Come diventare un soccorritore stradale

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Il soccorritore stradale è una di quelle professioni che potrebbe non conoscere orari, ma a fare qualcosa per il prossimo c’è sempre da guadagnare, quanto meno in soddisfazioni. Si intraprende questa professione soprattutto se si ha una spiccata propensione per le soluzioni immediate. Per il resto c’è un percorso ben preciso da seguire, sia per la formazione professionale, sia per le pratiche burocratiche.

Soccorritore stradale, i primi passi da fare

E’ un servizio che offrono molte officine meccaniche e, se siete già titolari di un attività simile, diventare soccorritore stradale sarà un passo semplicissimo: basterà inserirlo tra i servizi che la vostra officina già fornisce e dotarsi di un carroattrezzi omologato, dando per scontato che già si possiede una patente di guida di tipo CE o DE.

Attenzione però a distinguere tra l’attività di trasporto e quella di soccorso stradale. Nella prima ipotesi il carroattrezzi viene utilizzato semplicemente per trasportare un mezzo da un posto a un altro.

Nel secondo caso l’addetto opera un intervento di soccorso di un veicolo in panne. Può anche prestare un servizio di riparazione in loco. Se invece avete in mente di cominciare questa attività, mettete in conto di dover investire una cifra importante e di dover attivare un iter burocratico complesso e forse anche piuttosto lungo.

Sarà necessario infatti aprire un’officina meccanica, prima di attivare un servizio di soccorso stradale: questo significa dover ricercare un locale idoneo, attrezzarlo per l’uso che se ne vorrà fare, rispettare tutta la normativa igienico sanitaria, di sicurezza nei luoghi di lavoro, di idoneità dei locali all’uso stabilito. Per farlo, se non doveste rilevare un’attività simile già avviata, sarà necessario aprire una partita Iva, ottenere le licenze comunali necessarie e le certificazioni di idoneità per quanto riguarda le emissioni.

Soccorritore stradale, l’iter burocratico

Per diventare soccorritore stradale bisognerà iscriversi al Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio della provincia in cui si localizza l’attività e aprire le posizioni Inps e Inail per sé e per eventuali dipendenti. Fatto questo, occorre poi dotarsi del mezzo idoneo, che sia omologato per il trasporto speciale, come attesterà la Direzione dei Trasporti Terrestri.

L’autorizzazione a esercitare questo tipo di attività va invece richiesta alla Motorizzazione Civile della provincia nella quale ha sede l’impresa.

Infine, non è indispensabile l’iscrizione all’Albo autotrasportatori in conto terzi, ma sarà invece molto utile stipulare convenzioni con compagnie assicurative e magari con l’ACI, tenendo però in conto di dover dare una disponibilità 24 ore si 24 e 7 giorni su 7, anche in caso di festivi.

Ultima modifica: 13 febbraio 2019