Cosa è il corpo farfallato di un motore auto

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Il cofano della nostra auto molto spesso nasconde elementi che non conosciamo e che forse non ci interessa nemmeno conoscere. Se alcuni anni fa tutti erano capaci di dare una pulita alle candele e far ripartire un motore ingolfato con poche e semplici operazioni ora le cose sono un po’ più complicate perché in tutte le auto domina l’elettronica e la stragrande maggioranza dei motori sono realizzati in un blocco quasi unico con caratteristiche ben precise. Tra gli elementi nascosti e fondamentali del motore moderno c’è il cosiddetto corpo farfallato.

Il corpo farfallato, il polmone che fa respirare del nostro motore

Dare una definizione non troppo tecnica e che consenta a chiunque di capire di che cosa stiamo parlando non è facile: di fatto il corpo farfallato è una sorta di collettore, a volte meccanico, più spesso elettromeccanico perché collegato a una centralina, il cui compito è quello di arricchire di aria la miscela che si va a creare nella camera di combustione. Si tratta di un piccolo collettore di metallo che collega la parte esterna del motore con il cilindro che è il cuore pulsante del motore, là dove avviene l’esplosione che genera la trazione.

Il termine “farfallato” trae origine dalla valvola che alimenta il flusso che ricorda per l’appunto la sagoma di una farfalla: il collettore del corpo ospita questa regolazione di aria all’interno del cilindro. La valvola del corpo farfallato è uno strumento raffinato e preciso a dispetto delle sue dimensioni estremamente contenute: il primo strumento per regolare la valvola era un cavetto, un tirante che era collegato direttamente all’acceleratore. In alcuni telefilm americani, ma anche nelle numerose trasmissioni che vanno così di moda ultimamente nelle quali si parla del recupero di vecchi modelli, è facile vedere in bella mostra un cavetto teso agganciato a un’asola che si apre e si chiude non appena il piede si appoggia o si alza dall’acceleratore. Per chi ama i motori vecchio stile è un’immagine piuttosto affascinante ed evocativa.

L’elettronica ovviamente ha cambiato moltissime regole e dinamiche all’interno del motore: oggi l’acceleratore manda un impulso a un sensore a seconda della sua inclinazione e questo apre o chiude la farfalla. Quando si accelera, il sensore comanda alla farfalla di aprirsi per arricchire la miscela di combustione e avere una resa maggiore. Quando si deceler,a la farfalla riduce l’apporto di aria, la miscela di combustione diventa meno ricca e la spinta si riduce.

Dal corpo farfallato arriva l’aria necessaria a provocare la combustione

Lo scopo del corpo farfallato è semplice: avere un motore più competitivo, evitare qualsiasi incoerenza tra il comando che parte dall’acceleratore e quello che avviene all’imbocco della camera di scoppio. La storia del corpo farfallato è piuttosto recente e il sistema meccanico, in se stesso è tutto sommato elementare: a fare la differenza è la componente elettronica che anche se toglie un po’ di fascino e di romanticismo eliminando il vecchio tirante a cavo, consente una maggiore precisione ed efficacia.

All’interno del corpo farfallato l’aria entra in modo del tutto naturale, senza l’ausilio di alcuna pompa: quando nel cilindro avviene l’esplosione, il pistone scende e il cilindro si riempie di aria. Con il passare degli anni il corpo farfallato si è evoluto anche per rispondere alle domande sempre più esigenti di un pubblico quasi incontentabile quando si parla di motori e di prestazioni. Ad esempio in molti motori, al corpo farfallato si è aggiunto un secondo condotto che interviene per bypassare la valvola principale e alimentare di aria il cilindro in caso di necessità. La centralina di iniezione sotto questo aspetto gioca un ruolo assolutamente decisivo e in vent’anni i progressi in termini di precisione, di velocità e di efficacia sono stati assolutamente straordinari anche se tutto quello che una volta era meccanico ora è esclusivamente elettronico.

Come difendere il corpo farfallato e preservarlo da usura e guasti

Il corpo farfallato è un elemento – come detto – fondamentale che viene spesso sottoposto a un forte stress dinamico: si tratta di una componente solida, collaudata per resistere ad altissime temperature e per molte migliaia di chilometri ma di fronte a una tale sollecitazione è normale che il condotto possa incrinarsi o addirittura rompersi. In caso di guasto là dove è previsto un accavallamento di un secondo corpo farfallato spesso il motore riesce a resistere fino all’assistenza: diversamente il motore si spegne.

Il cilindro non riceve più aria e la combustione non avviene. I corpi farfallati più comuni e diffusi hanno un TPS, throttle position sensor, si tratta di un sensore che evidenzia la posizione di erogazione della valvola. Di solito il malfunzionamento del TPS è uno dei primi motivi che portano alla sostituzione di un corpo farfallato: la valvola non deve avere alcun gioco, non ci deve essere alcuna infiltrazione esterna all’interno del corpo. Molto spesso, proprio per il suo lavoro incessante, il corpo farfallato finisce per accumulare sporco e detriti, incrostazioni dovute magari anche allo sporco che si deposita sul motore e che con il caldo si “caramella”. In gergo questi detriti si chiamano morchia. Pulire dall’esterno il corpo farfallato è relativamente semplice: esistono in commercio spray lubrificanti che vanno a rigenerare il condotto ma se ci sono danni al corpo in se stesso e nella sua completezza occorre sostituire tutto.

Molti appassionati di meccanica decidono di misurarsi con questa operazione che richiede parecchia cautela e attenzione, soprattutto se ci si confronta con motori di vecchia generazioni nei quali bisogna smontare l’ancoraggio dell’acceleratore con il tirante e poi gli sfiati. Diversamente ci si rivolge a qualche meccanico specializzato: se non ci sono complicazioni l’operazione costa circa due ore di lavoro, un pezzo originale online si trova intorno ai 130€ per le auto di marca più comuni e popolari. Un’ultima curiosità: quello che tutti conoscono come corpo farfallato è conosciuto da molti meccanici anche con un altro nome, valvola di strozzamento. Il meccanico tuttavia può attendere: se si esegue periodicamente una pulizia del motore, anche non invasiva senza getti ad altissima pressione, e si rimuove lo sporco dai collettori e dal corpo farfallato effettuando regolarmente la pulizia e la sostituzione dei filtri, tutto andrà bene.

Ultima modifica: 7 giugno 2019