Cosa sono e come funzionano i limitatori di velocità

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Da alcuni anni a questa parte tra gli apparati che possono contribuire alla sicurezza stradale sono comparsi i cosiddetti limitatori di velocità. La loro funzione principale – la più pratica ed evidente, quantomeno – è evitare al guidatore di vedersi applicare multe per eccesso di velocità (con annessa e altrettanto spiacevole perdita di punti sul permesso di guida).

Limitatori di velocità: cosa sono e a chi conviene montarli

Anche se non siete espertissimi, avrete notato che negli ultimi modelli di auto accanto al tasto che comanda il cosiddetto “cruise control” ce n’è un altro che serve a impostare un limite di velocità a piacimento dell’automobilista.

In buona sostanza, e come s’è accennato sopra, si tratta di un apparato il cui scopo è contribuire alla sicurezza stradale limitando la velocità massima alla quale possiamo spingere il nostro veicolo. Detto in altro modo, il limitatore di velocità interviene a frenare la vettura quando essa raggiunge la velocità massima pre-impostata col limitatore medesimo.

Supponiamo per esempio di viaggiare in autostrada: per essere sicuro di non superare il limite, il guidatore può impostare il limitatore sui 130 chilometri all’ora ed essere quindi certo di non incappare in una multa per eccesso di velocità.

Quanto a chi conviene montare i limitatori di velocità, sicuramente, e per evidenti ragioni, conviene a chi ha precedenti per essersi addormentato alla guida.

Un sistema, due modalità

Il sistema può funzionare con almeno due modalità differenti. Una decisamente più intrusiva, l’altra più amichevole. La più intrusiva comporta che il limitatore faccia tutto da solo, nel senso che il meccanismo impedirà alla macchina di accelerare ulteriormente non appena raggiunta la velocità massima impostata.

La meno intrusiva e amichevole comporta invece lo scattare di un semplice allarme non appena l’auto arriva a toccare la velocità prevista come limite massimo: in questo caso spetterà ovviamente al guidatore sollevare il piede dall’acceleratore e salvarsi così da una potenziale contravvenzione o comunque dal contribuire a creare una situazione di pericolo. Nei sistemi più avanzati è l’automobile stessa a “capire”, diciamo così, qual è la velocità più corretta da tenere in relazione alle varie caratteristiche del percorso: urbano, extra-urbano, in salita, in discesa e così via.

Grazie poi a telecamere installate sul davanti della macchina, l’intelligenza artificiale che “governa” il limitatore può “leggere” i segnali stradali lungo il percorso e quindi adeguare l’andatura a seconda delle indicazioni immagazzinate. In questi casi il pedale dell’acceleratore offrirà al pilota una certa resistenza alla pressione, di modo che il guidatore sarà quasi inconsapevolmente indotto a rispettare i limiti.

Va detto, peraltro, che nella maggior parte dei sistemi più evoluti il guidatore può, diciamo così, “contestare” la decisione del limitatore semplicemente premendo più a fondo l’acceleratore.

Come a dire, “il padrone sono ancora io, non il computer”.

Ultima modifica: 4 aprile 2019