Quando conviene fare la patente da privatista?

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Prendere la patente è il sogno di ogni diciottenne: si contano i giorni, persino le ore che ci dividono da quel fatidico momento. Ci siamo passati tutti, del resto.

La patente da privatista

Patente di guida è per tantissimi sinonimo di autoscuola, ore di studio sui quiz e in aula per ricordare il colore di quella lucina che in futuro magari non guarderemo nemmeno più. Ma per superare lo scoglio esame, e poi la sempre insidiosa prova di guida, ci sono poche alternative alla frequentazione degli appositi corsi presso le scuole di guida. C’è pure tutta la parte burocratica, che in Italia non manca mai, da portare a termine con successo.

Bisogna dunque conoscere i termini esatti di ogni adempimento. Ottenere la patente di guida, però, non è prerogativa dei soli iscritti a una scuola. Si può riuscire nell’impresa anche da “battitori liberi”, o per dirla tecnicamente, da “privatisti”. Non è impossibile ma è bene chiarire che ci sono vantaggi e svantaggi di questa scelta. Valuta insieme a noi quando conviene fare la patente da privatista.

I pro e i contro di una scelta da conoscere bene

Per molti prendere la patente da privatista non è una decisione per così dire stravagante, un vezzo, ma una necessità. Per le persone che hanno un lavoro incompatibile con gli orari della scuola guida, per chi vuole fare economia sui costi dell’autoscuola, per le mamme che devono accudire i bambini piccoli, poter saltare la presenza ai corsi è fondamentale.

Si può dunque dire che i principali vantaggi di un percorso da privatista sono l’abbattimento dell’iscrizione alla scuola guida che mediamente si aggira tra i 700 euro e i 1.000 euro di solo corso, cui sommare le spese di istruzione della pratica. Spese da cui si è esonerati se si procede da privatisti, con un risparmio quantificato in circa 200 euro.

Ma il vantaggio più considerevole, come dicevamo in precedenza, è rappresentato dalla possibilità di autogestire tempi e modalità dello studio, esercitandosi sulle dispense on line. In rete ci sono ottimi simulatori della prova d’esame a quiz e apposite applicazioni. Ma siccome la nostra bella Italia non è soltanto la patria di Leonardo, Michelangelo e Raffaello, va messa nel conto pure la abbondante mole di incartamenti da produrre per iscriverci.

Nel caso, presso gli uffici postali e la Motorizzazione bisognerà consegnare la domanda sul modulo TT2112, un certificato medico anamnestico propedeutico a un secondo certificato in marca da bollo da allegare a una fototessera, 2 fotocopie dello stesso, 2 fotocopie del documento d’identità, la certificazione per la prenotazione dell’esame guida.

Ultima modifica: 19 agosto 2021