lunga più elevate che non gli altri kit disponibili sul mercato: ciò che ne fa la scelta più adatta per tutti coloro che, ad esempio, amano circolare in montagna.

La questione giuridica

Ma è legale fabbricarsi uno scooter elettrico? Assolutamente sì. Le limitazioni giuridiche a questo proposito non riguardano la fabbricazione quanto piuttosto il suo utilizzo. Le bici o scooter elettrici sono infatti sottomessi a una stretta regolamentazione europea che impone il rispetto di tre regole:

1 – Il motore dev’essere limitato a 250 watt di potenza;

2 – L’assistenza elettrica non deve attivarsi che al momento della pedalata (cioè non può esserci un acceleratore);

3 – L’assistenza elettrica deve disattivarsi automaticamente una volta raggiunti i 25 km/h.

Il grosso vantaggio di fabbricare uno scooter elettrico che sia pienamente legale dipende dal fatto che esso sarà considerato dalla legge alla stessa stregua di una bici classica: dunque nessuna assicurazione è richiesta, né alcuna patente. Non si è neppure obbligati a portare un casco (ma resta comunque fortemente consigliato). Quanto alla batteria, inoltre, non si dà alcuna limitazione legale: il che significa che si è liberi di scegliere quella che garantisce la maggiore autonomia senza infrangere nessuna norma.

Ultima modifica: 10 dicembre 2018