Come scegliere una moto da enduro

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Parliamo non della solita motocicletta, ma di un mezzo adatto a un target preciso di appassionato delle due ruote: non ha bisogno di grandi comodità, non è orientato per i lunghi viaggi, si muove indifferentemente nel traffico urbano e sui terreni accidentati, non disdegna qualche puntata sui circuiti adatti all’off road; oppure è un principiante che vuole accostarsi al mondo delle due ruote partendo dalla moto da enduro.

Moto da enduro per chi non bada alla velocità

E’ una scelta impegnativa, ma che non tradirà mai chi vuole provare l’ebbrezza della potenza e della sfida sui terreni più impervi. La velocità, che solitamente viene associata al concetto di moto, c’entra poco. Chi si indirizza sull’enduro bada poco anche ai consumi e predilige il rumore del “tutto gas” e sa sporcarsi anche le mani se è necessario.

E’ una filosofia completamente diversa dal gran turismo, dal motoraduno, dalla praticità di un maxi scooter. E l’appassionato di moto da enduro non ha nemmeno la fisima per la cilindrata, anzi, sa bene che un 125 è un ottimo livello per cominciare ad avvicinarsi a questo mondo e anche per divertirsi tanto. Chi passa a una cilindrata superiore, di solito ha già maturato una notevole esperienza, sia su strada, sia su circuito o simili.

Per scegliere una buona moto da enduro, ci sono le solite considerazioni iniziali da fare e valgono per chiunque: principiante o esperto. Valgono, in verità, per qualsiasi mezzo.

Nuovo o usato?

E’ la prima domanda da porsi, ma qui entra in gioco anche la disponibilità economica. Un budget limitato, e parliamo sempre di qualche migliaio di euro, costringe a valutare un buon usato, anche recente. Basta solo scegliere il periodo giusto. E’ infatti più che probabile, che a fine estate si possano trovare modelli molto recenti a un prezzo più che ragionevole.

Una moto appena uscita dalla concessionaria perde immediatamente il 22 per cento circa del prezzo originario. Si tratta dell’Iva dovuta per l’acquisto del nuovo. E a disfarsi di modelli appena acquistati in genere sono o i pentiti della scelta, perché immaginavano di acquistare una moto più versatile, o chi sfrutta formule leasing che consentono di cambiare spesso modello.

Le ragioni possono essere le più disparate e non resta che approfittarne. Per una moto nuova valgono le considerazioni iniziali: se si è principianti, meglio orientarsi su un 125 per prendere la mano con questo particolare tipo di moto. Sarà più leggero e più agile da guidare per districarsi nella varie situazioni. Poi con il tempo e con l’esperienza sarà più semplice montare una modo da enduro di cilindrata superiore.

Che la scelta ricada su un modello europeo o giapponese, poi, è una questione di gusti e di caratteristiche, le stesse da tenere in considerazione quando si valuta un modello usato. E’ qui che bisogna prestare una maggiore attenzione e magari, se non lo si è, farsi consigliare da qualcuno più esperto. Per trovare delle buone occasioni, un giro tra i siti specializzati su internet può essere un buon inizio, se non si ha un rivenditore di fiducia. Bisogna poi passare a un esame accurato della moto.

Riconoscere una buona moto da enduro usata

E il primo step per riconoscere una buona occasione da un “pacco” sta nella verifica dei tagliandi. Tutte le case produttrici forniscono l’elenco dei tagliandi obbligatori, ma produttori come KTM e Husqvarna forniscono un elenco storico di tutti i tagliandi effettuati. Sarà quindi possibile farsi un’idea precisa di come ha vissuto la moto, di quali problemi sono stati riscontrati e se c’è qualche sorpresa da aspettarsi dopo l’acquisto.

Molto, in proposito, può dire anche la provenienza. Le condizioni ambientali incidono molto sullo stato d’uso. Una moto che avrà “lavorato” parecchio nella sabbia sarà sicuramente più attraente, ma in questo caso c’è da verificare attentamente lo stato del motore. Occhio anche al radiatore: che abbia sempre le alette degli elementi ben dritte e non piegate e attenzione a eventuali saldature.

A proposito di saldature: alcune possono essere sospette, come quelle sul carter del motore, che potrebbe avere i coperchi alquanto usurati. Le saldature indicano anche lo stato di salute del telaio e del forcellone. Se sono spianate, avrete di fronte una moto molto vissuta, che potrebbe presentare saldature anche nella zona canotto di sterzo. Anche il rumore dell’impianto di scarico dice molto. Potrebbe vibrare perché i supporti elastici sono particolarmente usurati. E va quindi verificato attentamente l’ancoraggio.

Attenzione ai rumori eccessivi

Un po’ di rumore in una moto enduro è assolutamente normale, troppo indica che qualcosa non va. Una prova per verificare quanto la moto abbia corso e come, sta nello stato di usura dei piedini della forcella. Se si presentano male, abbandonate l’idea: il monoammortizzatore è un elemento importante. Le sue vibrazioni, quando non è chiuso bene o presenta i cuscinetti molto consumati, si avvertono anche sul piano della sella.

Quando si mette in moto se ci sono difficoltà, se impiega troppo, potrebbero nascondersi problemi al motore. In generale diffidate di moto da enduro usate che abbiano un aspetto lucido e brillante. Non è nella loro natura.

Moto che presentano quel po’ di carrozzeria che c’è un po’ graffiata e comunque vissuta, forse avevano un proprietario che badava poco all’estetica, con lavaggi meno frequenti, ma teneva di più alla lubrificazione e alla struttura in generale. E’ possibile che le moto lavate nascondano fango dietro i profili delle plastiche, tra il paramotore e il motore-telaio o in altri punti più nascosti.

Significa che il lavaggio è stato eseguito male. In generale gli acquisti da privati vanno valutati sempre con una particolare attenzione, anche perché non esiste poi una garanzia sull’acquisto. Dietro un buon affare può nascondersi facilmente una brutta sorpresa, parlando appunto di moto che hanno un particolare impiego.

L’acquisto da un rivenditore offre sicuramente maggiori tutele e resta ferma, sull’usato, la garanzia di un anno sulle parti meccaniche e su altro in base ad accordi specifici. Acquistando da un rivenditore si avrà sicuramente accesso allo storico dei tagliandi e sarà più facile risalire alla provenienza originaria della moto e al proprietario precedente. Tutta la documentazione in tal senso dovrà essere in ordine. E’ un aspetto non secondario se poi si vuol rivendere la moto.

Ultima modifica: 13 dicembre 2018