Cosa si può guidare con la patente A

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Siamo abituati a sentire parlare di patente B, ma in realtà le patenti esistenti sono molte di più. Una nuova legge, poi, complica ancora di più le cose, differenziando ben quindici tipologie di licenze di guida. Tra queste, vi è la patente A, ovvero la patente per la moto. Questa licenza si articola in AM, A1, A2 e A vera e propria. Quali sono le differenze? E quali motoveicoli si possono guidare?

Patente AM

 

Precedentemente chiamata “patentino”, è la patente che consente di guidare ciclomotori, tricicli e quadricicli leggeri di cilindrata inferiore a 50 cm³.

È conseguibile a partire dal compimento dei 14 anni e consente di trasportare un passeggero una volta compiuti 18 anni.

Dal momento che è considerata una patente vera è propria, per ottenerla è necessario superare un esame sia teorico (30 quiz specifici a risposta vero-falso) che pratico (una guida in area attrezzata e una su strada).

Va rinnovata ogni 10 anni sino al compimento dei 50 anni, ogni 5 anni tra i 50 e i 70 e ogni 3 dopo i 70.

Patente A1

 

Il primo passo di avvicinamento alla categoria A è costituito dalla patente A1, quella che consente di guidare motocicli di cilindrata sino a 125 cc con potenza massima di 11 kW. Come nel caso della AM, è possibile trasportare un passeggero una volta compiuti 18 anni.

Anche in questo caso, è previsto un esame teorico (che consiste nel rispondere agli stessi quiz previsti per la patente A) e pratico (in cui si deve utilizzare una moto di cilindrata compresa tra 120 e 125 cc con cambio manuale).

Va rinnovata come la patente AM e tutte le categorie di patente A.

Patente A2

 

Compiuti i 18 anni di età, si può finalmente conseguire la patente A2, per potersi mettere alla guida di motocicli di qualsiasi cilindrata, a patto che non superino i 35 kW di potenza.

Per poter sostenere l’esame pratico è necessario presentarsi con una moto di almeno 400 cc, con una potenza compresa tra i 25 e i 35 kW.

Patente A

 

Infine, vi è la patente A vera e propria, ottenibile a 20 anni compiuti (a patto che si sia in possesso della A2 da almeno due anni), la quale consente di guidare tutti i motocicli senza alcuna limitazione di cilindrata e/o di potenza.

Per passare dalla A2 alla A è sufficiente un esame pratico. Qualora invece non si abbia questo requisito, si può comunque ottenere la patente A, ma bisogna aspettare di avere 24 anni.

All’esame bisogna presentarsi con una moto di almeno 600 cc di cilindrata con potenza minima di 40 kW.

La patente A consente di guidare i motocicli e si articola in AM, A1, A2 e A.

La differenza tra le varie tipologie consiste nella cilindrata di moto che si possono guidare.

Si parte dalla AM (motocicli sino a 50 cm³) per arrivare alla A, con cui si possono guidare tutte le moto senza limitazioni.

Ultima modifica: 21 marzo 2017