Che cosa è l’ecotassa per salvare la panda: guida

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L’inquinamento atmosferico causato dalle emissioni di CO2 delle automobili accomuna tutte le città e metropoli del mondo. Anche l’Italia non è immune a questo tipo di inquinamento. Nel nostro Paese la maggior parte delle città è dotata di centrali per il controllo della qualità dell’aria e quando si superano i limiti di tolleranza di emissione di CO2 città come Roma, Milano, Napoli o Torino ricorrono alle ‘Giornate senza auto’. Giornate in cui la circolazione è consentita esclusivamente agli autoveicoli autorizzati (Esempio mezzi di soccorso e delle forze dell’ordine) e a quelli ‘green’ (Esempio le auto elettriche e ibride). Una vecchia soluzione adottata era quella della circolazione a targhe alterne che nel corso del tempo non ha dato i risultati sperati in fatto di lotta all’inquinamento atmosferico.

L’Unione Europea ha fissato l’obiettivo di ridurre del 30% le emissioni inquinanti di Co2 entro il 2030 incoraggiando la sostituzione dei mezzi a benzina e diesel con mezzi meno inquinanti come le automobili ibride. Infatti, sul banco degli imputati sono finite le automobili a benzina e in particolare quelle a diesel, ritenute le più inquinanti e le prime a rischio estinzione. L’Italia dal canto suo si ritrova a dover fare i conti con un parco auto vecchio e inquinante e così per favorire il ricambio dei mezzi a motore per il triennio 2019-2021 il Governo ha dato il via agli incentivi per la rottamazione. Incentivi governativi suddivisi in due categorie: Ecobonus ed Ecotassa. Quest’ultima ha agitato per diversi giorni i sogni dei proprietari di utilitarie come la Fiat Panda. Ma vediamo più nello specifico cosa comporta l’ecotassa per salvare la Panda.

Ecobonus con o senza rottamazione

L’Ecobonus prevede una serie di incentivi per chi decide di acquistare auto ecologiche come quelle elettriche e le ibride. Gli incentivi statali sono riservati ai modelli di automobili con emissioni di CO2 di 70 g/Km o inferiori e prevedono due fasce. In origine le fasce erano tre. La fascia compresa dai 70 ai 90 g/Km di CO2 è stata eliminata in seguito. Andiamo nel dettaglio dell’Ecobonus. Come affermato gli incentivi sono suddivisi in due fasce collegate al quantitativo di emissioni di CO2. La prima fascia è quella più vantaggiosa ed è tra 0 ai 20 g/Km con un contributo di 6mila euro con la rottamazione del proprio veicolo mentre scendiamo a 4mila senza. Nella fascia che va dai 21 ai 70 g/Km di Co2 gli incentivi risultano più leggeri. In caso di acquisto con rottamazione il contributo erogato è di 2.500 euro che scende a 1.500 euro con il solo acquisto del veicolo.

Ricordiamo che la rottamazione della propria automobile non è obbligatoria ed è prevista per i veicoli con omologazione Euro 4 o inferiore. Inoltre è previsto un tetto massimo del prezzo delle vetture oltre il quale non è applicato il contributo. Limite fissato a 45mila euro Iva esclusa (55mila euro Iva inclusa).

Ecotassa prima versione

Durante le prime discussioni riguardanti il DDL Bilancio 2019 si è deciso di approvare il sistema ‘Bonus Malus” per le nuove immatricolazioni di veicoli per il triennio 2019-2021. Una soluzione per favorire lo svecchiamento dell’ormai obsoleto parco automobilistico italiano, strizzando l’occhio all’ecologia e alla diminuzione delle emissioni inquinanti di CO2. Se l’Ecobonus (Bonus) premia i futuri acquirenti ‘green’ con incentivi che possono variare da un minimo di 1.500 euro e i 6mila euro, l’Ecotassa (Malus) penalizza quelli ‘tradizionali’ con degli aumenti sul costo del veicolo.

L’Ecotassa scatta per tutti i veicoli con emissioni di CO2 superiori ai 110 g/Km. Entro i 110 g/Km di Co2 si esenti sia dall’Ecotassa, sia dall’Ecobonus ma dai 111 fino ai 120 g/km Co2 la tassa è stata fissata a 150 euro. Mentre tra i 121 e i 130 g/Km è di 300 euro e così via salendo fino ai 3mila euro per le automobili con oltre 250 g/Km di CO2. Nessuna distinzione tra utilitarie e auto di lusso e SUV. Una decisione che ha creato molti malumori tra le case automobilistiche e al tempo stesso molte proteste tra gli automobilisti. In molti hanno fatto notare che l’Ecotassa così com’era percepita rischiava di penalizzare chi voleva acquistare delle utilitarie in primis la Fiat Panda. Facendo nascere un vero a livello nazionale un ‘Caso Panda’.

Il Caso Panda

Appena pubblicati i termini degli incentivi auto per il triennio 2019-2021, l’opinione pubblica non ha tardato a esprimere il suo parere. Parere negativo che ha innescato il ‘Caso Panda’. La Fiat Panda è considerata dalla maggior parte degli utenti, l’utilitaria più acquistata nel nostro Paese. Preferita per la mobilità e in particolare per il prezzo accessibile a tutti. Prezzo che con i parametri degli incentivi 2019 sarebbe aumentato di 300 euro per la Fiata Panda modello 1.2 Pop (125 g/Km di CO2).

E tutto per il superamento del limite delle emissioni di CO2. Una tassa che colpiva, non solo, la Fiat Panda ma la maggior parte delle utilitarie delle maggiori case automobilistiche.

Nuova Ecotassa salva Panda

Le proteste nei confronti dell’Ecotassa ‘Anti-Panda’ sono riuscite ad ottenere l’effetto sperato di una revisione della stessa. Alla fine il Governo ha rivisto la parte ‘Malus’ degli incentivi automobili per il triennio 2019-2021. A questo punto le fasce sono state rimodulate in maniera tale da far rientrare la Fiat Panda e la maggior parte delle utilitarie delle altre case automobilistiche nella fascia Ecobonus. La soglia di 110 g/Km è stata aumentata fino a 160 g/Km di emissioni CO2. Una decisione che ha di fatto ‘salvato’ la Fiat Panda come il modello 1.2 Pop (125 g/Km di emissioni CO2) dalla sovrattassa di 300 euro sul prezzo del listino.

Ecco le quattro fasce per l’Ecotassa: Dai 161 ai 175 g/Km Co2 si pagherà 1.100 euro di tassa (Esempio la FIAT Doblò 1.6 Multijet Trekking); dai 176 ai 200 g/Km CO2 si pagherà 1.600 euro (Esempio la BMW X3 xDrive M4i). Le ultime due fasce sono quelle più cara. Dai 201 ai 250 g/Km di emissioni CO2 l’aumento registrato sarà di 2mila euro (Esempio la Land Rover Discovery Sport 2.0 Si4) mentre oltre i 251 g/Km CO2 l’aumento sarà di 2.500 euro (Esempio l’Aston Martin DB11V12 Coupé).

Ultima modifica: 14 gennaio 2019