Costi e adempimenti del passaggio di proprietà auto

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Acquistare un’automobile di seconda mano può essere una buona idea, soprattutto se non si ha un grosso budget a disposizione. I canali di vendita delle auto usate sono sempre più numerosi, ma bisogna stare attenti a non incappare il “fregature”. Inoltre, prima di decidere se sia davvero il cassoni acquistare un’auto usata, è sempre bene fare due conti precisi e, soprattutto, inquadrare al meglio lo scenario legislativo del momento. Per esempio, in questo momento, ci sono parecchie città che stanno mettendo al bando l’utilizzo nel centri (e non solo) urbani delle auto a Diesel, anche di quelle relativamente giovani. Per esempio, per dirne una, se si vive e si circola a Milano, oggi non ha praticamente senso – anzi è controproducente – acquistare un’auto Euro 5 o, ancora peggio Euro 4, perché a questi veicoli è di fatto preclusa non soltanto la cosiddetta area C, ma anche la nuova area B. Detto questo, fatte le dovute verifiche, se davvero si opta per acquistare un’auto di seconda mano, è bene essere al corrente circa tutti gli adempimenti burocratici che occorre fare. Il passaggio di proprietà, infatti, comporta la produzione di una documentazione ben precisa – il cosiddetto passaggio di proprietà – e, purtroppo, comporta anche dei costi. Vediamo nel dettaglio che cosa fare, partendo dalla prima discriminante: da chi si sta acquistando il veicolo usato?

Concessionario o privato?

Come si diceva, con l’avvento di internet e con la sua diffusione, sono sempre più numerosi i canali di compravendita di un’autovettura usata. Se prima, infatti, ci si recava dal concessionario chiedendogli di mostraci l’area dedicata ai veicoli usati, oggi non è da escludersi che si acquisti un’auto passando attraverso Facebook, Instagram o chissà quale altro social. Il web è dunque un’enorme piattaforma virtuale dove è possibile fare veri e propri affari, ma dove è altrettanto facile rischiare di prendere delle fregature.

Dunque è sempre bene andare con i piedi di piombo e valutare attentamente le offerte. Meglio diffidare dei prezzi troppo bassi e delle situazioni che sembrano ambigue. In ogni caso, una volta fiutato l’affare, converrà provare il veicolo e dunque procedere, in accordo tra le parti, a recarsi in un luogo dove il passaggio di proprietà avverrà in maniera serena, senza sorprese. In questo senso, sono molte le scuola guida che erogano anche questo servizio.

Altrimenti non resta che andare negli uffici della motorizzazione, considerando però che i tempi saranno più lunghi. Se, invece, si acquista un’auto usata sa un concessionario, allora la parte burocratica non deve assolutamente preoccupare. Saranno infatti gli stessi impiegati della concessionaria a provvedere a tutto, consegnando così al nuovo proprietario un libretto di circolazione perfettamente in ordine.

Passaggio di proprietà, quanto mi costi?

Ma torniamo al caso più “difficile”, quello cioè della compravendita di un’auto usata tra due privati. In questo caso, il primo imprescindibile passo è quello della sottoscrizione – da parte di entrambi – di un contratto di compravendita. A questo punto, hanno inizio i due mesi a disposizione per compire il passaggio di proprietà e quindi aggiornare, con i dati del nuovo proprietario, il libretto di circolazione.

Quanto alle opzioni, sono almeno due quelle tra cui scegliere: si può gestire il passaggio di proprietà in totale autonomia – risparmiando quindi qualcosa, ma sobbarcandosi tutti gli oneri del caso, comprese le file in motorizzazione e in comune per l’autenticazione delle firme – oppure si può optare per il supporto di un’agenzia di consulenza.

Quest’ultima, di fatto un po’ come avviene quando l’auto usata la si compra dal concessionario, non farà altro che sbrigare tutte pratiche, incrementato un po’ i costi, perché deve far pagare la propria consulenza. Naturalmente non esiste una via giusta e nemmeno una via sbagliata, dipende molto dal tempo che si ha a disposizione e dalle capacità di gestire la macchina burocratica.

In ogni caso, il grosso del passaggio di proprietà è da imputarsi all’imposta di registro (che varia al variare della potenza del veicolo) e ad una serie di bolli che devono essere pagati. Fai da te ce la si cava con una spesa intorno ai 150 euro, con l’agenzia, come si diceva, si spenderà di più, ma si risparmierà tempo.

Conservare sempre tutti i documenti

Quando si vende o si acquista un’auto, di sicuro un ruolo centrale lo riviste la burocrazia. Onde evitare problemi (anche molto gravi), è infatti doveroso – anzi obbligatorio – fare il passaggio di proprietà di cui si è appena detto e, anche, conservare tutte le relative “carte”. Può infatti succedere che, per errore, si riceva una multa intestata al veicolo che si è venduto.

In questi casi, per dimostrare la propria estraneità ai fatti, meglio produrre documenti comprovanti che, dalla tarda x e y, non si è più i proprietari di quel veicolo. Solo così si potrà uscire indenni da quello che potrebbe diventare un vero e proprio incubo.

Occhio alla revisione

Ricordiamo infine che acquistare una automobile usata è diverso dall’acquistare una auto nuova perché ci sono una serie di adempimenti di cui tenere conto. Oltre al passaggio di proprietà di cui si è appena ampiamente detto, occorre infatti verificare gli altri adempimenti normativi, uno su tutti quello relativo alla revisione.

Come è noto, infatti, la revisione delle automobili deve essere fatta dopo 4 anni dalla data di immatricolazione e poi, in seguito, con cadenza biennale.

Chi acquista un’auto usata, quindi, dovrà verificare (tra le altre cose) la situazione “revisione” e deve farlo subito, ancora prima di acquistare l’auto: non è detto che il proprietario attuale abbia proceduto ad adempiere tutte le incombenze burocratiche.

 

Ultima modifica: 15 aprile 2019