Come funziona il tassametro dei taxi

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Si dice tassametro, tipicamente, lo strumento che effettua il calcolo dei prezzi di un taxi, sulla base del combinato disposto tra la distanza percorsa e il tempo impiegato.

Origini del tassametro

La sua invenzione originaria è probabile che si debba all’illusionista francese Jean Eugène Robert-Houdin ma, poi, il tassametro fu reinventato e attualizzato dal tedesco German Wilhelm Bruhn (nel 1891). Dopodiché, venne utilizzato dai tassisti di tutte le principali città dell’Europa.

Si tratta di uno strumento che si propagò molto rapidamente, anche perché permetteva alle società di trasporto di controllare quanto gli autisti avevano incassato per davvero.

Confronti con l’estero

Oggi il taxi è un servizio a cui si ricorre a tutte le latitudini ma, com’è naturale, la sua disciplina e il concreto calcolo delle tariffe cambiano non solo da Paese a Paese, ma anche da città a città.

Da noi l’impressione diffusa è che il costo del tassì sia molto più alto che in altri Paesi europei. Se però si vanno a vedere i dati reali, si scopre che in realtà le tariffe dei taxi italiani sono mediamente in linea con quelle del resto d’Europa e del mondo. In certi casi, anzi, sono addirittura inferiori.

Comunque sia, se avete bisogno del servizio taxi, è consigliabile consultare a priori i prezzi, così da non incorrere in spiacevoli sorprese. Vediamo di capire come questo funzioni nel nostro Paese, così da renderci conto, la prossima volta che vorremmo prendere uno di questi mezzi, come viene calcolato il prezzo della nostra corsa.

Disciplina italiana

In Italia, in genere, funziona così: il taxi è, tecnicamente, un servizio di trasporto non di linea. La disciplina che lo regolamenta è piuttosto articolata e complessa. Diciamo che la Legge Quadro del 1992 dà solo delle indicazioni di massima, mentre si affida alle Regioni e ai Comuni il compito di stabilire in concreto come si fanno le tariffe.

In sostanza, nei singoli casi occorre andare a scartabellarsi i regolamenti regionali e comunali. La tariffa è a base multipla se si tratta di una corsa cittadina, mentre è a base chilometrica se si tratta di una corsa extra-urbana.

A base multipla” vuol dire che il prezzo è calcolato tenendo conto del tempo impiegato e dei chilometri percorsi. Sul prezzo possono peraltro incidere diversi fattori. Per esempio il carattere notturno della corsa: di regola è una corsa notturna quella fatta tra le dieci di sera e le sei di mattina. C’è poi, di solito, un supplemento per i festivi, nonché, un fisso per la chiamata al radio taxi.

Ricordate, infine, che la tabella con le tariffe deve essere obbligatoriamente esposta all’interno del mezzo.

Ultima modifica: 28 novembre 2018