Codice della strada 2019: novità e aggiornamenti

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Anno nuovo. Codice nuovo. Il Codice della Strada comprende 240 articoli e un regolamento di esecuzione di 408 articoli e di 19 appendici che regolano la circolazione dei veicoli, dei pedoni e degli animali sulle strade italiane. Il Codice è aggiornato circa ogni anno con lo scopo di stare al passo con i tempi, le nuove tecnologie e tipologie di veicoli.

E anche per il 2019 gli utenti della strada dovranno confrontarsi con delle novità e in particolare con l’aumento delle sanzioni amministrative che subiranno un incremento di circa del 2,4%. Inoltre il Decreto Sicurezza colpirà duramente i cosiddetti ‘furbetti delle targhe’ ovvero quelle persone che circolano in Italia con autoveicoli immatricolati all’estero pur essendo cittadini italiani. Un sistema illegale per non pagare il bollo, l’assicurazione e le multe.

Incremento delle multe

La revisione del Codice per il 2019 prevede l’aumento delle sanzioni amministrative. Non una bella notizia ma andiamo a vedere alcuni esempi. Iniziamo con i limiti di velocità. Croce e delizia di ogni automobilista. Nel caso l’eccesso non superi i 10 Km/h, la sanzione sarà di 42,00 euro (Contro i 41,00 euro).

Nella fascia tra i 10 e i 40Km/h si passerà dagli attuali 169,00 ai 173,00 euro mentre tra i 40 e i 60 Km/h si dovranno pagare 538,00 euro. Oltre i 60 Km/h si passerà da 821,00 euro a 839,00 euro per la sanzione minima. Nei casi di accesso in ZTL (Zona a Traffico Limitato) e transito in corsie riservate (Esempio le corsie per i tram e gli autobus) si passerà da un minimo di 86,00 euro (Incremento di 2,00 euro) a un massimo di 342,00 euro (Incremento di 7,00 euro). Attenzione all’utilizzo durante la guida di apparecchi radiofonici non conformi al Codice della Strada come i cellulari oppure strumenti assimilabili. In questi casi si rischia una sanzione minima di 165,00 (Incremento di 4,00 euro) e un massimo di 667,00 euro (Incremento di 14,00 euro).

Divieto di guida con auto immatricolate all’estero

Cambiano le regole di circolazione per i veicoli immatricolati all’estero. La nuova versione dell’articolo 93 del Codice della Strada vieta ai residenti in Italia da più di 60 giorni di circolare con veicoli con targa estera. Divieto esteso a qualsiasi veicolo, compresi quelli commerciali e il divieto è valido per i cittadini italiani e i cittadini stranieri. In caso di un controllo da parte delle autorità competenti, si rischia una sanzione amministrativa molto pesante (Da 712,00 a un massimo di 2.848,00 euro) con l’immediata esclusione del veicolo dalla circolazione. Se entro 6 mesi dalla violazione, non si presenta la richiesta della documentazione necessaria per il trasferimento all’estero o della mancata immatricolazione in Italia, si rischia la confisca del proprio veicolo.

L’articolo 39 del Codice esclude i veicoli in leasing, in locazioni o in comodato d’uso a cittadini italiani (O residenti) da parte di imprese europee prive di sedi nel nostro Paese. Loro possono circolare tranquillamente ma sono obbligati a conservare a bordo del veicolo la documentazione necessaria. In assenza della documentazione è lo stesso conducente a dover pagare la sanzione amministrativa tra i 250 e i 1.00,00 euro. Si avranno 30 giorni per la presentazione del contratto alle autorità competenti. In caso della mancata ricezione della documentazione richiesta scatterà il fermo amministrativo del veicolo. Trascorsi i 60 giorni, il mezzo sarà riconsegnato con l’obbligo di pagamento di una seconda multa (Dai 705 ai 3.526,00 euro).

Multe in PEC: nuove regole

Il 2019 sarà anche l’anno della semplificazione e del risparmio, infatti, i possessori di un indirizzo PEC (Posta Elettronica Certifica) potranno ricevere nella loro casella il verbale e la sanzione. Poco alla volta il formato cartaceo degli avvisi amministrativi sarà sostituito dalla versione elettronica con un netto risparmio per le casse dello Stato. Naturalmente chi non possiede una casella mail PEC continuerà a ricevere le notifiche in formato cartaceo via posta. Un’altra novità consisterà nell’obbligo della polizia stradale a intimare l’ALT dei veicoli in eccesso di velocità nei tratti rettilinei, in maniera tale da contestare l’immediata infrazione.

Per quanto riguarda la prativa illegale dei parcheggiatori abusi, il nuovo Codice prevede una riduzione delle sanzioni amministrative dal minimo di 1.000,00 euro si passa a 771,00 euro mentre da un massimo di 3.500,00 si passa a 3.101,00 euro. Comunque l’attività di parcheggiatori abusivi (Se impiega dei minorenni o se è già stato sottoposto a sanzioni) passa da illecito amministrativo a reato penale con l’arresto e una condanna dai 6 mesi a 1 anno di reclusione. Inoltre ci sarà una multa tra i 2.000,00 e i 7.000,00 euro con il sequestro dei ricavi dell’attività illegale. E l’infrazione omessa da parte degli agenti delle forze dell’ordine non sarà più considerato abuso d’ufficio. Si cambia anche in fatto di sequestro del mezzo.

Nel Decreto Sicurezza si precisa che le spese della messa in sicurezza del mezzo sequestrato siano a carico del proprietario. Nel caso in cui siano le Forze dell’Ordine a provvedere alla messa in sicurezza del veicolo, si rischia una multa fino a 7.276,00 euro e inoltre si rischiano 3 mesi di sospensione della patente nel caso di mancata custodia.

Guida in stato di ebbrezza

Le nuove norme riguardanti la guida in stato ebbrezza inserite nel DDL-Anticorruzione entreranno in vigore dal 2020. Dal prossimo anno, infatti, chi sarà trovato alla guida con un tasso alcolico superiore allo 0,8 grammi per litro non potrà più sperare nella prescrizione del reato.

Attualmente abbiamo tre fasce di azione. Tra 0,5 e 0,8 grammi al litro si rischia una multa da 532,00 euro, decurtazione di 10 punti e sospensione della patente da 3 a 6 mesi. Tra 0,8 e 1,5 grammi al litro, multa fino a 3.200,00 euro, l’arresto (6 Mesi), decurtazione di 10 punti e sospensione della patente fino a 1 anno. Oltre la soglia di 1,5 si rischiano l’arresto da 6 mesi a 1 anno di reclusione e una multa fino a un massimo di 6mila euro. Inoltre le pene andranno ad aggravarsi in caso di neo-patentati, minori di 21 anni e autisti professionisti.

 

Ultima modifica: 28 gennaio 2019