Come guidare la Ferrari per un giorno: guida e consigli

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Esistono mini corsi di guida apposta per imparare a guidare una Ferrari in men che non si dica. Perché se pensate che avere una patente anche da tanti anni, aver guidato diversi tipi di auto, anche abbastanza veloci, siano condizioni necessarie e sufficienti per mettersi al volante di una Rossa di Maranello, che non sia uno dei bolidi di Formula 1, allora finire fuori pista sarà sicuramente il meno che possa capitare.

Ferrari, cosa si prova al primo impatto

Per chi non ha mai provato l’emozione di sedersi sulla pregiata selleria di una Rossa, ecco: basterà appena sedersi nell’abitacolo osservare un po’ il cruscotto, mettere in moto e avvertire non soltanto il potente rombo del motore, ma una sensazione profonda di vuoto allo stomaco.

Si chiama “inesperienza” e se si è alla guida di una Ferrari può provocare grandi danni, non soltanto a chi pretende di guidare, ma anche, ovviamente alla vettura.

E’ importante comprendere che una Ferrari, rispetto a tutte le altre auto, sviluppa una potenza e una velocità tali in pochissimi secondi, che le reazioni da parte di chi guida devono essere più che immediate.

Tutto questo si riassume in un concetto semplice quanto difficile da rispettare per chi è abituato a guidare auto normali.

Ferrari, una supercar più veloce del pensiero

Una Ferrari è in grado di eseguire i comandi in tempi ridottissimi, secondi, pochissimi secondi.

E non è soltanto l’accelerazione che passa da 0 a 100 chilometri orari in 3 secondi e arriva a 200 chilometri orari in meno di 10 secondi. Anche il cambio delle marce, sia in ascesa, sia in scalata, è rapidissimo.

Qualunque manovra si esegue in un tempo così ridotto, che ripensarci diventa davvero difficile per chi non è abituato alla guida di una supercar. Bisogna fare i conti per esempio con l’aerodinamica mobile di una Ferrari 458 Speciale, con l’uso dei flap.

E’ opportuno quindi, che si tratti di una prima prova per poi acquistare una Ferrari, o che sia un semplice giro di un giorno, provare su una pista, invece di avventurarsi su un percorso variabile che richiederebbe, se si vuole provare appena l’ebbrezza della velocità e della potenza di una Ferrari, attenzioni e capacità da vero pilota.

Meglio ancora se un primo giro di prova viene eseguito con qualcuno accanto che sappia consigliare le manovre opportune al momento giusto. E’ questione di qualche minuto, poi, superato il primo impatto, delle Ferrari colpirà l’estrema semplicità di guida.

Ultima modifica: 15 marzo 2019