Come funzionano le sospensioni della moto

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Le sospensioni della moto svolgono un ruolo importante. Percorrere una strada andando come sul velluto. Una sensazione di grande piacevolezza e una condizione di sicurezza importante. Quando questo accade dobbiamo dire grazie a quei congegni spesso nascosti alla nostra vista, anche bruttini in verità, ma fondamentali: le sospensioni.

Cosa sono le sospensioni della moto

Se sull’automobile, le sospensioni hanno un’importanza rilevante, sulle due ruote ne hanno ancor più, soprattutto ai fini della sicurezza dei centauri. Esse sono costituite principalmente da due elementi anteriori che si divaricano per “abbracciare” il pignone della ruota, ovvero le forcelle.

In commercio, specie da qualche tempo a questa parte, riscuotono un certo successo i modelli di moto che non montano le due classiche forcelle ma un sistema di leveraggio con ammortizzatori installati sulla sezione anteriore. Altre motociclette sono invece dotate del doppio ammortizzatore posteriore al posto del classico mono ammortizzatore. E veniamo dunque ad affrontare il tema di partenza: come funzionano le sospensioni delle moto?

Come funzionano

In sintesi, la sospensione di una moto è costituita da una molla metallica semi-flessibile e resistente al contempo, in grado di sostenere un peso, e da un sistema idraulico deputato a smorzare le oscillazioni prodotte in seguito alle sconnessioni del fondo stradale, ai cambi di posizione, agli spostamenti di peso improvvisi sull’avantreno in fase di frenata, o sul posteriore quando si dà gas.

È possibile regolare le sospensioni di una moto intervenendo sulla rigidità della molla. Questo tipo di regolazione prende il nome di “pre-carico” della molla. In tal modo si potrà rendere più lento o più veloce il freno idraulico del ritorno, detto anche freno in estensione. Questo per quanto attiene alle moto di serie. Per quelle da competizione, i meccanici sono soliti intervenire sulla regolazione dei fluidi (lenti e veloci). Va poi considerata la tipologia delle sospensioni note come “semi attive“, ovvero in grado di cambiare i loro settaggi durante la marcia in funzione delle condizioni di guida.

Una piccola rivoluzione secondo gli addetti del settore, paragonata addirittura all’introduzione dell’elettronica nei motori diesel negli anni ’90. La regolazione semi-attiva sancisce il primo vero salto generazionale dopo decenni di sostanziale stasi del settore. Tutte le innovazioni meccaniche introdotte sulla forcella teleidraulica e sul monoammortizzatore nel corso degli anni, come la pressurizzazione dei circuiti dell’olio o l’introduzione dei rivestimenti anti-attrito, risultano solo piccoli affinamenti nemmeno paragonabili alle potenzialità di un sistema in grado di interagire in tempo reale con tantissime variabili esterne, dallo stile di guida del pilota al particolare momento del percorso, e finanche alle condizioni punto per punto del manto stradale.

Ultima modifica: 3 maggio 2022