Come aprire una concessionaria auto

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Dalla passione per le auto, per i motori in generale, può nascere un’attività, un lavoro, anche redditizio. Ma la passione da sola non è sufficiente per aprire una concessionaria auto. Rispetto alla scelta di avviare un’autosalone, può rivelarsi un percorso ben più impegnativo e oneroso.

Tuttavia le soluzioni per affrontare soprattutto lo scoglio dell’investimento iniziale ci sono e non sono poi così lontane dalle possibilità di chi non può permettersi un impegno economico di una certa portata.

Concessionaria auto o autosalone?

La prima opzione da valutare è se rilevare una concessionaria auto esistente o aprire una nuova. Nel primo caso, se ci fosse questa disponibilità, i vantaggi possono essere diversi: una presenza sul territorio già consolidata, una reputazione affermata, nel bene e nel male e la fase di avviamento già superata, con tutto quel che ne consegue: allestimento, adeguamento alle normative, personale già qualificato, e struttura già avviata.

E’ possibile però che proprio la scelta di rilevare una concessionaria auto esistente possa rivelarsi un boomerang: chi abbandona l’attività potrebbe essere gravato da una situazione debitoria profonda, la struttura forse necessita di adeguamenti e riqualificazioni, la reputazione per il personale e i servizi collaterali potrebbe non essere delle migliori, e forse il brand proposto non ha poi così tanto appeal sul territorio.

Ripartire da una nuova sede, un marchio diverso, potrebbero essere i passi migliori. In tal caso è necessario gettare le basi, partendo da un buon business plain. Se si ha una certa dimestichezza con le ricerche di mercato, con l’analisi dei vari fattori economici e sociali che possono condizionare la riuscita di un’impresa, va bene anche il “fai da te”.

Diversamente, meglio affidarsi a uno studio commerciale consolidato che sappia stilare un piano di azione valido. Non si tratta di un passaggio di poco conto. Un buon business plain è alla base del successo di una richiesta di finanziamento, pubblico o bancario che sia.

Un buon momento per aprire una concessionaria auto

Il momento per investire nel settore e dunque nell’allestimento di una concessionaria auto è buono. Il mercato dell’auto, dopo anni di crisi, ha fatto registrare un andamento positivo nella nuove immatricolazioni, con il 7,9 per cento in più del 2017 rispetto all’anno precedente. Le restrizioni sulla circolazione di vecchi veicoli e la possibilità di incentivi auto dovrebbero spingere per una crescita del mercato anche nel prossimo anno.

Per compilare un buon business plain, bisogna procedere per obiettivi. Decidere prima se si vuol impiantare un autosalone, una concessionaria auto mono o plurimarche, se si vuole optare per l’usato. In base a questo bisogna orientarsi sulla scelta della sede, anche per determinare se occorrono anche servizi post vendita, come officina meccanica e autoricambi.

Occorre anche una valutazione accurata delle spese da sostenere per allestimento e adeguamento della sede, attrezzature di vario genere, cancelleria, utenze, tasse e imposte, spese per il personale, assicurazioni. Alla cifra che verrà fuori andrà aggiunto, in caso di concessionaria auto l’investimento per il mandato di una casa automobilistica.

I criteri di selezione sono molto rigidi e anche l’allestimento della sede dovrà attenersi agli standard fissati dalla casa madre. In linea teorica la concessione di un marchio potrebbe arrivare a impegnare anche un milione di euro: molto dipende dal bacino di utenza che si andrà a coprire. Le case automobilistiche fanno degli studi molto accurati sulle possibilità di vendita in determinate aree.

L’importanza del business plain

Un budget va fissato anche per la pubblicità e per le iniziative promozionali. Ma ormai il quadro delle spese è sufficientemente chiaro, non resta che stabilire sotto quale forme si vorrà intraprendere l’attività: come ditta individuale o come società. Nell’uno e nell’altro caso sono previsti fondi pubblici per l’imprenditoria, con particolari requisiti se si opera come società under 35, come imprenditoria femminile, se ci si trova in aree svantaggiate.

Le strade sono molteplici e un buon commercialista saprà stabilire il percorso più adeguato. Ci sarà sicuramente una parte delle risorse da reperire attraverso finanziamento bancario, i cui costi andranno inseriti come piano di ammortamento nel business plain. Superata anche questa fase, non resta che avviare le pratiche burocratiche, che passano necessariamente per la Camera di Commercio della provincia in cui si intende aprire l’attività.

Si comincia con la richiesta di attribuzione del numero di partita IVA, essenziale per qualunque attività. Scelta la forma giuridica, registrata presso un notaio in caso di società o simili, si chiede l’iscrizione al Registro della Imprese, sempre presso la Camera di Commercio. L’impresa è ufficialmente nata ma occorre informare il Comune dove opera.

Anni fa occorreva richiedere una licenza e attendere i tempi tecnici, oggi è tutto più semplice e basta una semplice comunicazione per notificare l’avvio dell’attività. Non è così semplice il rapporto con l’autorità sanitaria, competente in materia di rilascio di autorizzazioni igienico sanitarie, di sicurezza sui luoghi di lavoro.

Autorizzazioni necessarie

Bisognerà chiedere il nullaosta anche ai Vigili del Fuoco per il rispetto della normativa antincendio e di sicurezza. Infine per il rapporto con eventuali dipendenti occorrono le iscrizioni agli istituti di previdenza e assistenza, Inps e Inail. Per ottenere tutto questo è necessario che la sede sia allestita non soltanto da un punto di vista estetico, ma dovrà rispettare gli standard di sicurezza e igiene previsti dalle relative normative in materia.

Gli enti preposti alla verifica potranno effettuare controlli non solo nella fase di allestimento, ma anche in seguito, ad attività già avviata. E le prescrizioni sono molto rigorose soprattutto se alla concessionaria auto è abbinata un’officina meccanica. Il tema dei servizi è importante nella pianificazione aziendale: un buon servizio di assistenza e di ricambi può invogliare il cliente a tornare, prima per la manutenzione programmata, poi per quella ordinaria e infine anche per cambiare auto.

Anche in fase di vendita è possibile ampliare l’offerta dei servizi. E parliamo soprattutto di servizi finanziari. Anche se i grandi brand automobilistici possono imporre proprie finanziarie, altre case automobilistiche lasciano la scelta al concessionario. E sui finanziamenti per il credito al consumo un concessionario può ricavare ottime provvigioni in base al proprio volume di affari.

Ultima modifica: 3 dicembre 2018