Climatizzatore elettrico auto: cos’è e come funziona

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Il climatizzatore è l’ancora di salvezza che tutti gli automobilisti possono usare ogni giorno, sia nei casi in cui ci si ritrovi in ambienti eccessivamente caldi che in quelli eccessivamente freddi, a seconda del periodo dell’anno. Uno strumento che ha dimostrato fin da subito la propria efficacia, la propria utilità e che ha iniziato a diffondersi in massa, sul mercato automobilistico, a partire dagli anni ’60 del 1900.

La sua tipologia si distingue per due modalità: una manuale ed una automatica, ognuna caratterizzata da caratteristiche e differenze fra loro.

Climatizzatore elettrico: come funziona

Il suo meccanismo e il suo scopo non si distacca da quello dei condizionatori presenti nelle nostre case, difatti l’intento è sempre quello di catturare l’aria dall’esterno, depurarla dalle scorie e dall’umidità e rigettarla all’interno dell’abitazione. Tutte le sue azioni vengono comandate elettricamente e gli elementi che lo compongono sono diversi ed ognuno ha un ruolo ben preciso. Troviamo i compressori, dalle dimensioni proporzionate a quelle del condizionatore, che grazie all’azione del motore riescono a pompare l’aria nel complesso. Vi sono i condensatori, che riescono a mutare l’aria in calda e fredda e a diffonderla attraverso le lamelle e le tubature presenti. Il filtro essiccatore, che riesce a filtrare l’aria e a liberarla dalle scorie presenti e di assorbirne la quantità di umidità presente in essa. Si continua con le valvole cosiddette di “espansione”, che devono regolare la quantità del flusso in base alla temperatura richiesta. Al termine troviamo l’evaporatore che, grazie al supporto del ventilatore centrifugo, riesce a diffondere l’aria nell’ambiente. I conseguenti studi tecnologici hanno portato alla realizzazione sia di climatizzatori manuali che di automatici.

Ma quante e quali sono le differenze fra loro? Anzitutto l’automatizzazione è un carattere rilevante, poiché se da un lato rappresenta una comodità da un altro rappresenta una più ingente fonte di spreco e consumo, finendo col coinvolgere anche l’inquinamento. Questa modalità, infatti, prevede la gestione, appunto automatica, dell’aria e al guidatore non resta altro che impostare la temperatura che si vuole raggiungere, a differenza di quella manuale, nella quale si potrà fare tutto ciò attraverso delle manopole adibite. Anche se quest’ultima modalità può risultare nettamente scomoda per un automobilista, che potrebbe anche finire col distrarsi alla guida. Tuttavia, in entrambi i casi vi è un dispendio di energia, seppure il manuale riesca a spenderne meno, grazie alla sua possibilità di interrompere l’erogazione.

Ultima modifica: 18 dicembre 2018